Forza Nuova irrompe in un concerto con coltelli e bombe carta, dai tg solo silenzio

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Come al solito c’è la censura, anche preventiva. A Roma: tre ragazzi feriti, due auto dei carabinieri danneggiate, un militare contuso. Però non sono estremisti di sinistra, sono militanti di Forza Nuova, movimento di estrema destra. E quindi non è il caso di parlarne nei tg (tranne il tg3). Per cui mi sembra ancor più doveroso diffondere in rete la notizia:

Al termine di un concerto della Banda Bassotti nel parco di Villa Ada, a Roma una spedizione punitiva, compiuta da militanti del movimento di estrema destra “Forza Nuova”, che si sono presentati in colonna gridando “Duce! Duce!”, con i volti coperti da caschi, armati di bastoni, catene e coltelli (Repubblica.it)

Partiti che non dovrebbero neppure esistere, data l’incostituzionalità, che godono di una protezione anche da parte di maggior parte dei media… ma non erano tutti in mano ai comunisti? Almeno è questo quello che afferma Berlusconi, anche se, a dire il vero, con Forza Nuova ci fece anche un alleanza elettorale alle ultime elezioni politiche.

Gianni Alemanno (AN): “Un fatto preoccupante, che rischia di rinnescare una spirale di violenza tra i giovani. Dobbiamo fare il possibile per evitare che questi episodi delinquenziali assumano valenza politica”. Perché urlare “Duce! Duce!” che valenza ha?

Ne parla anche Rinascita Nazionale.

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Satira in un videogioco, Volontè chiede la censura

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Per qualche politico italiano, la smania di censurare la satira è così forte che dopo gli attacchi ad alcune trasmissioni televisive e recenti concerti del primo maggio, c’è qualcuno che si scaglia addirittura contro un videogioco. Si tratta di Luca Volontè (UdC) che ha giudicato “provocatorio e offensivo” il gioco Operazione: Pretofilia di Molleindustria (già recensito su Terrorpilots). Secondo Volontè, il sito che ospita il gioco deve essere messo a tacere.

A suo dire si tratta dell’”ennesimo attacco alle istituzioni religiose e alla fede cristiana”. Dunque, spiega il parlamentare, “il Governo provveda con urgenza a oscurare il sito che consente di scaricare Operazione pretofilia, gioco-flash scaricabile da Internet che riproduce la simulazione di stupri su bambini, da parte di preti, non ostacolati da genitori intimiditi e omertosi”. (da Punto-Informatico)

Ma come fa notare swampthing in quest’altro articolo su Terrorpilots

Il gioco è sotto licenza Creative Commons. In caso Molleindustria fosse costretta a rimuoverlo, fiorirebbe su tutti i siti di chi è contro la censura, con un bel effetto boomerang per il nostro onorevole UDC.

In ultimo vorrei far notare a Luca Volontè che dire che il gioco “riproduce la simulazione di stupri su bambini, da parte di preti” è un pochino esagerato… ecco la scena dello stupro, a grandezza naturale:

pretofilia.png

Se questa è la riproduzione di una simulazione, allora forse dovremmo denunciare gli autori del gioco per pedopornografia religiosa… a parte gli scherzi, sembra un po’ troppo una scusa per censurare una libera discussione e una libera satira sui problemi del clero.

In ultimo, consiglio di leggere l’ironico ma preciso comunicato di Molleindustria in risposta alle dichiarazioni di Volontè. Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura della sezione “VIDEOGAMES RIBELLI teoria e pratica di sovversione del videogioco” nel sito di Molleindustria.

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Walter Veltroni, un giudizio sul suo discorso appena concluso

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Si è appena concluso il discorso di Walter Veltroni al Lingotto di Torino e l’ho seguito in diretta sul canale tv di Repubblica.it. Ha annunciato, come ampiamente previsto, la sua candidatura alla guida del Partito Democratico. Ma soprattutto ha affrontato tantissimi temi, dalla politica alla società civile, dal lavoro alla giustizia, proponendo direzioni precise e chiedendo maggiore serenità. Il messaggio principale di questo discorso, infatti, è stato quello della ricerca di un punto di equilibrio tra i facili estremismi che la vita politica attuale ci propone. Qualcuno potrebbe chiamarlo buonismo, ma non è. Non lo è perché il buonismo è equilibrio senza decisioni, mentre quello che propone Veltroni è equilibrio con decisionismo; un esempio calzante è stato fatto da Veltroni sul tema della laicità, in cui non deve vincere l’integralismo religioso né il laicismo esasperato, entrambi schieramenti formati da persone che non tengono conto delle fedi (o delle non fedi) altrui.

Poi parla dell’eccessiva quantità di deputati e senatori, parla di una legge elettorale sbagliata e delle leggi ad personam sbagliate, spiegando però che ogni nuovo governo non può arrogarsi il diritto di cancellare tutte le leggi del precedente governo, perché altrimenti si arriverebbe ad una politica del disfare e non del fare. Ma questo non significa tollerale la presenza nel nostro ordinamento giuridico di leggi come quelle ad personam. E poi si chiede perché un premier non possa nominare e revocare la nomina ai sui ministri, perché una sua proposta di legge non possa avere un tempo minimo di risposta, perché le leggi devono passare per i due rami del parlamento una o due volte ciascuno, allungando tempi e spese della politica.

Poi parla della giustizia, della sicurezza (spiegando che le forze di polizia devono venire liberate dai doveri burocratici e mandati nel territori), ma anche della fiducia nel futuro per i giovani. Spiega inoltre che ci deve essere una parità di diritti reale fra il figlio dell’operaio e il figlio dell’imprenditore, che nessuno dei due sia costretto a seguire le orme dei padri perché o non ha le possibilità economiche o perché trova più comodo proseguire l’attività di famiglia invece che seguire le proprie aspirazioni e passioni.

Infine, fra le tante altre cose che ha detto Veltroni, voglio sottolineare il fatto che ha chiesto che nella costruzione del Partito Democratico non si facciano gli errori del passato, che ci sia più unità, meno correnti, più donne (almeno la metà), e che finisca la politica della contrapposizione e dell’odio. Perché il Partito Democratico dev’essere davvero qualcosa di nuovo, che faccia cambiare rotta all’Italia, per il bene degli italiani, e non della politica.

Insomma: tanta carne al fuoco, ma tutta ben cotta.

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Essere di sinistra, Avere di destra

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Questo bellissimo post di Tisbe ci offre una possibile demarcazione fra destra e sinistra che probabilmente chi è di destra non accetterà perché vengono criticate le loro posizioni, pur condividendone le premesse. Lo riporto integralmente:

Essere di destra o essere di sinistra non è una questione di guadagno. E’ un modo diverso di intendere la vita e gli altri. La persona che guadagna 1200 euro mensili può essere di destra perché è ambiziosa e spera che il sistema liberale le offra la possibilità di andare oltre e diventare ricca. La persona di destra ha come modelli di paragone i ricchi, e vuole emulare gente come Berlusconi. La (vera) persona di sinistra che guadagna 1200 euro, invece, pensa che c’è gente che non ha acqua e pane… e lo pensa ogni volta che si siede a tavola. Vuole i soldi solo perché servono ma non è impegnata a diventare ricca. Il suo modello non è Berlusconi o l’imprenditore, semmai può ammirare Gino Strada, o Ilaria Alpi. La persona di sinistra non vuole un sistema liberale perché non gliene importa un ca**o di essere ricca. Io personalmente non voglio essere servita: mi disgusta persino la presenza dei camerieri al ristorante. Lo chiamano servizio, ma è una mercificazione. Non voglio essere servita e non voglio servire nessuno. Se qualcuno deve fare qualcosa per me lo deve fare con AMORE ed io faccio molto per gli altri solo con AMORE. Questo vuol dire essere una VERA COMUNISTA. La persona di sinistra VIVE secondo la MODALITà dell’ESSERE; la persona di destra vive secondo la modalità dell’AVERE.
La persona di sinistra crede nella collaborazione e nella cooperazione, rifiuta la logica del dominio e non tollera i sistemi gerarchici; la persona di destra crede nella gerarchia, nel comando e in una società di diseguali. La persona di destra crede che alcuni meritino di essere felici e ricchi perché sono migliori e il sistema liberale secondo loro è l’unico a garantire la possibilità di emergere sugli altri, infatti accusano i comunisti di livellare, ma non comprendono che il livellamento economico non ha nulla da vedere con il livellamento delle coscienze. Chi vuole essere più ricco degli altri, per me, non è un brava persona. La differenza si misura nella capacità di dare agli altri, e non in quella di depredare gli altri… Ma anche questo è un processo evolutivo della coscienza individuale e non posso certo convincere chi non è disposto che è molto meglio ESSERE piuttosto che AVERE

Questo post prende spunto da una riflessione provocata da un dialogo con Allergirossa su La Mia Notizia

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Niente tasse per i commercianti, e niente servizi!

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Ci ha pensato Domiziano Galia in questo post, e mi sono chiesto perché non ci abbiamo pensato prima: i commercianti si lamentano della tasse alte (anche se sono praticamente identiche al quinquennio Berlusconi)? Allora niente tasse, e nemmeno servizi:

non pagando più le tasse non si avrà più alcun diritto scolastico, sanitario, di sicurezza, di giustizia e tutti gli altri inutili e inefficenti servizi di scarsa qualità proposti da questo regime comunista vestito da Repubblica. Ma a noi che ci frega? C’è la scuola privata dei preti, c’è l’ospedale di Don Verzé e ci sono le bodyguards (ci sarà un servizio di bodyguards cattoliche no?).

E mi chiedo di nuovo: ma perché non ci abbiamo pensato prima? Chi vuole non paga le tasse ma non ha diritto a nessun servizio pubblico, nemmeno l’acqua dell’acquedotto, tzé. Però coi suoi soldastri può comprarsi tutta la felicità che vuole.

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USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria

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Una sentenza, destinata a fare storia, mette sullo stesso piano email e posta ordinaria, garantendo ad entrambe una riservatezza che, nel caso delle email, era fin troppo facile violare. Ora, da parte delle autorità, per poter leggere in contenuto di una email, sarà necessario un mandato di un giudice, emesso prima. Per approfondire consiglio la lettura di questo articolo di Punto Informatico:

Il caso Warshak contro Stati Uniti è destinato forse a cambiare per sempre la giurisprudenza americana: con una sentenza a sorpresa un giudice della Sesta Corte Federale ha accettato il ricorso contro l’intercettazione della propria corrispondenza telematica presentato dal querelante Steven Warshak, noto per la sua discutibile attività di compravendita di prodotti legati al sesso e altrove sotto processo a causa di presunte frodi e appropriazione indebita.

Ad essere stata bocciata è una legge nota con il nome di SCA (Stored Communication Act), utilizzata fino ad oggi dagli investigatori per giustificare l’accesso alle caselle online di Warshak. Secondo i magistrati questa norma è incostituzionale e pertanto andrebbe cancellata.
Continua a leggere ‘USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria’

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Pistola elettrica usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti statunitensi

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Fa orrore l’uso di pistole elettriche, o taser, da parte delle forze dell’ordine statunitensi (che avviene ormai da anni), le quali riducono spesso in uno stato di immobilità e di incoscienza la vittima, dopo aver provato acutissimo dolore. Amnesty International lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser. I promotori di quest’arma sostengono che è molto utile e molto meno letale di altre. Ma come al solito dipenda da da chi le usa. In Texas, infatti, la pistola elettrica è stata usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti. Ecco l’intera vicenda descritta da un post di Punto-Informatico:

I taser, le pistole elettriche diffuse ormai da tempo presso le forze di polizia statunitensi, continuano a far parlare di sé. Una triste vicenda accaduta in Texas infatti riporta all’attenzione delle cronache il rischio di abusi connesso con l’impiego di questi strumenti ad alta tecnologia, noti come “arme non letali”.

Gli avvenimenti li ricostruisce The Register, quelli relativi alla richiesta di soccorso al 911, il numero delle emergenze, da parte di un residente locale, un 52enne diabetico.

Il primo a presentarsi dopo la richiesta di soccorso è stato un poliziotto, che ha poi chiesto ulteriore supporto. Una volta presenti sei o sette poliziotti, per ragioni che vanno ancora appurate, questi hanno utilizzato i taser contro l’uomo, uno shock elettrico dopo il quale è stato ammanettato. La situazione è tornata alla “normalità” solo con l’arrivo dell’ambulanza: i medici si sono presi cura del paziente e hanno chiesto e ottenuto la rimozione delle manette.

Nessuna denuncia è stata sporta dalla polizia contro l’uomo il quale, invece, sta sollevando un polverone ritenendosi, lui di colore, vittima di un episodio razzista e inaccettabile. Una prima indagine condotta dal distretto locale di polizia ha dichiarato che l’uso del taser è avvenuto “nell’ambito di quanto previsto dalle policy” della polizia. Ma la storia non finisce qui, l’avvocato dell’uomo preannuncia battaglia.

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Tuteliamo chi sceglie la bicicletta per andare al lavoro

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La FIAB, Federazione italiana amici della bicicletta ha lanciato una raccolta firme per chiedere una modifica alla legge che tutela i lavoratori che si spostano da casa al lavoro.
L’attuale normativa salvaguardia infatti l’infortunio, subito dal lavoratore assicurato, nel normale percorso dalla dimora abituale al lavoro e ritorno, sia che avvenga a piedi sia con mezzi pubblici. Per quanto riguarda il mezzo privato l’uso deve essere “necessitato” (non esistono mezzi pubblici, non coprono l’intero tragitto o gli orari non coincidono con quelli del lavoro, ecc.).
La bicicletta è considerata alla stregua di qualsiasi altro mezzo privato (auto, motociclo) e, pur sussistendo tutti gli altri elementi previsti dalla legge, viene regolarmente respinta la domanda di indennizzo del ciclista che subisce un infortunio, e che avrebbe potuto usare il mezzo pubblico.
Per maggiori informazioni o per sottoscrivere la petizione
http://www.fiab-onlus.it/infortuni/index.htm

via Jacopo Fo

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L’ideologia sinistra contrasta con gli interessi nazionali? E chi decide quali sono?

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Su OKNOtizie ho trovato un post dal titolo altisonante: L’ideologia sinistra contrasta con gli interessi nazionali. Si tratta di un post di un giovinetto di Alleanza Nazionale, tale Gianmario Mariniello, provvisto di cravatta. Parla di indulto, ergastolo, immigrazione, tasse e pensioni. E sancisce in chiusura:

i comunisti impongono la propria linea. Ovviamente rispecchiando la propria ideologia. Ovviamente in contrasto con gli interessi nazionali.

Mi sono permesso di commentare sul suo sito come segue:

E scusa, chi dovrebbe decidere quali sono gli interessi nazionali? Tu forse?
Di solito gli interessi nazionali li decidono i cittadini, tutti insieme quando vanno a votare per le elezioni politiche (non quelle amministrative, ovviamente perché non sono “nazionali”) e mandano dei politici in parlamento… è così che funziona. Se i comunisti fossero così cattivi come dici, non li voterebbe nessuno, no?

Certe volte ho come l’impressione che alla destra sfugga il concetto di democrazia, ma ovviamente mi sbaglio.

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Gianni De Gennaro, capo della polizia, destituito e indagato

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Gianni De Gennaro è stato destituito in giornata dal ruolo di capo della polizia e, in serata, si è sparsa la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001, quando la polizia fece irruzione nella scuola Diaz malmenando civili inermi, salvo poi costruire false prove (scoperte grazie al RIS di Parma) per giustificare tanta brutalità. L’ipotesi di reato è niente di me no che di istigazione alla falsa testimonianza.

Ecco come presenta la stampa queste due notizie:

Romano Prodi annuncia in Aula il cambio alla guida della polizia e subito si scatena la bufera. “E’ stato concordemente convenuto che il capo della Polizia, De Gennaro, sarà sostituito nel suo incarico al termine del suo settimo anno di mandato”, ha detto il premier. “Ennesimo atto di arroganza” gli ha subito risposto Pierferdinando Casini al quale non è bastata l’assicurazione giunta dal premier che il nuovo vertice della pubblica sicurezza sarà nominato “consultando l’opposizione”. Ma il ministro dell’Interno dice: “Polemiche fuori luogo”. (…) “In un Paese civile - gli risponde il capogrupo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena - verrebbe considerato scandaloso esempio di arroganza non il normale avvicendamento, dopo sette anni, del Capo della Polizia, De Gennaro, ma il fatto che il medesimo Capo della Polizia sia rimasto imperturbato al suo posto dopo una vicenda gravissima, che ha scandalizzato tutto il mondo, come quella di Genova nei giorni del G8 e che ancora ci resti dopo la confessione dell’ex vicequestore Fournier” (repubblica.it)

Gianni De Gennaro indagato nell’inchiesta sul G8 di Genova

ROMA - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul G8. A quanto si è appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l’iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l’ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. (repubblica.it)

Ringrazio swampthing per la segnalazione.

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