I 12 punti e l’arternativa
Articolo letto 445 volteLeggendo i 12 punti stabiliti da Prodi per accettare il prossimo incarico di Governo, e leggendo le comprensibili lamentele di Landofnowhare che si chiede “io elettore di sinistra, ho votato un programma del genere?”, non posso che rispondere con queste brevi considerazioni:
Condivido queste perplessità, ma l’alternativa è molto peggio. O ci si mette personalmente in politica oppure bisogna adattarsi a quello che ci viene offerto e nonostante i problemi che ci sono stati e ci saranno, questo è stato uno dei governi maggiormente riformatori della storia repubblicana anche solo considerando le liberalizzazioni (le proteste delle lobby che ha suscitato ne sono una prova). Se applicassimo la stessa mancanza di indulgenza al governo precedente che sentimento avremmo? Rischiamo di accettare le cose che fa un governo Berlusconi solo perché non ci sorprendono e non lo abbiamo votato. E’ giusto che la sinistra sia “radicale“, ma certe volte si rischia di esagerare perché, purtroppo, la politica non è una questione astratta.
Per fare un esempio: l’assenza dei DiCo nei 12 punti (oltre a non escluderli completamente, diventano solo materia parlamentare) è sicuramente frustrante, ma qualcuno pensa che invece un governo di Forza Italia, AN, Lega Nord e UdC (giusto per fantasticare che sarebbe possibile) invece li farebbe? Se in parlamento non si faranno vuol dire che la maggioranza dei cittadini ha scelto dei rappresentati senza chiedersi troppo che opinioni hanno e quanto siano succubi dei diktat della Chiesa, tutto qui.

2 Commenti finora
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hai le tue ragioni. ma qualcosa non fila…
dire “o così o berlusconi” è un ricatto ed i ricatti non vanno mai accettati. si giochi di mediazione, ma la mediazione non può essere calare le braghe, sempre e comunque, a sinistra…. stavolta non abbiamo neanche il contentino (i dico erano davvero poca cosa).
la sinistra impari a contare al governo o si organizzi a stare da sola e provi ad essere alternativa da sola. e spinga per uscire da questo bipolarismo pericoloso per la democrazia….
in cosa differisce questo piano politico da quello che avrebbero potuto fare margherita e ds da soli? in cosa si vede la presenza dei partiti di sinistra? in nulla…
per ultimo: non credo che la mia idea di politica e una qualsiasi politica di “palazzo” siano concordabili. il terreno dove voglio spendermi è un altro… sono per un partire dal basso. quindi non scendo di persona in politica…, ma anche se lo facessi, il bipolarismo in atto mangia le mani a tutti.
Di Guido/Land il 23 Febbraio 2007 alle 15:43
Sono d’accordo con quello che scrivi ma dichiarare cosa secondo noi dovrebbe fare la sinistra non cambia certo lo stato delle cose. Bisogna mettersi in gioco se non ci sono politici abbastanza coraggiosi per non calarsi le braghe, altrimenti è solo un gioco a lamentarsi che la classe dirigente attuale non esprime personalità abbastanza forti da essere e comportarsi da vera sinistra. Infine sono particolarmente d’accordo che il bipolarismo è una minaccia alla democrazia, ma visto che “il bipolarismo in atto mangia le mani a tutti”… tu cosa proponi di fare? Capisci qual’è il problema?
Ciao.
Di I Pollitici il 23 Febbraio 2007 alle 17:27
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