Prima la gente poi i brevetti

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Riporto questo importante post di Fulvia Leopardi [via Web al Cioccolato] per promuovere una petizione lanciata da Medici senza Frontiere per chiedere a alla compagnia farmaceutica Novartis di fermarsi e di rinunciare all’azione giudiziaria contro il Governo Indiano. Novartis ha infatti fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti. Se vincerà, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l’unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.
IO ho firmato, e mi sembra il minimo per tentare di far capire al mondo che le persone non sono solo clienti che se non possono pagare allora non hanno nessun diritto.

I farmaci del mondo industrializzato costano troppo per chi industrializzato non è, ovvero i Paesi in via di sviluppo.
Il Sudafrica, per arginare l’ecatombe dell’AIDS, cominciò a produrre a prezzo contenuto i farmaci, nonostante questi fossero coperti da brevetto: 38 aziende farmaceutiche fecero causa. Le proteste dell’opinione pubblica mondiale le convinsero a ritirarsi, e il 14 novembre 2001 l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) firmò la dichiarazione di Doha che dava la priorità della salute pubblica rispetto ai brevetti [è sconfortante pensare che serve una dichiarazione ufficiale per riconoscere un principio tanto evidente].
La compagnia farmaceutica svizzera Novartis, però, ha fatto causa al Governo Indiano, perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti - maggiori informazioni sono disponibili a questo indirizzo (apre un file in .pdf). La legge indiana, infatti, riconosce i brevetti solo sui medicinali veramente innovativi, e rifiuta i “miglioramenti” sulle molecole già in commercio, e attualmente l’India è una delle principali fonti di farmaci generici a prezzi accessibili, incluse molte versioni di medicinali contro l’Aids: metà dei farmaci utilizzati nella lotta all’Aids nei paesi poveri vengono proprio dall’India.
Pur essendo delle “copie” di farmaci occidentali, i farmaci indiani hanno la stessa efficacia (spesso certificata dall’Oms), e soprattutto, hanno prezzi più contenuti: la meflochina, un antimalarico, costa 37$ negli USA, e solo 4 in India. L’Azt, un topicida immunodepressivo usato contro l’Aids, costa 239 $ al mese negli Usa e 48 in India.
Se Novartis vincesse la causa, l’India sarà costretta a modificare la sua legge e dovrà concedere più facilmente i brevetti sui medicinali. Per i produttori di farmaci generici diventerà quasi impossibile continuare a vendere medicinali uguali a quelli delle multinazionali, ma molto meno costosi. La vita di milioni di persone che in tutto il mondo sono curate con i farmaci “made in India” sarà in pericolo.
Prima la gente poi i brevetti! Firma anche tu per salvaguardare il diritto di milioni di persone a ricevere i farmaci salvavita.

- L’editoriale - Non c’è alternativa all’India.

(Informazioni reperite su Focus n 173 del marzo 2007, pagine 81/82, integrate con ricerche via Internet.)

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2 Commenti finora
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grazie :)

[…] parlato tempo fa di una petizione lanciata da Medici senza Frontiere per chiedere a alla compagnia farmaceutica […]



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