Accuse infondate sul file sharing: la RIAA comincia a pagare

Articolo letto 598 volte

Era da tempo che si aspettava il momento in cui la RIAA, ovvero la SIAE statunitense, cominciasse a pagare le spese processuali per quegli imputati ingiustamente accusati di aver condiviso file illegalmente. Il prossimo passo è di far risarcire alle major quello che in Italia si chiama danno esistenziale, ovvero tutte le preoccupazioni e lo stress accumulato che ha provocato la distruzione dalla pace quotidiana a causa delle cause intentate dalla RIAA. Insomma, difendere i propri diritti va bene, anche se su certe leggi sul diritto d’autore ci si potrebbe discutere. Ma fare sciacallaggio per spillare soldi a degli innocenti, no. Mai.

Ecco la notizia completa tratta da Punto Informatico:
Roma - Aumentano i casi in cui l’efficacia legale delle denunce delle corporazioni della musica contro utenti peer-to-peer viene messa a dura prova, ed aumentano anche i casi in cui RIAA, l’associazione delle major di settore, viene messa sul banco degli imputati.

Nel clamoroso caso RIAA vs. Foster, in cui la donna accusata da RIAA di violazione del copyright ha vinto il caso in tribunale vanificando gli sforzi delle major ed anzi dimostrando l’inconsistenza delle accuse, il giudice ora ha deciso che RIAA dovrà compensare con quasi 70mila dollari le spese legali sostenute da Debbie Foster.

Si tratta in assoluto, negli USA, della prima volta che le major vengono condannate a pagare le spese legali di una persona denunciata perché, a loro avviso, ma non ad avviso del giudice, si era intrattenuta illegalmente con le piattaforme di sharing.

Articoli Correlati

  1. RIAA senza pudori anche con i minori
  2. RIAA, la crociata antiP2P è un rischio
  3. Due notizie interessanti sul fronte delle cause intentate dalle major
  4. Tre notizie orwelliane
  5. Berlusconi perde la causa contro Marco Travaglio

Nessun Commento finora
Lascia un Commento



Lascia un commento
A capo e separazione tra i paragrafi automatici, l’indirizzo e-mail non è mai mostrato, HTML permesso: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <code> <em> <i> <strike> <strong>

(obbligatorio)

(obbligatorio)