Caro Herr Papa

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerIl blog de Il Messia, blog di satira religiosa altrimenti semiserio, ha pubblicato un post che, commentando le parole di Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, invita ad alcune riflessioni che sono forse troppo ovvie affinché se ne parli nei telegiornali, per cui sembra quasi che l’argomento sia censurato. Dico, sembra.

Benedetto XVI: «Io sono oggi qui (ad Auschwitz) come figlio del popolo tedesco, di quel popolo tedesco usato da un gruppo di criminali

Caro Herr papa, quel popolo ha votato il gruppo di criminali e li ha fatti andare al potere democraticamente, ha guardato i film in cui si spiegava perchè alcune razze erano inferiori geneticamente e perchè alcune categorie di persone andavano sterminate, e non ultimo ha seguito il capo fino alla fine, salvo ovviamente i pochi congiurati dell’attentato del ‘44. E se il feldmaresciallo Erwin Rommel, eroe nazionale e idolo della propaganda nazista, ha avuto il coraggio di appoggiare i congiurati, vuol dire che era tanto difficile per il giovane soldato Ratzinger dissociarsi dalla guerra e abbandonare il reggimento in cui lui stava servendo questo “gruppo di criminali”?

Il Ratzinger teologo cerca risposte all’inquietante silenzio divino davanti al Male: « «Perché Signore hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo?

Caro Herr papa, forse dovresti chiedere perchè Pio #12 ha taciuto e ha potuto tollerare tutto questo. Non mi risulta che, anche per i più devoti, dio faccia edizioni straordinarie del TG2 in privato.

Accanto agli ebrei, Benedetto XVI ricorda anche i polacchi, i russi, i rom e quei tedeschi che finirono ad Auschwitz perché si opposero a Hitler.

Caro Herr papa, c’era un’altra categoria di persone che finivano lì e che venivano uccise. Ma tale categoria sta un po’ indigesta al papa, che evidentemente non disapprova del tutto il trattamento riservato agli omosessuali.

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Sindrome pre-papale

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Cosa ha deciso il governo polacco prima dell’arrivo di ieri del Papa Benedetto XVI? Hanno temporaneamente vietato la pubblicità di intimo, assorbenti e preservativi. Inoltre non andranno in onda per tre giorni programmi televisivi a contenuto erotico.

Ho solo tre domande:

  1. Immagino la relazione tra preservativi e Chiesa Cattolica, ma cosa c’entrano intimo e assorbenti?
  2. Che utilità c’è, se non nell’apparenza, se all’arrivo del Papa muta, temporaneamente, l’aspetto esteriore di un Paese?
  3. In Italia le stesse misure provocherebbero la censura totale di tutte le reti televisive.

Ah, la terza, non era una domanda.
Ad ogni modo sarebbero gradite risposte.

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La satira o lo sfottò Ce lo spiega Dario Fo

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Qual è la differenza fra Striscia la Notizia e un programma di Serena Dandini, di Corrado o Sabina Guzzanti? E’ tutta satira? Oppure no?
Da tempo ormai rifletto sull’utilità e la moralità di chiamare l’ex primo ministro italiano “Il Cavaliere Mascarato”, piuttosto che parlare, seppur per far ridere, del conflitto di interessi, di Mangano o dei processi in cui è stato prescritto.
Dopo aver letto l’articolo di LevisoftCambio di Governo…ritornerà la Satira in TV?“, mi sono deciso a scrivere qualcosa. Ma le mie parole non pesano quanto quelle di un Premio Nobel per la Letteratura, ed allora cito Dario Fo, durante una intervista durante una puntata di Satyricon, programma di Daniele Luttazzi, andata in onda il 4 Aprile 2001.

La parte reazionaria del discorso del comico è lo sfottò. C’è una grande differenza fra il teatro sfottò e il teatro di satira. Il teatro di satira è sempre morale.(…)
Basti pensare al timore, al panico che hanno avuto sempre i potenti davanti ai problemi della satira. Perché la satira in molti casi ha determinato la presa di coscienza della gente, soprattutto delle classi inferiori. Ha fatto capire di avere il potere di ribaltare le situazioni, di avere il coraggio. Quindi, temuta. (…)
[Qual è] la differenza che esiste fra fare satira e fare sfottò. Allora posso dire a un giovane: attento. Che giocare esclusivamente sulla pura caricatura legata a un personaggio, anche a un uomo politico, che è grasso, piccolo, magro, magari ha la gobba, magari si intartaglia, non realizza niente. Questo fa fare soltanto una risata fine a se stessa. Ma se non c’è la dimensione morale. Se tu attraverso la satira non riesci a far capire il significato opposto delle banalità, dell’ovvio, dell’ipocrisia, soprattutto e della violenza che ogni potere esprime e porta addosso ai minori, ebbene il tuo ridere è vuoto, è proprio lo sghignazzo ventrale e non quello dello stomaco e dei polmoni.

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I vermi e la verità

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Mi è stato chiesto: “Ma perché non ti leggi le intercettazioni su Moggi?”. Ho risposto: “Mi fa un po’ schifo come i giornalisti stanno trattando la questione”. Ma poi ho pensato che come diceva il Prof. Challenger nel romanzo di Conan Doyle “Il mondo perduto”: “I giornalisti sono la peggior specie di vermi“. Così ho pensato che tanto valeva leggere subito e togliersi il pensiero, perché lo schifo non sarebbe comunque mai andato via.

Tanto per fare chiarezza: se Silvio Berlusconi dice che “non pagheremo le tasse” ed io lo sento in una intervista, con le mie orecchie, io ci credo che l’abbia detto lui. Se lo leggo su un giornale un po’ meno. Se Villa Certosa fosse abusiva, ho visto le foto, conosco le leggi sulla tutela ambientale, e ci credo. Se quancuno mi dice che c’è un’altra Villa abusiva io non esulto per un’altra scoperta delle nefandezze silviesche nè sono assolutamente certo che anche quella Villa è realmente abusiva. Questo lo farebbe un anti-berlusconiano. Ed io non sono anti-berlusconiano. Sono solo anti-cosesbagliate.

Andare dietro a delle notizie sbagliate, distorte e fatte passare per vere è invece tipico degli anti-qualcosa o semplicemente dei cacciatori amorali di scoop. Ed allora ecco spuntare un articolo di simak sul blog “No, tu no” che fa semplicemente notare come alcune notizie, riguardanti le intercettazioni telefoniche su Moggi, spacciate per fatti siano semplici manipolazioni. Cosa lo dimostrerebbe? Nient’altro che la richiesta di archiviazione della Procura di Torino, ovvero dell’accusa, per il processo in cui erano indagati Moggi, Giraudo e il designatore Pairetto. Leggendo questo documento si capisce come giornalisi importanti e stimati come Marco Travaglio si siano lasciati offuscare la vista da qualcosa che con il giornalismo e la verità non c’entrano, tanto da non controllare nemmeno la data e l’orario delle intercettazioni. Notare che ho scritto alcune, perché magari Moggi è da processare e condannare per tante altre cose e non mi sorprenderei. Ad esempio “è il rapporto Pairetto-Moggi, fortemente equivoco, a dover essere sanzionato come ha fatto la Uefa già da una settimana, sostituendo Pairetto e sanzionandolo per aver comunicato in anticipo la designazione di Meier, perché anche in europa sono consci che alterare il risultato di una partita è un’altra cosa” (cito sempre simak). Ma quelle alcune cose mostrano una volta di più il vero volto dei giornalisti. Mentre sfugge via un’altra occasione da parte della società civile di pretendere solo e tutta la verità.

Per completezza riporto l’intero post di simak: Continua a leggere ‘I vermi e la verità’

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Berlusconi: non pagheremo le tasse

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Silvio BerlusconiSilvio Berlusconi si rende responsabile di una nuova probabile ondata di illegalità minacciando di non pagare le tasse se non verrà eletto un Presidente della Repubblica che sia garante anche del centro destra. Considerando che ha anche precisato che loro vogliono “un’anima del centrodestra” anziché “un’anima della sinistra” (leggi D’Alema) e considerando che ha anche dichiarato “Il nostro candidato è Gianni Letta”, si tratta di un ricatto bello e buono, anzi brutto e cattivo.

Ricordo, così quasi per caso, che prima della dittatura di Pinochet, la destra boicottò il governo cileno di Salvador Allende bloccando il commerco e i trasporti (in mano alla destra), cercando di far crollare lo Stato. La strategia di Berlusconi sarebbe quindi quella di tagliare i fondi allo Stato costringendo Prodi a dimettersi? Idee ripugnanti, istigazione a delinquere e sovversismo, reminiscenze pidduiste della tessera 1816.

Ecco la notizia di agenzia con le dichiarazioni di Berlusconi: Continua a leggere ‘Berlusconi: non pagheremo le tasse’

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Previti rischia il carcere

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Roma, 4 mag. - (Adnkronos) - Ed ora che la Cassazione ha reso definitiva, pure con uno sconto di pena di un anno, la condanna nei confronti di Cesare Previti per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del processo Imi-Sir, il deputato di Forza Italia rischia il carcere. L’entita’ della pena, infatti, superiore al tetto dei 3 anni che consentirebbe l’affidamento ai servizi sociali al posto del carcere, pesa sull’imputato condannato definitivamente. L’immunita’ collegata alla sua condizione di parlamentare non e’ infatti opponibile all’esecuzione della sentenza definitiva. Tutt’al piu’, l’ex ministro potrebbe beneficiare di una norma inserita nella legge ex Cirielli che a chi ha 70 anni consente di scontare la pena in detenzione domiciliare anziche’ in carcere.

70 anni, legge ex Cirielli (detta “Salva Previti”), sarà un caso? No.

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Ma la Cdl ancora non ci sta

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di EUGENIO SCALFARI (da La Repubblica)

SE VOGLIAMO stare ai fatti, la prima domanda riguarda la tenuta della nuova maggioranza che la nuova opposizione riteneva impossibile specie al Senato, dato il piccolissimo scarto tra i due schieramenti. Su questa scommessa la Casa delle libertà aveva puntato tutte le sue carte, coadiuvata da un vasto spiegamento mediatico che ha cercato in tutti i modi di tessere la tela delle larghe intese tra le opposte sponde, rese necessarie dalla presunta ingovernabilità del Parlamento e del Paese.

La condizione per realizzare quest’obiettivo era la vittoria di Giulio Andreotti, il rinvio dell’incarico a Prodi, infine il pareggio elettorale reso visibile nelle aule del Parlamento.

I fatti hanno invece portato alla sconfitta di questa strategia. La maggioranza, sia pure di due soli voti, non è mai venuta meno. Sulla carta (esclusi i senatori a vita) il centrosinistra aveva al Senato 158 seggi e il centrodestra 156. Nella prima votazione di venerdì scorso ha avuto 157 voti contro i 140 di Andreotti e i 15 di Calderoli (155 in totale). Sono mancati un voto al candidato dell’Unione e un voto al candidato della Cdl. Nelle successive votazioni (quelle funestate da “Francesco-tiratori”) Marini non è comunque mai sceso sotto ai 159 voti validi, fino ai 165 della votazione di ieri mattina, quella della vittoria, con una maggioranza di 9 voti sull’avversario.

Questi sono i numeri. Lo sbando del centrosinistra non c’è mai stato e l’Unione ha tenuto in tutte le sue componenti.

Ciò non significa che non vi siano stati episodi disdicevoli, schede volontariamente manomesse,
ricostruibili, taroccate.

Quante? Anche qui stiamo ai fatti. Ce ne sono state 3 nella seconda votazione annullata da Scalfaro e 2 nella successiva. I famosi “Francesco-tiratori” si sono manifestati quando però i voti di Marini erano già al di sopra dei seggi elettoralmente attribuiti al centrosinistra.

Gli autori di quel taroccamento sono stati variamente indicati: senatori dell’Udeur, senatori votati dagli italiani residenti all’estero, senatori a vita, senatori del centrodestra che, invece di votare Andreotti, avrebbero “scherzato” sul nome di Marini storpiandolo a volontà per provocare l’annullamento delle loro schede e gettare il marasma del sospetto nel fronte avverso.

Quest’ultima ipotesi non è stata fin qui formulata ma a me sembra la più probabile tenendo conto che Andreotti non ha mai superato i 155 voti nella giornata di venerdì.

Avrebbe dovuto averne 156 stando ai risultati elettorali, più 3 senatori a vita (Cossiga, Pininfarina e lo stesso Andreotti) e così 159. Sono stati dunque 4 i voti mancanti all’appello. Che fine hanno fatto questi voti? Ecco un piccolo rebus che propongo alla riflessione di chi ha inneggiato o si è messo le mani nei capelli durante le votazioni senatoriali del 28 aprile. Continua a leggere ‘Ma la Cdl ancora non ci sta’

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