I vermi e la verità
Articolo letto 501 volteMi è stato chiesto: “Ma perché non ti leggi le intercettazioni su Moggi?”. Ho risposto: “Mi fa un po’ schifo come i giornalisti stanno trattando la questione”. Ma poi ho pensato che come diceva il Prof. Challenger nel romanzo di Conan Doyle “Il mondo perduto”: “I giornalisti sono la peggior specie di vermi“. Così ho pensato che tanto valeva leggere subito e togliersi il pensiero, perché lo schifo non sarebbe comunque mai andato via.
Tanto per fare chiarezza: se Silvio Berlusconi dice che “non pagheremo le tasse” ed io lo sento in una intervista, con le mie orecchie, io ci credo che l’abbia detto lui. Se lo leggo su un giornale un po’ meno. Se Villa Certosa fosse abusiva, ho visto le foto, conosco le leggi sulla tutela ambientale, e ci credo. Se quancuno mi dice che c’è un’altra Villa abusiva io non esulto per un’altra scoperta delle nefandezze silviesche nè sono assolutamente certo che anche quella Villa è realmente abusiva. Questo lo farebbe un anti-berlusconiano. Ed io non sono anti-berlusconiano. Sono solo anti-cosesbagliate.
Andare dietro a delle notizie sbagliate, distorte e fatte passare per vere è invece tipico degli anti-qualcosa o semplicemente dei cacciatori amorali di scoop. Ed allora ecco spuntare un articolo di simak sul blog “No, tu no” che fa semplicemente notare come alcune notizie, riguardanti le intercettazioni telefoniche su Moggi, spacciate per fatti siano semplici manipolazioni. Cosa lo dimostrerebbe? Nient’altro che la richiesta di archiviazione della Procura di Torino, ovvero dell’accusa, per il processo in cui erano indagati Moggi, Giraudo e il designatore Pairetto. Leggendo questo documento si capisce come giornalisi importanti e stimati come Marco Travaglio si siano lasciati offuscare la vista da qualcosa che con il giornalismo e la verità non c’entrano, tanto da non controllare nemmeno la data e l’orario delle intercettazioni. Notare che ho scritto alcune, perché magari Moggi è da processare e condannare per tante altre cose e non mi sorprenderei. Ad esempio “è il rapporto Pairetto-Moggi, fortemente equivoco, a dover essere sanzionato come ha fatto la Uefa già da una settimana, sostituendo Pairetto e sanzionandolo per aver comunicato in anticipo la designazione di Meier, perché anche in europa sono consci che alterare il risultato di una partita è un’altra cosa” (cito sempre simak). Ma quelle alcune cose mostrano una volta di più il vero volto dei giornalisti. Mentre sfugge via un’altra occasione da parte della società civile di pretendere solo e tutta la verità.
Per completezza riporto l’intero post di simak:
Che strano

Questo è un post lungo, il più lungo mai scritto qui sopra, sicuramente noioso che non interessa altri che gli appassionati del calcio e qualcuno che vuol capire come funziona il giornalismo, non solo sportivo, italiano. Uno di quei post che ti fa perdere lettori, ma onestamente me ne fotto. Potete sempre saltarlo, insomma.
La mia partigianeria è dichiarata, casualmente anche il colore del tristo e vecchio template predefinito di splinder lo dice, ma parlerò ugualmente della vicenda intercettazioni di Moggi&Sudditi, visto che blogger di “fede” opposta non stanno lesinando i commenti più disparati.
Diciamo che ci sarebbero da dire diverse cose, ma mi concentrerò sul modo in cui i giornali (tutti) e le televisioni hanno portato avanti l’intero “scandalo”. In particolare sulle modalità di pubblicazione delle intercettazioni. Del resto, mi riferisco alla mia opinione su Moggi, la Gea, il calcio d’oggi e via dicendo, possiamo parlare in privato, anche in chat (i miei contatti sono sopra), o al bar davanti ad un grappino.
1. La Maserati di Lucianone.
Come saprete tutti Moggi ha regalato una Maserati al designatore arbitrale Pairetto, d’altraparte è chiarissimo, ci sono le intercettazioni riportate testualmente sul Corriere della Sera, mica la Gazzetta di Viterbo. Potete leggerle qui.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino c’è scritto altro, per la precisione che “dalle intercettazioni emerge” che la Maserati di cui sopra “non è destinata direttamente al PAIRETTO bensì ad un amico di quest’ultimo di nome Enzo” e che “l’interessamento richiesto a MOGGI non riguarda la consegna a titolo gratuito dell’auto e nemmeno la concessione di sconti, bensì il fatto che i tempi ordinari di consegna dell’auto sono molto lunghi, circa un anno di attesa“, infatti, “una volta reperita la automobile, il MOGGI informa di ciò PAIRETTO che si mette direttamente in contatto con la concessionaria” e la acquista regolarmente. L’amico, non lui.
Strano, direte voi, le intercettazioni, che pure sono oramai di dominio pubblico, non dicono questo, anche la conversazione tra Pairetto e il suo amico “Enzo” fa capire chiaramente che la macchina è per il simpatico designatore. Già, che strano.
2. Pairetto istruisce Dondarini
Come saprete tutti il giorno prima di Sampdoria-Juventus il designatore Pairetto chiama l’arbitro Dondarini che poi arbitrerà la partita e gli dice “di usare 50 occhi per vedere anche quello che non c’è“, chiaro che la telefonata serve a dare istruzioni per favorire la Juventus, lo ha scritto anche Travaglio su Repubblica, è evidente.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino c’è scritto altro, per la precisione che “la ragione delle telefonata” era stata la nomina di Dondarini ad arbitro internazionale per l’anno solare 2005, difatti è Dondarini a chiamare Pairetto e non viceversa, introducendo la conversazione proprio con la telefonata, ricevuta da Dondarini qualche minuto prima, nella quale un dirigente federale gli chiedeva dei dati da inviare alla Fifa ufficializzandogli così la sua nomina. Il Procuratore della Repubblica Maddalena, infatti, scrive che “alla luce di tale precisazione, il contenuto della conversazione appare di solare luminosità”. Difatti “la dimostrazione che l’oggetto della conversazione è esclusivamente l’inserimento del Dondarini nell’elenco degli arbitri internazionali per il successivo anno solare si ottiene dalle ulteriori raccomandazioni di “non dire niente a nessuno”: raccomandazioni che hanno un senso se rapportate ad una designazione (ad arbitro internazionale) che era stata richiesta ma non ancora effettuata (dalla FIFA) ma non ne avrebbero alcuno per una designazione ad arbitrare una partita per la quale non vi era nessun mistero da nascondere. E quindi si tratta di conversazione assolutamente… innocua (anche nell’ottica della peggior cultura del sospetto) perché di Sampdoria - Juventus non si parla proprio e, men che meno, si parla o si accenna ad un arbitraggio di favore per la Juventus.”
Strano, eppure la telefonata sembrava così chiara, i 50 occhi stavano in tutti i titoli, stavano parlando della partita della Juventus, è evidente. Già, che strano.
3. Moggi lo sapeva già
Come saprete tutti il giorno del sorteggio per determinare gli arbitri di Sampdoria-Juventus una signorina della Federazione chiama Moggi per comunicargli le designazioni e quella volpe di Luciano, probabilmente in un attimo di smarrimento ammette: “Sì, sì, ma li conosco già: abbiamo Dondarini“. Lo ha scritto anche Travaglio, “la donna è stupita: Ah, li conosce già? Sì, giusto, Dondarini“.
Però, nella richiesta di archivizione della Procura di Torino c’è scritto altro, per la precisione che “come di intesa, nella stessa giornata a sorteggio avvenuto MOGGI viene subito informato da PAIRETTO che l’arbitro della partita sarà DONDARINI (cfr. int. tel.20.9.04 h.11,41)” vale a dire prima che la signorina della Federazione, la “signorina stupita” di Travaglio, telefoni a moggi nel giro di chiamate “ufficiali” per comunicargli la designazione.
Strano, come se Travaglio e tutti gli altri, pure in possesso delle intercettazioni e degli atti non avessero confrontato l’orario delle due chiamate. Già, che strano.
4. Emerson lo guarda e lui concede il rigore
Come saprete tutti dopo la partita c’è un’altra telefonata sospetta di Pairetto a Dondarini, nella quale il “Donda” spiega di aver dato il rigore, lo ricorda Travaglio nel suo articolo, “molto generoso” in favore della Juve quando “Emerson lo ha guardato”. Un’altra prova della sudditanza, ma che dico sudditanza, della corruzione bella e buona dell’arbitro.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino c’è scritto altro, per la precisione che “dal dialogo, emerge in modo nitido che DONDARINI ha concesso il rigore alla Juventus in buona fede, convinto cioè che il rigore c’era, e non per volutamente alterare il risultato a favore della Juventus: dato, questo, del tutto distonico rispetto alla logica sequenza probatoria che dovrebbe sussistere per ritenere essere avvenuta una frode sportiva, sulla base di quanto si era osservato trattando della interpretazione da dare alla norma.“
Strano, dai si capisce chiaramente, “Emerson lo guarda” e lui fischia, è proprio un rigore “inventato”, “regalato”, “concesso generosamente”, c’è pure la foto che ho messo qui in cima. Già, che strano.
5. “Se è furbo dimezza l’Udinese”
Come saprete tutti Giraudo, l’amministratore delegato della Juventus, e Moggi condizionavano anche le altre partite. Abbiamo letto tutti le parole di Giraudo “se Dattilo è sveglio dimezza l’Udinese“, proprio nella domenica precedente a quella in cui la Juventus giocherà con la squadra di Udine. Evidente che con l’espulsione e la conseguente squalifica dei giocatori dell’Udinese la Juve avrebbe avuto un vantaggio. Evidentissimo.
Però, nella richiesta di archiviazione della Procura di Torino questa frase non c’è, o meglio, manca tutta l’intercettazione da cui è tratta quella frase. Per carità, manca pure su tutti i giornali ed è mancata su tutte le televisioni, ma tanto a che serve, è tutto chiarissimo. Strano però che il procuratore Maddalena si sia scordato di citarla nella sua istanza come ha fatto con tutte quelle che erano probanti.
Forse la ragione di questa omissione sta nel fatto che le parole sono stare registrate in una conversazione a commento della partita in oggetto, Udinese-Brescia, cioè DOPO la fine della partita (ultimo capoverso di questo articolo).
Strano, eppure gli allegati della procura, che contengono le conversazioni, le date e gli orari, sono precisi al minuto. Mi pare decisamente strano che i giornalisti sapendo che il tutto è SUCCESSIVO al termine della partita l’abbiano pubblicata, ma poi senza nessun contesto, solo la frase. Cosa vuoi che si capisca da una sola frase? Qual è la domanda? La risposta? Di cosa si sta parlando? Già, che strano.
Già.
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4 Commenti finora
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Si è dimesso TUTTO il CDA della Juventus calcio.
E’ colpa dei giornalisti.
[Ste]
Di Noantri il 11 Maggio 2006 alle 18:04
Ovviamente non è tutto colpa dei giornalisti, in questo articolo l’ho detto chiaramente, sottolineando le “alcune”. Ma le dimissioni in toto sono un gesto significativo considerato che normalmente in quell’ambiente ci si mettono anni per dimettersi, vedi Carraro.
Di I Pollitici il 11 Maggio 2006 alle 18:27
cosa si può dire di ttt ciò cm al solito si mette al rogo la juve xkè mettà degli italiani sn juventini l’altra metà anti-juventini e si coalizzano contro la juve qualcosa di vero c’è sicuramente e qualk’uno dovrà pagare ma aprite gli okki ttt il calcio è malato e ttt devono essere curati pagando le proprie colpe.
cate
Di caterina il 12 Maggio 2006 alle 03:32
Hai ragione Caterina, infatti in questo caso l’anti-qualcosa che li unisce è anti-juventinità. Come cita capemaster in un suo post: “gli attuali schieramenti stanno insieme più per negazione dell’altra parte che per affinità programmatica”. Vale nella politica come per il resto delle cose.
Di I Pollitici il 12 Maggio 2006 alle 17:55
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