Ancora sulla manifestazione, Pecoraro Scanio dice:
Articolo letto 459 volteAnche Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente, è intervenuto alla manifestazione (e anche dal suo blog) di ieri e ha fatto alcune dichiarazioni. Ecco l’estratto da un altro video da me girato alle ore 17:
Io credo che proprio essere qui è la dimostrazione che c’è una pluralità di affetti, c’è una pluralità di rapporti. Noi abbiamo detto, già durante altre manifestazioni, che l’obiettivo nostro è portare l’Italia in Europa in un momento di civiltà . Ebbene io credo, e l’ho detto già più volte, noi oggi avevamo di dovere di essere qui, perché voi fate un’iniziativa che aiuta il Governo e il Parlamento a fare una legge per tutte le convivenze. Io sono sorpreso per chi non c’è, non per chi c’è e partecipa a questa iniziativa. […] Adesso che la proposta è in parlamento io inviterei la destra italiana a fare un salto a Parigi, visto che siamo sotto a Palazzo Farnese, vedano come lì le politiche sui Pacs e le politiche della famiglia si fanno insieme, imparino almeno da Chirac perché l’anomalia italiana è una destra che non sa essere liberale e non sa sostenere in modo civile quello che anche le destre europee sostengono […] noi oggi facciamo questa iniziativa qui e siamo davanti all’ambasciata di Francia, ma se domani andiamo a farla in Piazza di Spagna, davanti l’ambasciata di Spagna, avremmo davanti un altro paese che ha leggi avanzate, se dopodomani andiamo a Porta Pia, davanti all’ambasciata Inglese, avremo un altro paese che ha le leggi di questo tipo. L’Italia non può restare indietro, noi non siamo, con tutto il rispetto, un paese che deve rimanere arretrato, noi vogliano guardare all’Europa e non magari all’Iran come progetto di futuro democratico di questo Paese.
Mi preme sottolineare il riferimento all’Iran dove il problema è l’ingerenza pesantissima del mondo religioso e della morale religiosa nella vita politica. Lì, ed in altri paesi islamici, la legge coranica è la legge dello Stato. Lì quando parla un leader religioso lo Stato non aggiunge altro. Le ingerenze della Chiesa Cattolica sono frutto dello stesso istinto, quello di controllare la vita politica dello Stato, dal momento che leggiamo sui giornali dichiarazioni come “i parlamentari cattolici hanno il dovere morale di dire no ai DiCo”, dettando anche quale pulsante premere a palazzo Madama o alla Camera. In tutto il mondo la religione tenta di sostituirsi agli Stati laici, e non può nemmeno considerarsi una colpa: è nella loro natura. Siamo noi cittadini che dobbiamo impegnarci perché ciò non accada.

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