Guantanamo: gulag o villeggatura?

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La prigione di GuantanamoVi ricordate quando Silvio Berlusconi dichiarò: Mussolini? Un dittatore benigno. I morti ammazzati come Matteotti? Cancellati. La Resistenza? Un mito. Ed infine: il confino? Una villeggiatura.

Ebbene, secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, intervistato dalla CNN, i carcerati di Guantanamo non dovrebbero lamentarsi, perché vivono ai tropici. Ma non solo: sono trattati bene, nutriti bene, hanno tutto quello che vogliono, non possono lamentarsi anche perché l’amministrazione americana ha speso un mucchio di soldi per queste installazioni nuove di zecca.

Ma allora perché secondo Amnesty International, Guantanamo è invece l’equivalente contemporaneo di un gulag sovietico? (il 26 giugno, 2 giorni dopo la prima diffusione di questa notizia, fu indetta la “Giornata per le vittime della tortura“).
Intanto i componenti della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rimproverato il governo degli Stati Uniti di non aver dato seguito alla loro richiesta di accedere alla prigione di Guantanamo, richiesta per accertare le “gravi testimonianze di torture, crudelta’, trattamento disumano e degradante”, detenzione arbitraria e violazione dei diritti dei prigionieri. Perché non fare accedere dei commissari dell’Onu nel “Paese delle Meravigllie” di Guantanamo?

Insomma, il sospetto che non si tratti proprio di una villeggiatura sorge spontaneo.

Nella stessa intervista alla CNN, riguardo della latitanza del leader di Al Qaeda Osama Bin Laden, ha dichiarato: “Abbiamo un’idea piuttosto precisa dell’area approssimativa nella quale si trova [ma che cavolo vuol dire?]- ha chiarito - però non è che abbia il suo indirizzo di casa”.

(Fonti: canisciolti, centomovimenti, tgcom)

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