Come imitare la Lega
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Silvio Berlusconi parla a Radio Anch’io e dichiara:
Noi vogliamo una Italia che non diventi un paese plurietnico, pluriculturale. Siamo fieri della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Vogliamo aprire agli stranieri che fuggono da paesi dove rischiano la vita e la loro libertà o chi viene per lavorare, non vogliamo accogliere tutti coloro che vengono qui per apportare danno e pericolo ai cittadini italiani. Ma se vengono qui, che questi stranieri si adeguino alle nostre leggi e al nostro modo di vivere.
Non solo quindi le nostre leggi. Se un extracomunitario rispetta la legge non è sufficiente, deve anche rinunciare alle sue innocue tradizioni e la sua millenaria cultura, per adeguarsi alla nostra. Abominevole.
Da l’Unità online riportiamo:
«L’altro giorno mi sono venuti i brividi - ha aggiunto il premier - sentendo Diliberto che in tv diceva di non ritenere un problema l’introduzione dell’insegnamento della religione coranica nelle scuole perché tra qualche anno metà degli studenti saranno cattolici e metà musulmani». Ma il cavaliere fa un errore madornale, dimenticando che la proposta di insegnare il Corano nelle scuole è arrivata il 9 marzo dallo stesso Vaticano. «Se ci sono delle necessità, se in una scuola ci sono cento bambini di religione musulmana, non vedo perché non si possa insegnare la loro religione. Questo è il rispetto dell’essere umano e il rispetto non deve essere selezionato». Non sono parole del “comunista” Diliberto ma del cardinale Raffaele Renato Martino.
Un’altra tremenda gaffe, dopo quella della trimestrale fatta in compagnia di Fini, che i telegiornali spesso evitano di sottolineare.

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[…] pag. 57: “L’italia sta cambiando volto, aprendosi alle nuove culture, diventando un Paese multietnico”. Peccato che pochi giorni fa il Premier abbia dichiarato “Noi vogliamo una Italia che non diventi un paese plurietnico” vedi qui […]
Di I Pollitici » La vera storia italiana il 1 Aprile 2006 alle 18:33
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