Crocifissa perché posseduta

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Lello Scorzelli  - Monumento a Paolo VI  - Cattedrale di Brescia - Crocefisso sulla terminazione del pastorale 1981-1984Siamo nel 2005 d.C. se non sbaglio. Eppure esiste ancora così tanto isterismo religioso e scietticismo nei riguardi della scienza che una monaca ortodossa rumena, Maricica Irina Cornici, malata di schizofrenia ha dovuto subire un esorcismo nel proprio convento perché ritenuta dal pope ortodosso posseduta da Satana. L’ordine del pope è stato quindi la crocifissione, prontamente eseguito da alcune monache e durata 3 giorni.

E’ morta così, per insufficienza cardio-respiratoria, a 23 anni, una ragazza malata a cui è stata applicata una terapia religiosa anziché una terapia medica.

L’incriminazione è stata di sequestro e omicidio per cinque religiosi in tutto. Ma la cosa più sconcertante è che al momento dell’arrivo di alcuni rapprensentanti della Chiesa ortodossa (mandati per privare il pope del diritto di officiare la messa), il pope e alcuni cittadini del villaggio hanno aggredito i religiosi e si sono barricati all’interno del convento.

Per maggiori dettagli riportiamo l’articolo del Corriere Canadese. Continua a leggere ‘Crocifissa perché posseduta’

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Quorum e minoranze

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Urna elettoraleHo atteso la pubblicazione degli scrutini (1 2 3 4) prima di avverturarmi in qualche considerazione numerica. A quanto pare il quorum italiano è l’eccezione. In europa infatti, una volta decisa la legittimità di un referendum (come in Italia fa la corte coctituzionale), la consultazione è equiparata alle elezioni politiche, nelle quali il quorum non esiste ed il voto sarebbe valido anche se votasse il 5% degli aventi diritto. Ma in Italia si preferisce disincentivare gli elettori ad andare alle urne ogni qual volta questi vengano posti davanti a delle decisioni dirette. A parte le polemiche sulla diffusione dei dati di affluenza relativi non alle ore 12 (per eliminare il famoso “effetto 10%”) ma a qualche ora prima per scoraggiare i votanti, l’assenza di urne per i disabili bloccati in casa, l’effettiva estromissione di molti votanti all’estero (vedi le dichiarazioni di Capezzone qui e la lettera di Piergiorgio Welby (Direzione Associazione Luca Coscioni) Rita Bernardini (Comitato Promotore Referendum, Tesoriere Radicali Italiani) qui), (accuse cui il ministero ha ufficialmente risposto), si può infatti comunque constatare che nella scelta delle date, i referendum sono sempre più “balneari”, cioè statisticamente più “estivi” delle elezioni politiche o amministrative.

Prendiamo ora in considerazione l’affluenza alle urne: 25,9%. Teniamo conto del fatto che del 74,1% degli elettori che si sono astenuti, una certa porzione (non conosciuta, ed ovviamente non conoscibile) è astensionista convinto a far fallire il referendum, un’altra porzione è astensionista disinteressato al voto referendario.
Ora consideriamo i risultati dello scrutinio del 1° quesito: Sì 88,0 %, No 12,0 % (dati Italia+Estero, 61.528 sezioni su 61.530). Coloro che hanno votato No rappresentano quindi il 3,1% degli aventi diritto. Ma quanti sarebbero dovuti essere gli astensionisti convinti per non far raggiungere il quorum? 50% meno 25,9: cioè il 24,1%. Ovviamente potrebbero anche essere stati molti di meno od anche di più, ma questa percentuale era il minimo che avrebbe garantito un sicuro fallimento del quorum. A questi sommiamo i No e otteniamo il 27,2%. Ecco la minoranza che ha deciso il fallimento del referendum.
Continua a leggere ‘Quorum e minoranze’

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Google è in vetta

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Google's HomepageEbbene sì. Google è in vetta. E la scalata è stata fulminea. In sette anni, la società californiana è passata dall’essere solo un’idea nella mente di Larry Page (pagina a Stanford e pagina wiki) e da Sergey Brin (pagina a Stanford e pagina wiki) al colosso dei media. E’ la prima società al mondo per capitallizzazione con 80 miliardi di dollari. Inoltre, da quando, un’anno fa, è stata quotata in borsa, è passata da 85 dollari per azione ai 279,5 di ieri, dopo aver sfiorato i 300. Ovviamente tutto questo successo attira anche qualche invidia e qualche contestazione.
Ma leggiamo tutta la situazione nell’articolo de IlSole24Ore.

Quando si dice il sogno americano. Appena sette anni fa, Google era una specie di associazione filantropica, che aiutava gli utenti di un giovane Web a trovare il loro bravo ago in un pagliaio grande come il mondo. Poco più tardi era già una celebrità internazionale che, oltre a regalare informazioni in lungo e in largo, riusciva a ritagliare per sé qualche timido profitto. L’anno scorso — con il pagliaio già ingrossato oltre ogni misura — ha gettato la maschera e s’è trasformata all’improvviso in una macchina da soldi, scegliendo perfino la strada della Borsa. E nelle ultime due sedute al Nasdaq (sebbene solo per qualche ora, visto che ieri il titolo ha chiuso in ribasso di oltre il 4%), l’ex circolo di beneficienza s’è messo il cappello di prima società al mondo nel settore dei media per capitalizzazione: 80 miliardi di dollari. Se non è questo il senso del celebre e celebrato american dream, cos’altro può esserlo? Continua a leggere ‘Google è in vetta’

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La legge anti-fumo va in fumo

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Gianfranco FiniSul blog L’Indipendente ho trovato una interessante riflessione sull’articolo di Repubblica Palazzo Chigi, oasi della sigaretta senza Sirchia il divieto va in fumo. Credo che Dario de Judicibus, direttore di tale blog, abbia perfettamente ragione nel suo articolo; infatti credo che sia vergognoso, sia per Gianfranco Fini, ministro storicamente crociato anti-droga, che per Roberto Calderoli, ministro menefreghista della legalità (vedi la vicenda della taglia nell’articolo Calderoli: Nessuno può permettersi di toccare un padano), violare proprio nelle sedi istituzionali la legge Sirchia anti-fumo. Faccio notare che nella Lega ci fu anche chi fece vilipendio alla bandiera e non fu punito, chi fece apologia di reato (per quanto riguarda le azioni pro-secessione) e non fu punito. Forse il problema è l’intoccabilità sostanziale dei parlamentari. Per analogia si può citare una recente battuta di Paolo Hendel: “Berlusconi va avanti per il suo cammino, non lo ferma nessuno… è inarrestabile“.

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Farmaci di fascia C: AGCM contro Storace

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FarmaciIn relazione all’azione del neoministro della Salute Francesco Storace, avevamo pubblicato l’articolo Liberalizzare il prezzo dei farmaci in fascia C: i farmacisti insorgono. Oggi pubblichiamo l’articolo apparso su Il nuovo Riformista riguardo il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato sul decreto sui farmaci di fascia C (qui il testo del parere dell’AGCM). Se venisse ascoltata allora il decreto andrebbe decisamente cambiato. Ma pare che il ministro non gradisca.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ieri si è pronunciata sul recente decreto Storace in materia di farmaci di fascia C a prezzo libero, e lo ha fatto in maniera a nostro giudizio esemplare. Non solo perché si è espressa a favore di un allargamento delle maglie della distribuzione del farmaco, proponendo di rendere possibile la vendita dei farmaci da banco nei supermercati e nell’intera catena della grande distribuzione, il che comporterebbe l’accrescimento della concorrenza in un segmento del mercato che ne ha un gran bisogno, tenutone com’è stato al riparo dal comportamento collusivo di quei “monopolisti innaturali” che sono i signori farmacisti Continua a leggere ‘Farmaci di fascia C: AGCM contro Storace’

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Benedetto XVI a carte scoperte sul referendum

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerIl 30 maggio scorso, Benedetto XVI, al termine del Congresso Eucaristico Nazionale (il cui motto è “Senza la Domenica non possiamo vivere“), ha chiesto ai vescovi italiani di illuminare i credenti nella scelta referendaria. Molti hanno dichiarato di essere soddisfatti di un intervento “politico” così delicato e per nulla estremista in confronto a ciò che invece ha dichiarato in questi ultimi tempi Camillo Ruini (leggi ad esempio qui e qui). E questi molti oggi si sono resi conto di essersi illusi. Perché il Papa, dopo questo intervento moderato seppur enigmatico, ha appena specificato in quali sono le opinioni che vuole siano diffuse proprio per ottenere quell’illuminazione cattolica di cui parlava una settimana fa. Ed il risultato è stato un riassunto delle più scontate convinzioni cattoliche della corrente reazionaria di cui Joseph Ratzinger era già da cardinale fervido esponente. E così snocciola una serie di no alla procreazione assistita, all’aborto, alle unioni fuori dal matrimonio, alle unioni gay ed altro ancora.

Benedetto XVI gioca quindi a carte scoperte sul referendum e ribadisce sostanzialmente le linee guida del suo programa di governo, contro l’anarchia e il relativismo. Tutto questo nell’articolo apparso su Repubblica.it che riportiamo qui di seguito: Continua a leggere ‘Benedetto XVI a carte scoperte sul referendum’

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Referendum : l’istigazione a non votare è un reato

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I dubbi del cardinale - da peccato.orgChi si è domandato se fosse corretto esprimere la propria volontà ed incoraggiare a non andare a votare per un presidente della Camera (Casini) o del Senato (Pera) oppure per un presidente della Conferenza Episcopale Italiana (Ruini), ora può avere finalmente una risposta: l’istigazione a non votare è un reato. Come pubblicato oggi da l’Osservatorio sulla Legalità, di cui riportiamo interamente l’articolo, l’articolo 98 della legge elettorale dichiara

Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità , il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori […] o ad indurli all’astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000.

Speriamo che l’aver riportato alla mente tale legge, seppur scarsamente applicata, faccia rientrare alcune dichiarazioni veramente fastidiose. Pensare che ora venga applicata su Casini, Pera, Ruini ed tanti altri, è invece mera illusione.

Ad ogni modo per un articolo sulle denunce di propaganda illegale nelle chiese si legga qui. Ma ora veniamo all’articolo dell’Osservatorio sulla Legalità .

In riferimento al referendum sulla ricerca delle cellule staminali e sulla procreazione assistita, a prescindere dal tipo di voto, o SI o NO; i cittadini comunque la pensino, devono andare a votare e non possono essere invitati da personaggi istituzionali ad astenersi dal voto.

Da notare che proprio nei politici Italiani c’è la più grande fetta d’ignoranza legislativa. Non tutti conoscono esattamente la legge elettorale, di fatti, l’art. 98 sulla legge elettorale prevede che l’istigazione all’astensione è un reato. Si può configurare il reato di violazione della legge elettorale ed istigazione a delinquere; di seguito il testo della legge Continua a leggere ‘Referendum : l’istigazione a non votare è un reato’

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