Pio XII sarà beato, nonostante il silenzio sull’Olocausto e miracoli opinabili

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A quarant’anni dalla sua apertura nel 1967 per volontà di Paolo VI, la causa di beatificazione di Pio XII (al secolo Eugenio Pacelli) ha superato l’ultimo ostacolo: l’approvazione (a maggioranza) da parte della “sessione ordinaria” della congregazione per le cause dei santi che si riunisce ogni martedì.

Le polemiche sono scoppiate naturalmente per quel “dettaglio storico” del silenzio di Pio XII sull’Olocausto. Sull’argomento il Vaticano è molto suscettibile tanto che il mese scorso il nunzio a Gerusalemme ha disertato la cerimonia prevista al Museo di Yad Vashem. Alla base della sua scelta, la presenza nel museo di una didascalia reputata offensiva verso Pio XII, che iniziava:

“Quando nel ‘39 fu eletto Papa, Pio XII nascose una lettera contro il razzismo e l’antisemitismo preparata dal suo predecessore…”

Indispettiti per questa pubblica dichiarazione di un fatto storico, i vescovi, i cardinali e il Papa stanno cercando di beatificarlo per poi farlo santo. In questo modo chi si permetterebbe di parlar male di un santo, anche se eletto tale solo per motivi politici. In fatti quanti stanno parlando in questi ultimi anni di Josemaría Escrivá de Balaguer, fondatore del famigerato Opus Dei e poi santificato?

In ultimo non dimentichiamo che per essere beatificati e santificati c’è bisogno di un certo numero di miracoli. La cosa fantastica è che uno dei miracoli che è quello documentato il caso di una anziana signora di Palermo che si trovò un mese in
condizione di non poter pagare l’affitto e che fu aiutata dal vicino al
quale era apparso in sogno Pio XII.
E questo sarebbe un miracolo. Eh sì.

(fonti: corriere e tamles)

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