L’Italia è libera dai costi di ricarica

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Estratto dal testo del decreto:

è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto

Un altro passo avanti a favore dei cittadini e contro le lobby. Speriamo che ci sia sufficiente controllo sulle tariffe.

Ma tutto questo è partito dall’iniziativa di Andrea D’Ambra, con una petizione lanciata dal sito www.aboliamoli.eu che da aprile 2006 ha superato le 800.000 firme. In questo video annuncia la nascita di Generazione Attiva, una nuova associazione di consumatori. Non come quelle che prima della petizione gli dicevano che non c’era nulla da fare (”pagi la quota d’iscrizione, poi si vedrà”), e dopo sono saltati sul carro dei vincitori.

Riporto, al riguardo, questo interessante articolo Da Punto Informatico.

Entro i prossimi 30 giorni cambierà la “vita” degli utenti di schede prepagate di telefonia mobile, che finalmente potranno acquistare schede senza pagare altro se non il traffico telefonico. È stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale ieri, ed entra quindi in vigore oggi, il Decreto che prevede la cancellazione degli oneri aggiuntivi.

Quel decreto, che ha suscitato enorme interesse e che è l’effetto più vistoso della enorme mobilitazione online, prevede che gli operatori adeguino le proprie offerte alle nuove disposizioni entro i prossimi 30 giorni.

Aboliamoli.eu, promotore della mobilitazione, consiglia gli utenti: “aspettate a ricaricare, ormai manca poco!”.

Qui sotto di seguito il testo del Decreto:

“IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione; Visto l’articolo 117 della Costituzione ed in particolare il comma secondo, lettere e), l) e m); Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di rimuovere ostacoli allo sviluppo economico e di adottare misure a garanzia dei diritti dei consumatori; Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità ed urgenza di intervenire per rendere più concorrenziali gli assetti del mercato e favorire la crescita della competitività del sistema produttivo nazionale, assicurando il rispetto dei principi comunitari; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 25 gennaio 2007; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dello sviluppo economico, del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro della pubblica istruzione e del Ministro per le politiche europee, di concerto con i Ministri per gli affari regionali e le autonomie locali, dei trasporti, per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, delle comunicazioni, delle infrastrutture, dell’economia e delle finanze e delle politiche agricole alimentari e forestali;

EMANA il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Ricarica nei servizi di telefonia mobile, trasparenza e libertà di recesso dai contratti con operatori telefonici, televisivi e di servizi internet

1. Al fine di favorire la concorrenza e la trasparenza delle tariffe, di garantire ai consumatori finali un adeguato livello di conoscenza sugli effettivi costi del servizio, nonchè di facilitare il confronto tra le offerte presenti sul mercato, è vietata, da parte degli operatori della telefonia mobile, l’applicazione di costi fissi e di contributi per la ricarica di carte prepagate, anche via bancomat o in forma telematica, aggiuntivi rispetto al costo del traffico telefonico richiesto, nonchè la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico acquistato. Ogni eventuale clausola difforme è nulla ai sensi dell’articolo 1418 del codice civile. Gli operatori adeguano la propria offerta commerciale alle predette disposizioni entro il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

2. L’offerta delle tariffe dei differenti operatori della telefonia deve evidenziare tutte le voci che compongono l’effettivo costo del traffico telefonico, al fine di consentire ai singoli consumatori un adeguato confronto.

3. I contratti per adesione stipulati con operatori di telefonia e di reti televisive e di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, devono prevedere la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni. Le clausole difformi sono nulle, fatta salva la facoltà degli operatori di adeguare alle disposizioni del presente articolo i rapporti contrattuali già stipulati alla data di entrata in vigore del presente decreto entro i successivi sessanta giorni.

4. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni stabilisce le modalità attuative delle disposizioni di cui al comma 2 e applica le relative sanzioni”.

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3 Commenti finora
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Era ora! Finalmente qualcosa di buona che già doveva essere fatta anni fa. Ma come si dice: meglio tardi che mai :)

[…] L’abolizione dei costi delle ricariche telefoniche è un fatto. Ma la sua applicazione potrebbe essere ritardata, o nel peggiore dei casi mai attuarsi, a causa della pressione delle compagnie telefoniche. Questo interessante articolo di Punto-Informatico fa una panoramica dei problemi che l’attuazione di questo decreto potrebbe incontrare. Se mai il decreto dovesse essere ritirato sapremo con chi prendercela. […]

[…] Alla fine, per quanto riguarda i costi di ricarica, un emendamento al decreto Bersani è stato effettivamente approvato: la commissione Attività produttive della Camera ha infatti dato semaforo verde non solo alla cancellazione dei costi fissi di ricarica per i telefoni cellulari ma anche per altri servizi del settore delle TLC. […]



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