Bonolis e il sangue
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Pochi minuti fa, alla fine della trasmissione “Serie A”, in onda su Canale 5, il conduttore Paolo Bonolis ha chiarito la situazione che si è venuta a creare dopo la sua assenza dalla puntata di domenica scorsa, causa malattia. Si è la mentato lungamente delle fantasiose interpretazioni dei giornalisti, che hanno tirato in ballo i cattivi andamenti di audience e e la possibilità che Bonolis lasciasse la conduzione della trasmissione sportiva.
Ha quindi spiegato a noi telespettatori che lui e la produzione di “Serie A” si aspettavano il 24% di share e (guarda caso) solo sono andati tra il 26% e il 27%. Se la frase fosse stata detta all’inverso, l’effetto sarebbe stato molto diverso: hanno avuto solo il 26-27% di share e quindi ci vengono a dire che loro si aspettavano anche meno, quindi è un successone.
Quindi la trasmissione per Bonolis va a gonfie vele e non ha intenzione di mollare, come i cattivi giornalisti hanno insinuato. Se non altro questi cattivi giornalisti hanno innescato una polemica che avrà certamente aumentato proprio lo share!
Ma la sua trasmissione, dice Bonolis, è importante anche per un’altro motivo. La settimana scorsa, telefonando in trasmissione dal suo letto di malattia, il buon Paolo ha lanciato un appello: salvate quella povera mamma che per un’emoragia post-parto rischia di morire dissanguata. Ed oggi non ha solo rimandato in onda il filmato di tale appello, ma ha anche fatto chiamare al telefono il primario dell’ospedale romano che ospita tale neomamma, il quale a dichiarato che si muore di parto 1 volta su 5000 in Italia e 1 su 13 in Sierra Leone. Interessante, forse anche vero. Ma in quanto donatore di sangue, iscritto all’AVIS (come da molto tempo è possibile vedere anche in questo sito tramite l’antipixel da me creato “I Love AVIS”), non posso che essere indignato. Perché?! Perché si è parlato di un problema vero e serio? No, di certo! Perché si è sensibilizzato qualcuno? No, neppure questo. Forse perché la signora si è salvata grazie, a detta del primario, grazie ai molti romani che hanno generosamente risposto all’appello? Ovviamente neppure per questo. Ma semplicemente perché mi indigna che un problema vero e serio venga strumentalizzato da Paolo Bonolis solo per giustificare la natura poco seria di una trasmissione che in molti hanno visto per intero solo oggi, esclusivamente allo scopo di sentire quale enorme cumulo di fesserie arzigololate si sarebbe inventato per giustificare un audience sotto le aspettative.
Che in fondo bastava confrontarle serenamente con lo share di “90° minuto” e dire con un briciolo di onestà: siamo andati male, ma è il nostro primo anno, e ce lo aspettavamo.
Infine: Bonolis non se ne và, la trasmissione si sposta dagli studi di Milano a quelli di Roma e verrà un pochino accorciata, perché inizierà il progetto de “Il senso della vita”, perché Bonolis ha una famiglia, perché va tutto bene e siamo tutti più buoni. Anzi, buonolis.

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“ LA VITA NON HA PREZZO, DONARE IL SANGUE NON COSTA NULLA”
Da anni, assiduamente, la nostra associazione s’ impegna con cura e consapevolezza, a garantire tramite le donazioni, ciò che è utile e indispensabile per salvare delle vite umane: “il sangue”. Donare il sangue può davvero salvare una vita o addirittura più vite. Se nessuno lo facesse, significherebbe la morte certa di molti bambini affetti da differenti patologie, come ad esempio la leucemia e di persone vittime di incidenti, che comportano specialmente nel periodo estivo, l’ emergenza sangue. Il sangue donato, inoltre, può essere utile a garantire la buona riuscita di interventi chirurgici, purtroppo elevatamente frequenti. Bisogna comunque dire che donare significa compiere un “gesto di consapevolezza e solidarietà umana “ (anche se non sempre esso è considerato per il valore che merita) e nello stesso tempo, tener sotto controllo la propria salute attraverso costanti esami e visite mediche. Per questo il sottoscritto, vuole lanciare un messaggio ad un pubblico prevalentemente giovane: quello di compiere il significativo e utile gesto su scritto. Diventare donatore di sangue, vale a dire, migliorarsi interiormente e salvare altre vite, per le quali non tutti i giorni sono uguali. Mi rendo comunque conto, che questo “esempio di vita”, dovrebbe essere divulgato e usato come base per una sana educazione giovanile, a cui molto spesso viene proposto un modello contraddittorio, legato al consumismo e all’ individualismo. Mi auguro che in queste parole, il lettore abbia percepito il contenuto del testo, il cui fine è quello di avvicinare soprattutto i giovani al concetto che “Donare è Vita”.
Cons.re dir.Fidas sez.Alezio
DANIELE MARCUCCIO
Di DANIELE MARCUCCIO il 20 Settembre 2007 alle 12:55
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