Quorum e minoranze

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Urna elettoraleHo atteso la pubblicazione degli scrutini (1 2 3 4) prima di avverturarmi in qualche considerazione numerica. A quanto pare il quorum italiano è l’eccezione. In europa infatti, una volta decisa la legittimità di un referendum (come in Italia fa la corte coctituzionale), la consultazione è equiparata alle elezioni politiche, nelle quali il quorum non esiste ed il voto sarebbe valido anche se votasse il 5% degli aventi diritto. Ma in Italia si preferisce disincentivare gli elettori ad andare alle urne ogni qual volta questi vengano posti davanti a delle decisioni dirette. A parte le polemiche sulla diffusione dei dati di affluenza relativi non alle ore 12 (per eliminare il famoso “effetto 10%”) ma a qualche ora prima per scoraggiare i votanti, l’assenza di urne per i disabili bloccati in casa, l’effettiva estromissione di molti votanti all’estero (vedi le dichiarazioni di Capezzone qui e la lettera di Piergiorgio Welby (Direzione Associazione Luca Coscioni) Rita Bernardini (Comitato Promotore Referendum, Tesoriere Radicali Italiani) qui), (accuse cui il ministero ha ufficialmente risposto), si può infatti comunque constatare che nella scelta delle date, i referendum sono sempre più “balneari”, cioè statisticamente più “estivi” delle elezioni politiche o amministrative.

Prendiamo ora in considerazione l’affluenza alle urne: 25,9%. Teniamo conto del fatto che del 74,1% degli elettori che si sono astenuti, una certa porzione (non conosciuta, ed ovviamente non conoscibile) è astensionista convinto a far fallire il referendum, un’altra porzione è astensionista disinteressato al voto referendario.
Ora consideriamo i risultati dello scrutinio del 1° quesito: Sì 88,0 %, No 12,0 % (dati Italia+Estero, 61.528 sezioni su 61.530). Coloro che hanno votato No rappresentano quindi il 3,1% degli aventi diritto. Ma quanti sarebbero dovuti essere gli astensionisti convinti per non far raggiungere il quorum? 50% meno 25,9: cioè il 24,1%. Ovviamente potrebbero anche essere stati molti di meno od anche di più, ma questa percentuale era il minimo che avrebbe garantito un sicuro fallimento del quorum. A questi sommiamo i No e otteniamo il 27,2%. Ecco la minoranza che ha deciso il fallimento del referendum.

Riconosco che i Sì rappresentano il 22,8% degli aventi diritto, e che avrebbero perso comunque (nell’ipotesi di un 24,1% di astensionisti convinti). Ma la problematica di fondo è che gli astensionisti disinteressati danno molto più peso ai No di quanto la logica democratica darebbe loro. Teoricamente se gli astensionisti convinti fossero stati il 4,1% e quelli disinteressati il 70%, i No avvrebbero vinto lo stesso pur avendo un “peso” effettivo del solo 7,2% sul totale. Viceversa, se gli astensionisti convinti fossero stati davvero così tanti come sperava ad esempio il cardinale Ruini, non ci sarebbe stata nessuna preoccupazione a mandare tutti a votare per il No, a quel punto sicuro vincitore. Si è voluto accumunare una astensione disinteressata (che da parecchi anni determina in Italia una tendenza al ribasso anche delle elezioni politiche) con una astensione interessata, fatta da chi avrebbe votato No ma si è reso conto che da solo, probabilmente, avrebbe perso.

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5 Commenti finora
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sono dieci anni, se non sbaglio, che un referendum non raggiunge il quorum…
hanno eliminato l’unico strumento democratico in mano ai cittadini… e l’hanno fatto con il “nostro” beneplacito. chi è causa del mal suo…

se nn ci fosse la legge del quorum ci sarebbe un quorum dell’80%. vedi germania e francia.
uno nn se la cava restandosene a casa Si oNO e basta.
la chiesa conta solo in uno stato di dementi come il nostro che vota in massa per un ladro arrogante.

Certamente. Se l’astensione non fosse una scappatoia, le persone si sentirebbero maggiormente coinvolte, soprattutto su argomenti come quelli di questi ultimi 4 referendum

il quorum è un meccanismo a tutela delle leggi e dei citadini. Quando lo capirete sarà meglio per tutti. Non ci si può svegliare una mattina con la voglia di referendum e distruggere le leggi in questo modo. Vogliamo eliminare il quorum? Alziamo il numero di firme per ottnere il referendum, da 500mila a 5 milioni. Per il resto pochi piagnistei, please.

Il problema fondamentale dell’esistenza del quorum non è se protegga o meno le leggi, ma che garantisce una scelta politica senza una effettiva partecipazione. Decidere di mantenere lo status quo semplicemente non andando a votare è un modo per disabituare la cittadinanza alle scelte consapevoli. La proposta di alzare le firme da 500mila 5 milioni non è male, ma per favore smettiamola di usare espressioni del tipo “svegliarsi la mattina”… perché nessuno si “sveglia una mattina” e decide di raccogliere 500mila firme per un referendum sui diritti degli esseri umani. E’ un scelta consapevole che poi passa al vaglio della Consulta… per cui l’espressione “svegliarsi una mattina” è del tutto inadeguata. Che poi siano piagnistei è evidente che non sia vero… visto che le critiche al quorum, su questo sito ma anche altrove, sono sempre argomentate, e i piagnistei invece non lo sono.



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