Le armi disumane del futuro
Articolo letto 5046 volteIl Dipartimento della Difesa USA ha presentato ai media l’arma non-letale del futuro: il phaser di cui si parla da anni potrebbe entrare a far parte dell’equipaggiamento dei militari nel 2010. Si chiama Active Denial System (ADS). Nel resto dell’articolo parleremo del governo di Singapore che promette una lauta ricompensa a chi riuscirà a produrre robot da battaglia capaci di operare in ambiente metropolitano, spostarsi autonomamente, aprire porte… e colpire duro il nemico.
Active Denial System
Realizzata per per disperdere le folle nelle manifestazioni che volgono alla violenza, oppure presso i checkpoint in zone a rischio guerriglia (anche in situazioni di guerra), l’arma provoca a chi ne è colpito una sensazione di calore improvvisa, dolorosa e terrorizzante come se i vestiti, anche i più pesanti, cominciassero ad incendiarsi. Un intenso calore però che non lascia alcun segno: il raggio elettromagnetico ad una frequenza di 95 GHz penetra solamente attraverso gli strati più superficiali dell’epidermide, per meno di mezzo millimetro. Quanto basta a colpire le terminazioni nervose facendo percepire la sensazione del contatto con un corpo a temperatura di cinquanta gradi. Nessuna conseguenza, assicurano i militari, se non il deflusso di una folla spaventata.
Le preoccupazioni riguarda le possibili conseguenze per gli occhi sono state respinte: si è verificato, mediante test su animali, che i riflessi inducono a distogliere lo sguardo prima che l’irraggiamento possa provocare danni. Wired News, fra gli altri, lo scorso anno avanzava il dubbio che l’arma potesse favorire l’insorgere di cancro, ma non si hanno conferme in merito agli effetti a lungo termine dell’esposizione ai raggi.
Un altro ordine di preoccupazioni è rappresentato dai potenziali modi di armeggiare con l’ADS. Se infatti l’Active Denial System è considerato, almeno nell’immediatezza, non letale, un uso improprio potrebbe trasformarlo in un’arma offensiva a tutti gli effetti, tutt’altro che umana. In spazi angusti in cui la fuga è poco praticabile, o nel caso in cui fosse utilizzato a distanze ravvicinate, puntato contro persone impossibilitate a muoversi, l’ADS potrebbe rivelarsi fatale per la persona colpita.
Robot da guerra
Singapore ha lanciato un concorso per premiare chi sarà in grado di realizzare i migliori roboguerrieri da città, robot cioè capaci di far fronte a situazioni di guerriglia urbana. Offre un milione di dollari locali (vale a dire circa 500mila euro) a chi sarà capace di “costruire un robot in grado di operare autonomamente in condizioni di guerra urbana”.
A parte le grosse difficoltà tecniche e di intelligenza artificiale che comporta una realizzazione di questo tipo, bisogna tener conto che un robot completamente autosufficiente sarebbe anche difficilmente controllabile in caso di guasti o azioni disumane.

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