Diritti tv e corruzione, Berlusconi alla sbarra
Articolo letto 729 volteEcco una notizia che evidentemente i giornalisti tv ritengono poco interessante:
È cominciato davanti ai giudici della X sezione penale del Tribunale di Milano il processo a Silvio Berlusconi e David Mills per corruzione in atti giudiziari. La prima udienza è stata interamente dedicata alla presentazione delle eccezioni preliminari da parte delle difese proprio in occasione dell’inizio del processo. La difesa di Berlusconi ha chiesto di rinviare e di fissare una nuova data per la prima udienza per la presunta mancata notifica a Fininvest e anche al Ministero delle Finanze che sarebbero persone offese dal reato. Di più, davanti ai giudici è stata presentata anche una vera e propria raffica di eccezioni tra cui quella della mancata citazione di Fininvest e Ministero delle Finanze come parte offesa può essere vista solo come la più significativa.
«Due soggetti che - secondo uno degli avvocati di Berlusconi, Nicolò Ghedini - avrebbero dovuto avere la possibilità di partecipare al dibattimento». Il Pm Fabio De Pasquale, tuttavia, si è opposto spiegando che la tesi della difesa «è solo suggestiva perché non c’è nessuna ragione di considerare Fininvest persona offesa». Il fatto è che sia Berlusconi sia il suo ex avvocato Mills (assenti nel corso della prima udienza) sono entrambi accusati dai magistrati di Milano di corruzione in atti giudiziari. L’ipotesi di reato - che è del tutto personale - sarebbe in relazione a due false testimonianze che l’ex premier avrebbe “comprato”, pagando 600 mila dollari all’avvocato inglese, in due processi (uno relativo a presunte tangenti pagate alla Guardia di Finanza, nel 1997; l’altro riguardava la vicenda All Iberian, nel 1998) in faccende sbrigate durante il periodo in cui Mills era uno dei legali di Silvio Berlusconi.
Secondo il difensore dell’ex premier, infatti, ci sarebbe uno «stretto legame tra la condotta contestata a Mills in questo processo e le ipotesi di reato di falsi in bilancio e riciclaggio, oggetto del processo in corso davanti alla prima sezione penale, nella quale pure sono imputati Berlusconi e Mills, e il contenuto dei due processi sulle presunte tangenti alla Guardia di Finanza e sulla vicenda All Iberian».
In disaccordo con questa tesi, il pubblico ministero Fabio De Pasquale, che ritiene la questione presentata da Ghedini, alla quale si è associata anche la difesa di Mills, «infondata e priva di basi giuridiche, anche se ha aspetti suggestivi». De Pasquale, che ha ricordato come «la testimonianza di Mills sarebbe alterata giuridicamente anche se l’avvocato britannico avesse detto la verità perchè si tratta di testimonianza comprata», ha sostenuto che «non ci sono altre persone offese in senso proprio, oltre allo Stato, e i privati che vogliono costituirsi parte civile devono provare il danno subito».
A questa tesi si è associata la difesa della Presidenza del Consiglio, parte civile nel processo, secondo la quale il presupposto della citazione della parte offesa è che ci sia per quest’ultima un danno «immediato e diretto» dal reato ipotizzato. «La testimonianza di Mills, tuttavia - ha spiegato l’avvocato della Presidenza del Consiglio - è stata una delle circostanze valutata dal giudice nei processi del 1997 e del 1998, ma che, di per sè sola, non ha determinato un danno per il Ministero delle Finanze e per la Fininvest, le quali, non possono essere definite parti offese».
Una curiosità a margine del processo è stata svelata dal presidente del collegio, Elisabetta Gandus, la quale in apertura dell’udienza ha rivelato di aver ricevuto, insieme ai due giudici a latere, copia di una lettera dall’Inghilterra. Secondo quanto riferito da un avvocato, si tratterebbe di una missiva scritta da una grafologa britannica che si candida di offrire gratuitamente una consulenza per verificare l’autenticità di alcuni atti del processo.
[fonte l’Unità, via terrorpilots]

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