L’ammazzasentenze torna al lavoro

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Dal blog di Ivan Scalfarotto:

L’Italia sembra un casino, ma in realtà c’è tutta una rassicurante coerenza nelle cose che succedono a casa nostra. Vi eravate forse stupiti di vedere Andreotti nel 2007 decidere i destini del paese? Sarà stato perché vi eravate persi la notizia del reintegro nelle sue funzioni di Corrado Carnevale, il famoso giudice ammazzasentenze, quello diventato famoso per la pratica di mandare liberi i capi mafiosi annullando le sentenze di condanna per omicidi e stragi a causa di vizi formali. Ecco, il giudice Carnevale - già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, condanna poi annullata dalla Cassazione - a 78 anni comincia una nuova carriera: in applicazione della legge, ora che l’hanno reintegrato resterà in servizio fino all’età di ottantatrè anni.

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Adozione per gli omosessuali: ci sono reali impedimenti?

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(ANSA)- ROMA, 12 MAR -’Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare’,parola di Rosi Bindi, ministro per le Politiche della famiglia. Criticando ‘il narcisismo di gay e lesbiche che chiedono l’accesso all’adozione o alla fecondazione assistita’, il ministro -ribadendo il sostegno al ddl sui Dico- ha precisato: ‘Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa’.

Perché nessun telegiornale parla del fatto che in Olanda sono anni (dal 2001) che anche le coppie omosessuali possono adottare bambini? Se ci fossero stati casi di molestie o altro qui in Italia si sarebbe dato ampio risalto alla notizia, mentre proprio perché non se ne sa niente probabilmente è perché non c’è nessun problema e ribadirlo in Italia sarebbe troppo sfacciato nei confronti della Chiesa. Ma non c’è solo l’Olanda, anche Belgio, Spagna, Svezia, Regno Unito, Germania e Danimarca hanno uguagliato i diritti riguardo le adozioni. Allora mi chiedo: non è forse meglio una famiglia omosessuale che un orfanotrofio? O peggio in una famiglia “tradizionale” ma senza amore? Qualcuno ha addirittura paura della pedofilia ignorando non solo che pedofilia e orientamento sessuale sono due cose diverse, e che la stragrande maggioranza dei pedofili è eterosessuale. Inoltre la mancanza di una figura materna per un bambino in una coppia gay (o paterna per una coppia lesbica) è un falso problema, dal momento che i bambini orfani di madre o padre non diventano automaticamente dei disadattati come paventa la Bindi (e non solo) e non c’è nessuna ragione per togliere un figlio ad un vedovo (o vedova) per l’intervenuta mancanza della figura materna (o paterna). Infine per chi teme che un bambino cresciuto in una famiglia omosessuale diventi necessariamente omosessuale, ci sono centinaia di studi che mostrano il contrario. Il motivo? Omosessuali si nasce, non si diventa. Al massimo l’educazione impartita dai genitori può influire sull’età in cui ci si rende conto dei propri orientamenti sessuali e un’educazione repressiva (tipica l’omofobia dei cosiddetti genitori “normali”) non giova mai. Insomma: nessun dato oggettivo dimostra il primato della famiglia tradizionale su quella omosessuale, se poi aggiungiamo che centinaia di specie animali praticano l’omosessualità, dove sta il problema? Cosa è contro natura? Secondo me solo l’assenza d’amore.

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Diritti tv e corruzione, Berlusconi alla sbarra

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Ecco una notizia che evidentemente i giornalisti tv ritengono poco interessante:

È cominciato davanti ai giudici della X sezione penale del Tribunale di Milano il processo a Silvio Berlusconi e David Mills per corruzione in atti giudiziari. La prima udienza è stata interamente dedicata alla presentazione delle eccezioni preliminari da parte delle difese proprio in occasione dell’inizio del processo. La difesa di Berlusconi ha chiesto di rinviare e di fissare una nuova data per la prima udienza per la presunta mancata notifica a Fininvest e anche al Ministero delle Finanze che sarebbero persone offese dal reato. Di più, davanti ai giudici è stata presentata anche una vera e propria raffica di eccezioni tra cui quella della mancata citazione di Fininvest e Ministero delle Finanze come parte offesa può essere vista solo come la più significativa. Continua a leggere ‘Diritti tv e corruzione, Berlusconi alla sbarra’

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UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose

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Da una notizia apparsa Punto Informatico il culmine dell’idiozia di certi politici che perseguono la demagogia piuttosto che il buon senso:

No, neppure gli adulti devono poter acquistare Rule of Rose, il videogioco che più in Italia che altrove ha scatenato mesi di polemiche, perlopiù basate su una scarsissima conoscenza del gioco. A chiedere che sia impedita tout-court la vendita e la distribuzione in Europa dell’ormai celebre titolo sono numerosi esponenti politici italiani, curiosamente quasi solo italiani, membri dell’Europarlamento.

In una proposta di risoluzione datata 7 marzo, si legge tra le altre cose che “lo scopo del videogioco è quello di seppellire viva una bambina che ha subito violenze psicosessuali e fisiche che confinano con la perversione e il sadismo”.

Per quanto del tutto destituita di fondamento (lo scopo del gioco non è seppellire viva la bambina), la tesi che proprio questo fosse l’obiettivo del videogame era sostenuta dall’articolo di un celebre settimanale italiano [ma anche molti telegiornali e Studio Aperto] di cui, a quanto pare, gli onorevoli di Strasburgo sono avidi lettori. Un articolo che, come si ricorderà, è stato al centro di dichiarazioni, reprimende e indignazioni che hanno attraversato trasversalmente molti partiti. E che è finito nel fuoco delle critiche, unanimi, degli esperti di videogaming.

Sulla presunta sepoltura il distributore del gioco, 505 Games ha già spiegato: “La sepoltura della protagonista o di qualsiasi altro bambino non appare in nessuna scena del gioco, neppure indirettamente. La scena che ha scatenato questa discussione è in realtà una sequenza onirica che ha la funzione di introdurre il gioco: una sequenza video non-interattiva nella quale la protagonista, che non è un minore, viene catturata all’interno di una tomba. La parte interattiva del gioco è basata principalmente sull’esplorazione e la risoluzione di enigmi. Le uniche sporadiche scene di combattimento sono contro mostri”.

Altre premesse della proposta comprendono: Continua a leggere ‘UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose’

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Spariamo cavolate, visto che non abbiamo idee

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Dopo la manifestazione si Sabato per le unioni civili, durante la quale la gerarchia ecclesiastica è stata duramente criticata, il neo-Presidente della Cei, monsignor Angelo Bagnasco, dichiara:

“Basta caccia alle streghe”

Peccato che loro l’hanno fatta sul serio, non metaforicamente.
Mentre l’Osservatore Romano scrive:

“E’ stata solo una carnevalata”

Ed io che pensavo fossero i preti e i vescovi a essere “in costume”.

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Ancora sulla manifestazione, Pecoraro Scanio dice:

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Anche Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente, è intervenuto alla manifestazione (e anche dal suo blog) di ieri e ha fatto alcune dichiarazioni. Ecco l’estratto da un altro video da me girato alle ore 17:

Io credo che proprio essere qui è la dimostrazione che c’è una pluralità di affetti, c’è una pluralità di rapporti. Noi abbiamo detto, già durante altre manifestazioni, che l’obiettivo nostro è portare l’Italia in Europa in un momento di civiltà. Ebbene io credo, e l’ho detto già più volte, noi oggi avevamo di dovere di essere qui, perché voi fate un’iniziativa che aiuta il Governo e il Parlamento a fare una legge per tutte le convivenze. Io sono sorpreso per chi non c’è, non per chi c’è e partecipa a questa iniziativa. […] Adesso che la proposta è in parlamento io inviterei la destra italiana a fare un salto a Parigi, visto che siamo sotto a Palazzo Farnese, vedano come lì le politiche sui Pacs e le politiche della famiglia si fanno insieme, imparino almeno da Chirac perché l’anomalia italiana è una destra che non sa essere liberale e non sa sostenere in modo civile quello che anche le destre europee sostengono […] noi oggi facciamo questa iniziativa qui e siamo davanti all’ambasciata di Francia, ma se domani andiamo a farla in Piazza di Spagna, davanti l’ambasciata di Spagna, avremmo davanti un altro paese che ha leggi avanzate, se dopodomani andiamo a Porta Pia, davanti all’ambasciata Inglese, avremo un altro paese che ha le leggi di questo tipo. L’Italia non può restare indietro, noi non siamo, con tutto il rispetto, un paese che deve rimanere arretrato, noi vogliano guardare all’Europa e non magari all’Iran come progetto di futuro democratico di questo Paese.

Mi preme sottolineare il riferimento all’Iran dove il problema è l’ingerenza pesantissima del mondo religioso e della morale religiosa nella vita politica. Lì, ed in altri paesi islamici, la legge coranica è la legge dello Stato. Lì quando parla un leader religioso lo Stato non aggiunge altro. Le ingerenze della Chiesa Cattolica sono frutto dello stesso istinto, quello di controllare la vita politica dello Stato, dal momento che leggiamo sui giornali dichiarazioni come “i parlamentari cattolici hanno il dovere morale di dire no ai DiCo”, dettando anche quale pulsante premere a palazzo Madama o alla Camera. In tutto il mondo la religione tenta di sostituirsi agli Stati laici, e non può nemmeno considerarsi una colpa: è nella loro natura. Siamo noi cittadini che dobbiamo impegnarci perché ciò non accada.

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DiCo: ma quanti?

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Ieri alla manifestazione per i diritti delle unioni civili a sostegno della legge sui DiCo c’era veramente tanta gente. Piazza Farnese non è bastava e si è riempito anche Campo De’ Fiori. Ma quanti eravamo? Ce lo dice Dario Vergassola, intervenuto con Serena Dandini verso alle 18.35. Ecco il breve video da me filmato:

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Per i diritti trillo anch’io

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Nei minuti della pubblicazione di questo post mi trovo a Piazza Farnese alla manifestazione nazionale per i diritti delle unioni civili, a sostegno della legge sui DiCo, partorita dal governo Prodi ma ora in mano ad un parlamento restio ad andare contro i dettami di un capo di stato di un Paese estero: il Papa.

Dal programma della manifesazione

17,50 - 18,00 –  MOMENTO TRILLO “Sveglia è l’ora dei diritti!”

Un break di dieci minuti per il “Grande trillo”. Facciamoci sentire! Un minuto di sveglie a tutta forza! E in tutta Italia!

Ma al grande trillo sono invitati a partecipare tutti, anche coloro che non hanno potuto partecipare alla manifestazione ma pensano che i diritti per le coppie di fatto sono semplicemente l’applicazione dei diritti umani.
Per cui anch’io come cittadino ho partecipato e partecipo anche come blogger trillando questo post.

Perché anche se non credo avrò mai l’esperienza di una convivenza, non vedo perché negare certi diritti fondamentali a chi fa questa scelta, sia temporanea, sia di vita. Non vedo perché se due persone si amano e convivono da 40 anni e una finisce in ospedale, l’altra non possa andare a visitarla perché secondo la legge non è “della famiglia” e non vedo perché se muore il firmatario del contratto di affitto del loro appartamento, l’altro non è tutelato e debba traslocare il giorno dopo. Questo dice la legge attuale, e la legge sui DiCo semplicemente correggerebbe queste ed altri abomini.
Non vedo cosa avrebbe da guadagnarci la famiglia nel negare questi diritti alle persone che non ne fanno parte.

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Cannonate sui balzelli telefonici

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Da PI:

Non c’è dubbio: dopo l’eliminazione dei costi di ricarica e della scadenza del credito prepagato, il nuovo credo è l’abolizione dello scatto alla risposta. Ne parlano sempre più spesso gli utenti e le associazioni di consumatori, al punto che persino l’Authority delle Comunicazioni fa propria l’iniziativa e propone un emendamento al decreto Bersani affinché - prima che sia convertito in legge - elimini anche questo balzello. E qualcuno sta prendendo la mira anche sul canone Telecom e sulla tassa di concessione governativa.

Il presidente Agcom, in verità, ha addirittura fatto proprie anche le parole che Andrea D’Ambra aveva usato per presentare la petizione online varata per cancellare i costi di ricarica: “È un’anomalia tutta italiana” dice Corrado Calabrò, parlando dello scatto alla risposta, nelle dichiarazioni raccolte da un articolo pubblicato dal Corriere della Sera.Nel mirino di Agcom sarebbero entrati inoltre anche i costi di roaming internazionale, cosa che potrebbe fare la felicità degli utenti e di Viviane Reding, commissario UE per la società dell’informazione e i media, che da quasi un anno si batte per eliminare queste tariffe che lei stessa ha definito “spropositate”.
Continua a leggere ‘Cannonate sui balzelli telefonici’

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Idee politiche sulla tecnologia

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Molto interessante l’elenco di idee politiche sulla tecnologia redatto da Simone Brunozzi, blogger di Ubuntista. Il bello di queste idee è che si tratta di concetti largamente condivisibili e a vantaggio dei cittadini. Un po’ come il decreto per le abolizioni dei costi di ricarica e, proprio come questo decreto, la loro realizzazione sarà certamente osteggiata da molte grandi aziende, ma fare politica seria significa proprio superare gli interessi particolari a favore dell’interesse generale.

In Italia abbiamo tutti gli strumenti per fare bene, e per godere
dei vantaggi delle nuove tecnologie. Non ne stiamo approfittando.

Sono convinto che molti di noi vorrebbero fare qualcosa per rendere migliore l’Italia.
Ciò significa “voler fare politica”: non nel senso usuale e distorto,
ma nel senso di dedicare tempo ed energie per migliorare le cose di
tutti.

Il mio modo di coniugare il progresso con la realtà italiana si manifesta con questi auspici:

INTERNET E INFORMATICA
- Connettività a banda larga in tutta Italia, a costi prossimi allo zero.
- Comunicazione mobile in tutta Italia, a costi prossimi allo zero.
- Divieto progressivo di commercializzazione di piattaforme hardware con meccanismi di Trusted Computing.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
- Utilizzo di sistemi operativi e software open source, e formati di
dati aperti, nella pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle
università, negli enti pubblici.
- Licenziabilità dei dipendenti pubblici.
- Formazione continua dei dipendenti pubblici attraverso materiale didattico con visibilità nazionale.

AMBIENTE
- Disincentivi all’uso di combustibili inquinanti, attraverso tasse dirette progressivamente crescenti.
- Incentivo all’uso di carburanti ecologici e fonti di energia pulite, attraverso contributi diretti.
- Piano di conversione totale delle fonti di energia inquinanti verso
fonti di energia pulite (solare, eolico, geotermico, idroelettrico).
- Disincentivi all’acquisto di oggetti che siano prodotti con processi
inquinanti, attraverso tasse dirette progressivamente crescenti.

SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA
- Razionalizzazione e semplificazione di tutti i servizi e i processi
burocratici, anche attraverso un uso massiccio delle tecnologie
informatiche aperte.
- Fornitura, da parte dello Stato, di servizi informatici inerenti la gestione fiscale e contributiva di aziende e lavoratori.

TELEVISIONE
- Creazione di una piattaforma gratuita di fornitura di contenuti
audiovideo, utilizzabile da chiunque; sparizione progressiva delle reti
televisive tradizionali.

POLITICA
- Obbligo di esposizione pubblica in Internet delle fedine penali di tutti i politici italiani, ad ogni livello.
- Pubblicazione di tutti i materiali prodotti dalla politica italiana e
dalla pubblica amministrazione, inclusi materiali audiovisivi.

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