I mostri di Erba
Articolo letto 458 volteOggi i coniugi Romano hanno confessato. Sono stati loro ad uccidere i vicini di casa. I giornalisti dei telegiornali sguazzano in questa notizia come i bambini nelle caramelle, perché a loro non interessa altro che la notizia faccia notizia, appunto. E così si sprecano frasi che identificano i due assassini come “mostri” come se non facessero parte della nostra società. Addirittura al TG5 dicono che non si può nemmeno parlare di omicidio perché è qualcosa di molto peggio. Insomma qualcosa di inimmaginabile, disumano, al di fuori della concezione di noi brava gente.
Non riesco a non vedere del patetico buonismo in queste parole, un insulso tentativo di “chiamarsi fuori” (argomento, questo che ho già affrontato in quest’altro articolo).
Questa volta voglio concludere facendo una citazione che credo chiarisca il perché non possiamo definire quelle persona come “mostri” come se non facessero parte del genero umano, come se non fossero persone, come se non fossero i nostri vicini, e a volte anche noi stessi:
E ogni generazione diventerà sempre più barbara, sino alla follia collettiva. Ma non è detto che potranno esserci nuove generazioni. Il mondo è già ora un immane manicomio, e non ha futuro, se non riusciremo a invertire la tendenza che lo porta all’autodistruzione.
E tu stesso, se solo riuscissi a sederti tranquillo e a riflettere, scopriresti terrorizzato quanta pazzia si annida in te. Il fatto che tu riesca a controllarla e a reprimerla è irrilevante. Basterebbe poco a trasformarti in un maniaco omicida, per farti uscire in strada e uccidere chiunque tu incontrassi, perché tu stesso ti dia la morte.
Rajneesh Chandra Mohan Jain, detto Osho
Così poco che è bastato il pianto di un bambino per avere l’istinto di sgozzarlo.

1 Commento finora
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Mi ricorda tanto “Un giorno di ordinaria follia”… spesso la realtà supera di molto le più sfrenate fantasie.
Molto bella la citazione!
Di Antonio il 12 Gennaio 2007 alle 11:12
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