Scientology: il rapporto di Napolitano del 1998

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Oggi Gianluca Neri di Macchianera ha riportato una prima parte di un rapporto del Ministero degli Interni su Scientology. Si tratta di alcune pagine di un un voluminoso rapporto, intitolato “Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia, Febbraio 1998.” e redatto dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza che il 29 Aprile 1998, dopo circa due anni di indagine, il Ministro degli Interni (ora presidente della Repubblica) Giorgio Napolitano ha inviato alla Commissione per gli Affari Costituzionali della Camera dei Deputati del Parlamento Italiano . Il Rapporto è stato inviato anche a membri del Parlamento e alla Stampa.

Il Rapporto consta di poco più di 100 pagine, e include:

1) Una introduzione di 20 pagine con:

  • a) Radici del fenomeno e preoccupazioni sociali corrispondenti;
  • b) Terminologia e tipologia;
  • c) Possibili pericoli e connessioni criminali;
  • d) Numero degli affiliati.

2) Descrizione di 34 “nuovi movimenti religiosi” e 36 “nuovi movimenti magici” nelle rimanenti 80 pagine.

Il rapporto completo è qui, riportato sul sito della “Biblioteca di informazione critica su Scientology/Dianetics”, sito che consiglio caldamente a chiunque di visitare, in particolare una raccolta di tecniche che il fondatore L. Ron Hubbard consiglia di mettere in atto per contrastare ferocemente gli oppositori di Scientology.

Per chi volesse leggere tutta la sezione dedicata a Scientology può cliccare qui. Tanto per rendersi conto di quanto questa pseudoreligione assuma comportamenti assimilabili ad una associazione a delinquere. Un brano dal rapporto del Ministero degli Interni:

Il problema è che completare questo programma di purificazione costa cifre elevatissime; ecco perché, al di là delle finalità ufficialmente dichiarate, il vero fine della setta appare l’esercizio di un’attività speculativa in danno di persone sprovvedute, come peraltro si evidenzia anche in alcuni scritti del fondatore.
In particolare, la tecnica di reclutamento degli scientologisti consiste nel sottoporre indifferenziatamente a chiunque voglia “prendere coscienza dei propri reali problemi” un test gratuito di “misurazione della personalità”, rappresentato da un questionario formato da circa duecento domande “rivelatrici” (in realtà mirate a conoscere meglio gli aspetti caratteriali dei loro interlocutori); dopodiché, individuati i soggetti più influenzabili, li convincono a “curarsi”, sottoponendosi a sedute di auditing.
In questa fase, attraverso il racconto delle esperienze traumatiche corrispondenti ai vari engrammi, i “pazienti” finiscono per confessare particolari intimi della vita privata, che successivamente potranno essere adoperati contro di loro come strumenti di ricatto.

Credo sia già sufficiente.

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I Rottweiler sono pericolosi?

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Un buono spunto si può prendere da wikipedia:

I Rottweiler […] sono cani affettuosissimi e docili, per evitare situazioni spiacevoli bisogna imparare a gestire i cani evitando addestramenti troppo violenti per solo esaltare la loro naturale diffidenza e aggressività.
Carattere: equilibrato, tranquillo, obbediente, addestrabile, coraggioso, indipendente.
Attenzione con i bambini: anche se generalmente docile e amabile, se non abituato, i bambini data la loro statura possono essere scambiati per un altro cane che minaccia il suo territorio! Inoltre il cane riconosce nel bambino una preda in quanto l’odore è diverso da quello dell’uomo adulto. E’ bene quindi far convivere entrambi fin dalla più tenera età, in modo da non avere problemi futuri.

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i videogame non incitano alla violenza, anzi

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Avevamo parlato del modo con cui i media fraintendono spesso e volentieri il mondo dei videogiochi, non solo accusandolo di essere diseducativi, ma anche travisandone completamente le trame di alcuni, allo scopo, nemmeno tanto velato, di ingigantirne i contenuti violenti.

Uno studio però, afferma che non solo i videogiochi non incitano alla violenza, ma che sono uno strumento salutare di evasione, che quindi contribuisce a sfogare quegli istinti violenti che sono naturalmente presenti in tutti noi e che altrimenti rischierebbero di trovare sfogo verso altri esseri umani. Ne parla in questo articolo, Punto Informatico:

Oggi è il giorno in cui il videogaming non viene dipinto come la malattia ma come la cura: ad affermarlo è un sondaggio organizzato dal British Board of Film Classification, l’ente d’oltremanica che si occupa anche dei bollini che indicano la fascia di età consigliata sui titoli videoludici distribuiti nel Regno Unito.

La ricerca si è svolta intervistando tutte le categorie coinvolte: giocatori di tutte le età, rappresentanti dell’industria e giornalisti specializzati hanno risposto a domande su come scegliere quale videogioco giocare, si è tenuto conto dell’opinione dei genitori, della violenza nei videogame e dell’impatto che questa avrebbe nei comportamenti dei player.

Alcune conclusioni: sebbene si inizi ad età sempre minori a giocare con console e PC, i videogame non causano dipendenza né incitano alla violenza. I consumatori sarebbero infatti ben consci della differenza esistente tra finzione e realtà, e i più giovani ritengono addirittura spiacevole che in certi titoli a prevalere sia “il cattivo”. In molti poi pongono l’accento sui benefici derivanti dal gioco, come strumento per alleviare lo stress quotidiano o per allenare la coordinazione occhio-mano. Continua a leggere ‘i videogame non incitano alla violenza, anzi’

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Telecom: Grillo al consiglio di amministrazione

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Per chi ha seguito queste vicende sa che, purtroppo, tutto quello che ha detto Beppe Grillo al consiglio di amministrazione di Telecom Italia di questa mattina è vero, tutto vero. E in pratica questo significa che noi cittadini italiani, non solo i piccoli risparmiatori, siamo stati derubati di miliardi di euro ed è ora che ci diamo da fare affinché questo furto cessi.

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I robot distruggano altri robot

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Ma per uccidere un umano siano autorizzati da un umano. Fanno discutere le nuove… leggi della robotica presentate da un ingegnere della ricerca militare statunitense Da PuntoInformatico:
robot impiegati in battaglia devono poter scegliere e distruggere i propri obiettivi liberamente. Ma solo se si tratta di altri robot. Se gli obiettivi sono umani, invece, devono ricevere un input da remoto da parte di un “operatore” umano.

Si può sintetizzare così il senso di un documento, definito un concept, con cui John Canning, ingegnere della divisione di ricerca del Naval Surface Warfare Centre, sta facendo parlare di sé: queste “regole” di combattimento, a suo dire, devono servire da ispirazione per le future generazioni di robot guerrieri.
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Roma: poliziotti violenti

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C’è chi dice che quando ce né bisogno, fanno bene i poliziotti a picchiare duro. Non sono d’accordo. Ma anche a volerlo concedere, perché un poliziotto dovrebbe rubare una fotocamera ad una signora e poi, con l’aiuto di suoi colleghi, picchiarla in testa con i manganelli quando questa si fa avanti per riavere la fotocamera? In questo video, che sta facendo già il giro dei blog italiani, si vede proprio questa scena avvenuta durante gli scontri sugli spalti dello Stadio Olimpico in occasione della partita di andata di Champions League Roma-Manchester. Se portate il cursore del video a 1:10 (o 1:30 dalla fine) vedrete questa signora con la fotocamera nella parte destra dell’inquadratura pian pian spostarsi verso il basso a sinistra dove verrà picchiata. Le scene sono violente e il linguaggio (in inglese) abbastanza volgare, ma qualora non foste troppo impressionabili vi consiglio la visione.

Semplice considerazione: dal momento che esistono sanzioni disciplinari e penali per questo tipo di comportamento violento da parte delle forze dell’ordine, perché non facilitarne il riconoscimento numerando i caschi in modo ben chiaro? In questo modo, come i tifosi-teppisti, anche i poliziotti-esagitati potranno pagare per le loro azioni violente. Mi sembra un buon modo per non far sembrare ancor di più che gli stadi siano una zona franca, sia per la tifoseria che per la polizia.

Da sottolineare come il prefetto di Roma Achille Serra aveva snobbato le critiche del governo inglese all’operato delle forze dell’ordine da lui coordinate. Evidentemente non è stato molto attento ai fatti.

[via terrorpilots]

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Alcool, si beve già a 11 anni. Basta spot in tv

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Dal Corriere della Sera:

Bevono non perché piace, ma perché «è una figata». Perché mostrarsi fuori dal bar con bottiglia in una mano e sigaretta nell’altra aiuta a stare nel branco e a non sentirsi normali. Meccanismi psicologici sfruttati ad arte negli spot che mostrano una gioventù bella, spensierata, vincente. Sullo sfondo marchi di drink alcolici. E che funzionano, visto l’aumento dei bevitori tra i giovanissimi e soprattutto tra le ragazzine. Tanto che il governo vuole mettere un freno. Anche perché, secondo l’Oms, i morti per alcol in Italia sono 25 mila all’anno, 7 mila dei quali donne

PERICOLI - Dopo i ripetuti allarmi lanciati da esperti e operatori di servizi, sembra che questo governo sia davvero intenzionato a imporre regole etiche al mondo della comunicazione. Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, ha annunciato l’arrivo in Consiglio dei ministri di una legge che limiterà la pubblicità degli alcolici in televisione e sui giornali. Verranno imposte inoltre etichette che avvertono dei pericoli legati all’abuso. «Vogliamo puntare su una grande campagna di informazione su rischi e danni alla salute — ha detto Ferrero —. È possibile arrivare ad una legge che limiti, o abolisca del tutto, la propaganda scorretta, subdola. La società di oggi spinge ad andare al massimo in ogni situazione e l’alcol è uno dei mezzi per sentirsi all’altezza. È ora di uscire da questa pazzesca ipocrisia e aprire una discussione nell’opinione pubblica per combattere il fenomeno». Doveva esserci anche Livia Turco, titolare della Salute, alla presentazione dell’Alcol prevention day organizzato dall’Istituto Superiore di Sanità. Se non avesse cancellato l’appuntamento per motivi personali avrebbe ricordato il piano governativo sulla correzione degli stili di vita presentato qualche settimana fa. Continua a leggere ‘Alcool, si beve già a 11 anni. Basta spot in tv’

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Riflessioni Eliocentriste sul Cristianesimo

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Perdonate il titolo fuorviante. Trattasi semplicemente di un post di Domiziano Galia che non posso far a meno di invitarvi a leggere. Riflette sui miracoli e sulla religione più in generale, prendendo in prestito alcune espressioni da una canzone di Elio e le storie tese. Ma la riflessione è più che seria, anche volendone ignorare lo spunto. Prima di riportare  per intero il post, avrei piacere di citare una frase particolarmente significativa, che molte, troppe, persone ignorano o vogliono ignorare per vivere la propria esistenza nella tranquillità del solco della tradizione:

i cristiani dicono di aver ragione loro; i musulmani pure; gli ebrei anche; a ruota buddisti, induisti, animisti, shinotoisti, scientologisti e cuginisti. Che facciamo, vincono i più numerosi? I più ricchi? I più forti? O, semplicemente, quelli dove ti capita di nascere?

Ecco il resto:
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Sentenza Wind: agli utenti riconosciuti i loro diritti

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Dopo l’approvazione del Decreto Bersani sull’abolizione dei costi di ricarica sui telefonini, i carrier telefonici si sono sbizzarriti a cercare di recuperare i mancati guadagni. In particolare la Wind si è distinta per una serie di rincari unilaterali ingiustificabili. Infatti la tariffa Noi 2 è stata modificata, come già più volte in passato, riducendo i minuti utilizzabili. Ma una sentenza finalmente da ragione ad un utente a cui viene riconosciuto semplicemente il ruolo di parte contrattuale. Quando le modifiche contrattuali sono peggiorative del servizio deve esserci accettazione da parte del cliente e non semplicemente una comunicazione con 30 giorni di anticipo. Tutta la storia di questa condanna esemplare su mobileblog ma è utile leggere anche cosa scrive sull’argomento P|xel:

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Emergency ritira temporaneamente lo staff internazionale dall’Afganistan

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Comunicato stampa di Emergency:

Nella giornata di oggi, mercoledì 11 aprile, il personale internazionale di Emergency ha lasciato Kabul diretto a Dubai.
Il significato e le ragioni di questa decisione sono contenuti nel testo che segue, che verrà diffuso anche in Afganistan, in inglese e nelle lingue locali.

Il personale internazionale di Emergency esce dall’Afganistan.

A seguito delle vergognose affermazioni del Sig. Amrullah Saleh, responsabile dei Servizi di Sicurezza afgani, che in una intervista a un quotidiano italiano ripresa dalla stampa internazionale ha definito Emergency una organizzazione che “fiancheggia i terroristi e persino gli uomini di Al Qaeda in Afghanistan”, facciamo appello ai tanti cittadini afgani che hanno conosciuto il lavoro di Emergency nei Centri Chirurgici di Anabah, di Kabul, di Lashkargah, nel Centro medico e di Maternità del Panjsheer, nelle 25 Cliniche e Posti di Pronto Soccorso, nelle 6 Cliniche all’interno delle prigioni.

Dal 1999, le strutture sanitarie di Emergency hanno fornito assistenza gratuita e di alto livello a oltre 1.400.000 cittadini afgani. Facciamo appello a loro, alle loro famiglie, ai cittadini dell’Afghanistan perché si uniscano a noi nel ricordare al Governo afgano il carattere umanitario e neutrale del lavoro di Emergency in Afghanistan, volto a fornire cure a tutti, senza discriminazione politica, etnica, di genere, religiosa.

Il Governo afgano sta invece ricorrendo a ogni mezzo perché Emergency lasci l’Afghanistan: non solo con le terroristiche dichiarazioni di Amrullah Saleh - che suonano come un aperto invito a colpire la nostra organizzazione - ma anche attraverso la scandalosa e immotivata detenzione del capo del personale dell’ospedale di Emergency a Lashkargah, Rahmatullah Hanefi, che a nome di Emergency ha messo a rischio la propria vita per salvare quella altrui. Continua a leggere ‘Emergency ritira temporaneamente lo staff internazionale dall’Afganistan’

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