Muori, frocio

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Scusate il titolo un po’ pesante, ma vale la pena per richiamare l’attenzione sull’omonimo post pubblicato da Domiziano Galia su Verona Blog.

Il combattivo assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, Udc, si dice pronto a sostenere la proposta del senatore Antonio De Poli, Udc, di un disegno di legge che riconosca agli impiegati degli uffici comunali il diritto di obiezione di coscienza alle richieste di iscrizione nel registro delle coppie di fatto. Ma perché solo uffici pubblici? Scuole e ospedali no? E perché solo per i Dico? Anche zingari, negri e froci sono peccati viventi. “Maschio, 36 anni, colpito da infarto, richiede intervento immediato. Ehi fermi tutti! Ma è un ricchione! No, no, obietto, la mia coscienza gronda sangue, fuori dal pronto soccorso a calci in culo, che gli piacerà anche.”

Credo che tutto sia iniziato quando negli Stati Uniti hanno introdotto l’obiezione di coscienza per la pillola anticoncezionale: in alcuni Stati il farmacista può non consegnarvi il farmaco se sospetta che commetterete un peccato nell’assumerla (ovvero non la prendete per combattere l’acne giovanile). Da qui a fare obiezione di coscienza verso le richieste di iscrizione nel registro delle coppie di fatto, il passo è breve, troppo breve.

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