Info Legge: uccisione di animali tramite polpette avvelenate

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Inauguro oggi una serie, spero duratura, di informazioni legislative che spero possano essere utili ai miei lettori. Tenete conto che le informazioni che riporterò saranno frutto di ricerche e che, non essendo io avvocato, non posso dare nessun tipo di garanzia. Riporterò, ad ogni modo, la fonte giuridica per far sì che chiunque possa farsi un’idea dettagliata della legge in questione.

Oggi comincio con trattare l’argomento dell’uccisione di animali tramite polpette avvelenate. L’idea potrebbe sorgere a coloro che, vedendo i propri animali d’allevamento (galline, conigli, ecc.) divorati da un animale selvatico (volpi, mustelidi, uccelli rapaci, corvidi), pensa di risolvere privatamente il problema spargendo polpette intrise di veleno nella sua proprietà o nelle zone limitrofe. Nel codice penale si legge:

Art. 544-bis. - (Uccisione di animali). - Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.

ribadito nella legge del 20 Luglio del 2004, n. 189 (vedi testo completo).

Sulla questione ho interpellato telefonicamente l’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) che ha spiegato come chi trovasse uccisi degli animali di sua proprietà da parte di altri animali deve assolutamente evitare di spargere veleni per i motivi che vado ad elencare:

  • è pericoloso, non solo per gli altri animali (si pensi al cane innocente del vicino) ma anche per le persone e in particolare per i bambini (ci sono stati molti casi di avvelenamento)
  • è illegale, multe e reclusione (come già accennato) sono previste per gli uccisori
  • è sproporzionato, dal momento che basterebbe rinforzare le recinzioni (dei pollai od altro) per eliminare completamente il problema, senza ricorrere alla forza
  • è un abuso, perché il privato cittadino non si può sostituire alle autorità e decidere da solo la gestione della fauna selvatica e dell’ecosistema che dalla fauna dipende.
  • è immorale, perché si tratta comunque di una uccisione di un essere vivente che si stava procurando del cibo, istinto questo che non può certo essere colpevolizzato… dal momento che noi esseri umani uccidiamo per motivi ben più futili.

Chi si trovasse in questa situazione, dunque, dovrebbe semplicemente contattare l’ASL di zona e far presente il problema, così che le autorità preposte possano risolvere il problema varando, eventualmente, un programma di controllo degli animali selvatici. Il cittadino può, come già detto, rinforzare le proprie recinzioni, anche se procurarsi e spargere veleni è decisamente più comodo, seppur illegale e pericoloso.

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2 Commenti finora
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Vivo a CapoVerde e proprio domani il comune metterà in tutte le strade dell isola di sal polpette avvelate!!!è inaudito che ancora si possano usare questi metodi barbarici x sterminare i cani con una morte lenta e atroce.AIUTATELI

capoverde l isola del terrore…i cani domani saranno agonizzanti per le strade del paese per colpa di un popolo che nn è stato e NON vuole sensibilizzarsi…basterebbe poco per risolvere il problema randagismo:sterilizziamo e nn avveleniamo in modo barbarico e primitivo i cani



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