Liberalizzare il prezzo dei farmaci in fascia C: i farmacisti insorgono
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Il nuovo Ministro della Salute, Francesco Storace vuole aiutare le famiglie a spendere meno quando acquistano farmaci non “passati” dal Servizio Sanitario Nazionale, di fascia C. A ricordarlo sono i farmacisti italiani che si dimostrano favorevoli alla realizzazione dell’obiettivo precisando che il 90% della popolazione dai 15 anni in su nell’ultimo biennio ha affrontato il problema del caro farmaci.
Ma secondo i farmacisti, il Ministro sta progettando una soluzione che si trasformerà in un boomerang, infatti, propone di liberalizzare il prezzo dei farmaci non a carico del SSN, permettendo di praticare uno sconto sino al 20% sul prezzo stabilito dall’industria. E ciò sia sui farmaci da banco (tipo Aspirina), sia su quelli che richiedono ricetta ma sono a totale carico del cittadino (come il Tavor), sia sui pochi farmaci che non richiedono ricetta medica ma che non possono fare pubblicità (tipo Tachipirina).
Il risparmio promesso dal Ministero è di oltre 800 milioni di euro e per i farmacisti si tratta di un risparmio puramente teorico. Dal comunicato stampa diffuso da Federfarma si legge che “i produttori potranno liberamente aumentare i prezzi senza limiti e non esiste alcuna garanzia che venga praticato uno sconto di per sé non obbligatorio (il 40% delle farmacie, quelle rurali e montane, già duramente penalizzate, non sarà in grado di farlo)” . Con questa misura - continua la nota - si rischia di scatenare una vera e propria babele dei prezzi, applicando al settore del farmaco una logica - quella della concorrenza - che è valida in molti settori, ma non in quello della salute. Inoltre, saranno più penalizzati i cittadini più deboli e quelli in ansia disposti a pagare di più pur di avere un farmaco di notte, nei festivi, in una località isolata. Infine, la dinamica degli sconti scatenerebbe la corsa deteriore al consumismo farmaceutico, che tutti sostengono di non voler incentivare.
I farmacisti - conclude la nota - propongono di ridurre del 10% il prezzo di tutti i farmaci senza ricetta in misura fissa e valida in tutto il Paese, avvicinando i prezzi italiani a quelli medi europei. Per i farmaci che richiedono ricetta medica ma sono esclusi dal SSN basta estendere la norma che obbliga il farmacista a proporre sempre al cliente un farmaco generico o di altra marca ma di prezzo più basso, purché con formulazione e dosaggio identici. E’ necessario, infine, la costituzione presso l’Agenzia del Farmaco di un Osservatorio sui prezzi dei prodotti non a carico del Servizio Sanitario Nazionale. (da Help Consumatori)

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[…] azione del neoministro della Salute Francesco Storace, avevamo pubblicato l’articolo Liberalizzare il prezzo […]
Di I Pollitici » Farmaci di fascia C: AGCM contro Storace il 8 Giugno 2005 alle 02:47
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