I fondi per i decoder DTT erano illegali

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Il Commissario alla Concorrenza dell’Unione Europea ha stabilito che aver finanziato la piattaforma della tv digitale terrestre è stata una violazione la neutralità tecnologica, finendo quindi per turbare il mercato. 220 milioni di euro se ne sono andati così. Chi dobbiamo ringraziare? Il governo Berlusconi, ovviamente.

Prevista da tempo è arrivata ieri la conferma che l’Unione Europea si appresta a condannare l’Italia per gli stanziamenti che sono stati previsti nelle Finanziarie del 2004 e del 2005 per stimolare l’acquisto dei decoder della televisione digitale terrestre.

Il Commissario alla Concorrenza della UE, Neelie Kroes, ha sottolineato che quei fondi sono “illegali” in quanto violano il principio di neutralità tecnologica. Qui c’è lo zampino di Rupert Murdoch, la cui società satellitare SKY aveva fatto notare come ai finanziamenti per i decoder DTT non corrispondessero quelli per il satellite. Una tesi sposata dalla Kroes, secondo cui quei fondi hanno creato “un vantaggio indiretto per gli operatori del settore digitale in Italia” ai danni di quelli satellitari.

Il Commissario europeo Kroes ora intende portare le proprie conclusioni alla Commissione, che dovrebbe decidere per la condanna formale dell’Italia entro la prossima settimana.

Il punto nodale è cosa accadrà dopo. Come si ricorderà si è parlato di rimborsi dei soldi ricevuti, questione bollente se si pensa che l’intero affaire è costato all’Erario 220 milioni di euro.

Dalle indiscrezioni emerse alcune settimane fa, e che ora sembrano confermarsi, a pagare saranno principalmente quegli operatori del DTT che maggiormente si sono avvantaggiati dell’operazione, peraltro non decisa da loro ma, appunto, dal Governo italiano.

Se questo rimarrà il principio anche dopo l’esame delle carte da parte della Commissione, ciò vorrà dire che chi produce decoder DTT come anche chi ha comprato i decoder non dovrà temere alcuna resa dei conti.

Da parte sua il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha sottolineato come la procedura di infrazione dell’Unione Europea sia dovuta ad una strategia del precedente governo: “Penso che il governo attuale - ha detto - tutto sommato riconosca che quella impostazione vada corretta. Tanto che non l’ha più rinnovata”. “Noi - ha aggiunto - abbiamo cambiato rotta cercando di sviluppare il digitale più attraverso la promozione di nuovi programmi che non attraverso la distribuzione dei decoder”.
(da punto informatico)

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