La Chiesa non è contro il divorzio, vuole solo l’esclusiva

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Un articolo apparso su Giornallettismo Militante spiega come sia facile annullare un matrimonio presso il Tribunale ecclesiastico di Genova (la diocesi di Bagnasco, presidente della CEI). Con evidenti vantaggi: i motivi di nullità sono così numerosi, tanto che:

“Non si ritiene opportuno elencare i numerosissimi motivi di nullità, ma si consiglia ad ogni persona interessata alla dichiarazione di nullità, di avere un incontro personale o con un nostro  Patrono Stabile, o con un  Avvocato  del nostro Albo, i quali sono in grado di individuare, secondo verità e senza forzature, se vi sono motivi sufficienti per procedere ad una dichiarazione di nullità.”

Inoltre può costare anche solo 450 euro, e dura al massimo 2 anni. Il divorzio civile, per contro, costa molto di più (nell’ordine di parecchie migliaia di euro) e la causa inizia solo dopo 3 anni di separazione. Ma ovviamente, siccome il matrimonio cattolico è valido anche come matrimonio civile (grazie a Mussolini), anche l’annullamento ecclesiastico vale come annullamento civile.

In parole povere, per chi si sposa in chiesa, divorziare è più facile, veloce ed economico. Ma ieri, al Family Day, non accusavano i laici di voler distruggere la famiglia?

In definitiva, la chiesa cattolica non è contro il divorzio, vuole solo poterlo amministrare in esclusiva. Per lucrarci in regime di monopolio.

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