Legge elettorale e primarie
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Beh, in sintesi la nuova legge elettorale berlusconiana è antidemocratica e più di 3 milioni di italiani si sono sfogati andando a votare per le primarie del centrosinistra. Dopo lo scrutinio del 27% dei seggi, Prodi conquista il 75% dei voti, Bertinotti il 14%, a seguire gli altri.
Una legge elettorale totalmente proporzionale è, infatti, l’ideale democratico ma adatta solo ad una democrazia matura, e l’Italia deve aspettare molto molto tempo prima di ritenersi matura.
Se a questo fatto aggiungiamo il premio di maggioranza e lo sbarramento (triplo, all’20% per le coalizioni, all’8% per i partiti non coalizzati, al 3% per i partiti coalizzati), allora l’antidemocraticità è ancora più grave. Sì, perché, chi lo dice che sia democratico rendere sproporzionale un risultato elettorale facendo contare di più chi vince rispetto al reale risultato elettorale? E chi lo dice che sia democratico lo sbarramento facendo contare zero chi conta poco? Alla faccia della tutela delle minoranze. E lo sbarramento è anche triplo, quindi alla faccia dell’indipendenza delle opinioni politiche e del cosiddetto plurarismo.
Forse oggi siamo un po’ troppo ottimisti a sperare che quei 3 milioni di italiani abbiano capito tutta la pericolisità di una legge elettorale antidemocratica travestita da proprorzionale. Ma se il centrodestra ignorerà questa grande prova di partecipazione democratica (o la sminuirà, come ha fatto subito il premier Berlusconi), perderà le elezioni nonostante una legge elettorale antidemocratica.
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