Compie 30 anni la campagna mondiale di boicottaggio contro la Nestlé

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Fu lanciata il 4 Luglio 1977, con la prima denuncia per il marketing aggressivo che la multinazionale praticava nei paesi in via di sviluppo per promuovere il latte artificiale.
Ora, a 30 anni di distanza, per vedere se la situazione e’ migliorata, la giornalista del Guardian Joanna Moorhead e’ andata in Bangladesh, dove la Nestle’ fatturerebbe circa 24 milioni di dollari all’anno (!!!)
Al ritorno scrive: “si ha la sensazione che se i boicottatori mollassero la presa anche solo per un attimo, le compagnie guadagnerebbero rapidamente terreno”.
Nonostante un regolamento mondiale che vieta ogni forma di pubblicita’ del latte in polvere, negli ospedali, soprattutto quelli privati, si distribuiscono ancora campioni, volantini, regalie e altro.
In Bangladesh il risultato e’ che i bambini si ammalano o muoiono di fame perche’ la polvere viene allungata troppo e magari con acqua non pulita, mentre le madri si svenano economicamente per acquistarla.
Si stima che circa il 95% delle neomamme inizi ad allattare, ma che dopo un mese il tasso scenda all’89% e a sei mesi al 16-25%.
Promuovendo l’allattamento al seno, organizzando corsi e gruppi di aiuto, la mortalita’ infantile potrebbe essere ridotta di quasi un terzo, cazzo!!!
Per maggiori informazioni sulla campagna italiana di boicottaggio della Nestle’ http://www.ribn.it/ .

(Fonte: Greenplanet.net e Jacopo Fo)

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