Gli attentati non sono contro il cristianesimo

Articolo letto 713 volte

Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerDopo che il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano aveva riportato una frase di Papa Benedetto XVI che indicava gli ultimi attentati terroristici come “atti antiumani e anticristiani” (vedi London Blasts), il Papa stesso fa dietrofront e dichiara: “gli attentati terroristici di questo ultimo periodo non possono essere considerati contro il cristianesimo”.
Ha quindi preso una svista il segretario di Stato?
Il Pontefice si è detto inoltre convinto che nell’Islam ci siano “elementi che possono favorire la pace” e che con l’Islam si debbano “trovare sempre i migliori elementi che aiutano” il dialogo.

Queste dichiarazioni sono state raccolte a Le Combes il 25 luglio, quando Ratzinger ha risposto ad alcune domande dei giornalisti alla fine del suo incontro con i preti e i diaconi della Valle d’Aosta.
E’ stato chiesto al Papa se l’Islam possa essere considerata una religione di pace. “Non vorrei - ha risposto papa Ratzinger - etichettare con grandi parole generali, certamente ha anche elementi che possono favorire la pace, ha anche altri elementi: dobbiamo cercare di trovare sempre i migliori elementi che aiutano”.
Alla domanda se le bombe di questi giorni che stanno suscitando lutti in varie parti del mondo possano essere considerate “bombe anticristiane” il papa ha replicato: “No, generalmente mi sembra una intenzione molto piu’ generale, non proprio contro il cristianesimo”. (fonte: rainews)

Articoli Correlati

  1. Il cristiano moderno
  2. New York, limiti per il videotaping di polizia
  3. I gesuiti contro il libro di Augias
  4. Riflessioni Eliocentriste sul Cristianesimo
  5. London Blasts

London Blasts

Articolo letto 742 volte

Londra 7 luglio 2005

  • 8.49 ora locale, 9,49 in Italia: esplosione nella stazione della metropolitana di Aldgate.
  • 9.00: arriva la notizia una seconda esplosione nela stazione della metropolitana di Edgware Road
  • 10.05: Scotland Yard conferma che ci sono state altre esplosioni nelle stazioni della metropolitana di King’s Cross, Old Street e Russel Square.
  • 10.20: Arriva la notizia che sarebbe esploso un autobus n. 59 a Russel Square.
  • 10.33: Altri due autobus esplodono nel centro di Londra.

Per ore Scotland Yard diffonde la notizia di 2 sole vittime, metre alcune radio locali parlano addirittura di 200. Le cifre rimbalzano e sono ora attestate su circa 90 morti, ma ovviamente per avere maggiori certezze bisogna aspettare i prossimi giorni. Come per le cause, inizialmente attribuite a scontri fra metropolitane, poi a guasti elettrici e poi ad un attentato terroristico.

Non si è dovuto aspettare molto, invece, per le prime reazioni politiche e la rivendicazione. Fra le reazioni citiamo la frase del Papa Benedetto XVI riportata dal cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, afferma che ”il Papa ha appreso con dolore la notizia degli atti terroristici compiuti nella citta’ di Londra e mentre deplora questi atti antiumani e anticristiani prega vostra eminenza di esprimere ai parenti delle vittime la sua partecipazione al loro dolore chiedendo al Signore il conforto che solo lui puo’ dare in tali circostanze”. Atti atti antiumani siamo d’accordo, ma sono atti anticristiani?! Vogliamo dire che le bombe dei terroristi dribblano i musulmani, gli ebrei e i buddhisti, e vanno a colpire solo i cristiani? Oppure, ancor peggio, sono atti contro quei valori di pace e democrazia che solo il cristianesimo veicola? Come se le altre culture non avessero ideali sufficientemente elevati da attirare l’antipatia dei terroristi islamici?

Citiamo poi la frase del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Campi, che ha inviato un messaggio alla Regiona Elisabetta scrivendo che “La perdita di vite umane e la devastazione causate dalla barbarie del terrorismo suscitano negli italiani ripugnanza e sdegno”. Che io sappia in italiano l’uso della congiunzione “e” implica che per Ciampi “La perdita di vite umane suscitano negli italiani ripugnanza”. Cioè ci fanno schifo i morti inglesi. Mah!

Infine ci sarebbe una prima rivendicazione Continua a leggere ‘London Blasts’

Articoli Correlati

  1. Gli attentati non sono contro il cristianesimo

Brevetti software, vince l’open source

Articolo letto 694 volte

No ai brevetti softwareIl Parlamento europeo boccia i brevetti sul software facendo vincere i sostenitori dell’open source. Una vittoria delle piccole imprese a dispetto delle multinazionali del software che chiedevano il copyright sul software per proteggere l’invenzione che utilizza un programma informatico e il programma stesso. Ma l’Europarlamento, riunito in sessione plenaria, ha bocciato con 648 voti contrari, 14 a favore e 18 astenuti, la controversa proposta frutto dell’intesa tra Consiglio e Commissione europea.

Non sono quindi bastate le prese di posizione delle multinazionali e l’intensa attività di lobbying che per mesi si è riversata sulle istituzioni europee. La direttiva fortemente voluta da compagnie come Microsoft e Nokia, frutto di un accordo tra Consiglio e Commissione europei, era stata già bocciata in prima lettura dal Parlamento UE nel settembre 2003, ed ora, secondo le procedure Ue, trattandosi di una co-decisione in seconda lettura il no dei deputati fa ripartire da zero la procedura. Tuttavia la Commissione ha già annunciato che non farà una nuova proposta: “E’ un esempio di democrazia a livello europeo“, ha dichiarato il portavoce, spiegando che “la commissione rispetta la decisione del Parlamento”.

Le grandi industrie della tecnologia informatica, risultate oggi perdenti con il no dell’aula, sostengono da sempre i brevetti che, secondo le lobby industriali, agevolerebbero gli investimenti nella ricerca e metterebbero le invenzioni europee al riparo della concorrenza americana (la Microsoft che chiede che le invenzioni europee sia al riparo della concorrenza americana… interessante). Anche se poi il diritto d’autore già garantisce una certa tutela, mentre i brevetti, per come sarebbero stati concepiti, avrebbero fatto pagare le royalties a qualunque programmatore che avesse usato il “cursore” o la funzione “cerca” limitando fortemente libertà e sviluppo ed aprendo la strada a situazioni di monopolio. Ma le conseguenze non sarebbero state solo queste, tutto viene pazientemente spiegato in questo sito.

Il presidente Josep Borrell ha definito storica questa bocciatura di una direttiva del Consiglio, che pur essendo la terza, è l’unica ad essere stata così schiacciante. Il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, ha invece espresso “rammarico” per la bocciatura della Direttiva sulla brevettabilità del software da parte del Parlamento europeo, “in quanto l’Europa aveva ed ha bisogno di un quadro certo di norme su questo fronte”. Sinceramente non capisco come si possa apprezzare le “norme certe” come se automaticamente fossero “norme giuste“, c’è una certa differenza che pochi colgono.

Per maggiorni informazioni sulle reazioni politiche vedi il sito di vita.it. Altre fonti: adnkronos, repubblica.it.

Articoli Correlati

  1. Cuba abbraccia il software Open Source
  2. Asaq: il farmaco no profit
  3. Referendum costituzionale: vince il No
  4. Finanziaria 2007 liberamente scaricabile
  5. Chiesa 1.5

Guantanamo: gulag o villeggatura?

Articolo letto 750 volte

La prigione di GuantanamoVi ricordate quando Silvio Berlusconi dichiarò: Mussolini? Un dittatore benigno. I morti ammazzati come Matteotti? Cancellati. La Resistenza? Un mito. Ed infine: il confino? Una villeggiatura.

Ebbene, secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, intervistato dalla CNN, i carcerati di Guantanamo non dovrebbero lamentarsi, perché vivono ai tropici. Ma non solo: sono trattati bene, nutriti bene, hanno tutto quello che vogliono, non possono lamentarsi anche perché l’amministrazione americana ha speso un mucchio di soldi per queste installazioni nuove di zecca.

Ma allora perché secondo Amnesty International, Guantanamo è invece l’equivalente contemporaneo di un gulag sovietico? (il 26 giugno, 2 giorni dopo la prima diffusione di questa notizia, fu indetta la “Giornata per le vittime della tortura“).
Intanto i componenti della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rimproverato il governo degli Stati Uniti di non aver dato seguito alla loro richiesta di accedere alla prigione di Guantanamo, richiesta per accertare le “gravi testimonianze di torture, crudelta’, trattamento disumano e degradante”, detenzione arbitraria e violazione dei diritti dei prigionieri. Perché non fare accedere dei commissari dell’Onu nel “Paese delle Meravigllie” di Guantanamo?
Continua a leggere ‘Guantanamo: gulag o villeggatura?’

Articoli Correlati

  1. No related posts