Benedetto XVI a carte scoperte sul referendum

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerIl 30 maggio scorso, Benedetto XVI, al termine del Congresso Eucaristico Nazionale (il cui motto è “Senza la Domenica non possiamo vivere“), ha chiesto ai vescovi italiani di illuminare i credenti nella scelta referendaria. Molti hanno dichiarato di essere soddisfatti di un intervento “politico” così delicato e per nulla estremista in confronto a ciò che invece ha dichiarato in questi ultimi tempi Camillo Ruini (leggi ad esempio qui e qui). E questi molti oggi si sono resi conto di essersi illusi. Perché il Papa, dopo questo intervento moderato seppur enigmatico, ha appena specificato in quali sono le opinioni che vuole siano diffuse proprio per ottenere quell’illuminazione cattolica di cui parlava una settimana fa. Ed il risultato è stato un riassunto delle più scontate convinzioni cattoliche della corrente reazionaria di cui Joseph Ratzinger era già da cardinale fervido esponente. E così snocciola una serie di no alla procreazione assistita, all’aborto, alle unioni fuori dal matrimonio, alle unioni gay ed altro ancora.

Benedetto XVI gioca quindi a carte scoperte sul referendum e ribadisce sostanzialmente le linee guida del suo programa di governo, contro l’anarchia e il relativismo. Tutto questo nell’articolo apparso su Repubblica.it che riportiamo qui di seguito:

Nella basilica di San Giovanni, a Roma, per aprire il convegno diocesano sulla famiglia, Benedetto XVI tuona contro chi “manomette la vita che nasce”. Il Papa si scaglia contro l’aborto, la procreazione assistita e le unioni diverse dal matrimonio, che bolla come “forme di dissoluzione”. Ai tanti che gremiscono la chiesa, Joseph Ratzinger, accolto dal cardinale vicario Camillo Ruini, dice che pensare di non avere figli e “sopprimere o manomettere la vita che nasce” è contrario “all’amore umano, alla vocazione profonda dell’uomo e della donna”.

Il discorso del Papa è stato interrotto nove volte dagli applausi, il calore della folla è stato tanto e il Pontefice ha fatto uno strappo al cerimoniale, prendendo in braccio una bambina incaricata di portare a Ratzinger il saluto dei suoi coetanei.

“Anche nella generazione dei figli il matrimonio riflette il suo modello divino - afferma il Papa - l’amore di Dio per l’uomo”. E ancora: “Nell’uomo e nella donna la paternità e la maternità, come il corpo e come l’amore, non si lasciano circoscrivere nel biologico: la vita viene data interamente solo quando con la nascita vengono dati anche l’amore e il senso che rendono possibile dire sì a questa vita”.

“Proprio da qui - prosegue il Papa - diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all’amore umano, alla vocazione profonda dell’uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce”.

Joseph Ratzinger ancora una volta parla della falsa libertà che viene dal relativismo. “Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il “matrimonio di prova”, fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso”, sono espressioni di una “libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell’uomo”.

Nel ribadire il suo “no” alle unioni che non rientrano nel matrimonio, il Papa definisce quest’ultimo come istituzione che “non è una indebita ingerenza della società o dell’autorità, l’imposizione di una forma dal di fuori: è invece esigenza intrinseca del patto dell’amore coniugale”. Parlando delle unioni non regolari, Ratzinger dice che “una tale pseudo libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell’uomo. Il suo presupposto è che l’uomo può fare di sé ciò che vuole: il suo corpo diventa così una cosa secondaria dal punto di vista umano, da utilizzare come si vuole”.

“Il libertinismo - afferma il Papa - che si fa passare per scoperta del corpo e del suo valore, è in realtà un dualismo che rende spregevole il corpo, collocandolo per così dire fuori dall’autentico essere e dignità della persona”. Il Papa conclude il suo discorso ringraziando le famiglie cristiane per l’”impegno” che mettono nel “cercare di superare il relativismo” con la testimonianza “specialmente per riaffermare l’intangibilità della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale”.

Infine Benedetto XVI ribadisce la necessità di provvedimenti legislativi e amministrativi [ma non chiamatela ingerenza], che sostengano le famiglie nel compito di generare ed educare i figli, “compito essenziale per il nostro comune futuro”.(da repubblica.it)

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