La fine dell’omeopatia

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Rimedi omeopaticiL’editoriale di “Lancet“, una delle più autorevoli riviste mediche al mondo, ha un titolo che sembra definitivo: “La fine dell’omeopatia“. Il principe Carlo farà un salto sulla sedia, visto che ha appena commissionato uno studio per convincere il governo a investire di più nella medicina alternativa. E con lui decine di milioni fra medici e pazienti filo-omeopatici nel mondo avranno una brutta sorpresa.
Lancet pubblica una ricerca dell’università di Berna, secondo la quale una sperimentazione incrociata dimostra che i farmaci omeopatici hanno un’efficacia solo illusoria, pari a quella del placebo, e cioè dell’acqua fresca. Difficile immaginare che i seguaci della medicina fondata alla fine del ‘700 dal dottor Samuel Hahnemann, a questo punto, facciano ammenda e buttino nella spazzatura tinture e preparati ultra-diluiti. Ma certo quello inferto dal dottor Matthias Egger e dai suoi colleghi è un duro colpo.
I ricercatori svizzeri hanno comparato i risultati di 110 trattamenti omeopatici con altrettante somministrazioni di farmaci convenzionali, in un ampio spettro di situazioni, dalle affezioni respiratorie alla chirurgia. Hanno scoperto che l’omeopatia non ha effetti più rilevanti del placebo Continua a leggere ‘La fine dell’omeopatia’

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Sparagli Piero

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National Rifle AssociationNell’ultima puntata dell’interessantissima serie di statistiche sull’uso delle armi negli States pubblicata su L’Indignato (e gentilmente fornita a Indignato dal lettore Jolly Roger, con dati del 2002), Alberto Puliafito scrive:

Ogni giorno, sui soliti 176 milioni di Americani rincoglioniti da American Idol, 8 minorenni sono uccisi da armi da fuoco.
Otto. Ogni giorno.
56 la settimana.[…]
In un anno, 14600 RAGAZZINI si pigliano un proiettile da qualche parte, 2900 muoiono. Più o meno il doppio di un anno di guerra in Iraq. Ho capito perchè si arruolano. Laggiù sono più al sicuro.

E’ solo il 15esimo punto di una mini-inchiesta intotolata Sparagli Piero (da un verso della canzone “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè) e che consiglio vivamente di leggere con attenzione. Concludo questo articolo citando amaramente, dalla seconda puntata del dossier, una statistica. La rivolgo a quelle persone che vorrebbero acquistare un’arma per difendere se stessi e la propria famiglia e che se fossero dotate di buon senso non avrebbero nemmeno bisogno di sapere che le statistiche dicono che: “…è più facile uccidere un parente o se stessi che non colpire un nemico”.

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