Tecnocontrollo? Più facile in Italia

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Roma - Su “Il Giornale” di sabato 18 novembre è apparso un ordinario articolo di documentazione del mondo di Internet, notoriamente covo di criminali e quant’altro. L’articolo, dal poco promettente titolo Nella Rete dei guardoni la violenza fa il pieno di clic, contiene tuttavia una vera e propria perla; leggere invece di non leggere si rivela, come al solito, una buona idea. La perla consiste in un virgolettato che riporta la dichiarazione di un dirigente della Polizia delle Comunicazioni. Attenzione, ho detto “perla” non “buona notizia”.

Il virgolettato recita:

l’interattività di Internet (…) ci aiuta anche a prevenire e reprimere reati. Come il video delle violenze nella scuola di Torino: non sarebbero mai state scoperte se non fossero state messe in Internet. E rintracciare i colpevoli nel mondo virtuale, se sono in Italia, è più facile che nel reale.

C’è da ritenere che l’autore dell’articolo abbia usato a proposito le virgolette, e che quindi il discorso sia riportato letteralmente; anche il parere espresso è di persona certo competente e bene informata sullo specifico. E allora? Non c’è da gioire che la tecnologia abbia aiutato la giustizia a risolvere (speriamo) un altro caso ed assicurare alla giustizia dei colpevoli?
In una parola: no.

Non c’è da essere contenti che la Rete, da strumento di libertà e comunicazione, si sia trasformata in strumento di tecnocontrollo. Come cittadini onesti ed individui liberi c’è solo da aver paura. Sono anni che i sistemi di controllo basati sulla memorizzazione automatica di dati stanno annullando la nostra vita privata. Continua a leggere ‘Tecnocontrollo? Più facile in Italia’

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Merci, mucce ed esseri umani

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Joseph E. Stiglitz (homepage), premio Nobel per l’economia nel 2001 e consigliere economico di Bill Clinton nel suo primo mandato, nel suo libro “Making Globalization Work” fa notare che una mucca europea riceve mediamente un sussidio di 2$ al giorno, mentre la metà della popolazione mondiale deve vivere con meno di 2 dollari al giorno. E commenta

“sembra che sia meglio essere una mucca in Europa piuttosto che essere un essere umano in un paese in via di sviluppo”

Aggiungerei un’annotazione su come i governi del mondo si affannino a cercare di far circolare liberamente le merci nel mondo, mentre questo diritto non viene garantito agli esserei umani. Allora, chioserei il discorso dicendo:

Se sei un essere umano è meglio per te se diventi una mucca. Se proprio non ci riesci allora prova a diventare un peluche.

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