Petizione: Class Action anche in Italia, contro la pedolifia, ma non solo

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Il caso della diocesi di Los Angeles che ha recentemente pagato 660 milioni di dollari alle 508 vittime di pedofilia nell’arco di 60 anni, è la dimostrazione di come una azione di classe (class action) sia l’unico sistema per un gruppo di persone povere per far valere i propri diritti. Ovviamente non sono solo i casi di abusi sessuali su minori che beneficerebbero di tale istituto. Il caso di Erin Brockovich (poi divenuto un film) ne è un altro esempio. E in Italia? Bisogna firmare una petizione promossa dall’Italia dei Valori e da molte associazioni civili. Qui la petizione on-line, mentre sul blog di Jacopo Fo troverete ulteriori informazioni. Ecco un estratto esplicativo:

La vittima “tipo” del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo e’ spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della societa’, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera e’ “ideale” perche’ normalmente non ha la possibilita’ di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga.
Dove esiste la “Class Action” le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action e’ infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime (”la classe”), inoltre e’ rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben
oltre l’80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole “pre-giudiziale”, ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell’inizio del processo vero e proprio, evitando cosi’ la possibilita’ dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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Curiosamente Sofri, fra guardie giurate e rom

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Ecco un motivo per leggere Sofri, quello giovane.

Curiosamente, dopo che una guardia giurata italiana ha ucciso una donna serba per gelosia, non è nato l’allarme sul pericolo guardie giurate violente per le donne straniere

ed eccone un altro

“La situazione dei napoletani è semplice: non lavorano per scelta, preferiscono rubare per continuare a vivere da nullafacenti e nell’illegalità, davanti a un incendio fuggono lasciando morire i propri figli”. Lo ha detto Tiziana Maiolo ieri, impunemente: nessuno scandalo paragonabile a quello nato per esempio dopo le cretinate di Caruso. Solo perché non ha detto “napoletani”, ma “zingari”.
Sul nostro rapporto con i rom, c’è una bella analisi di Mario Marazziti sulla Stampa

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Prima la gente poi i brevetti: vittoria!

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Avevamo parlato tempo fa di una petizione lanciata da Medici senza Frontiere per chiedere a alla compagnia farmaceutica Novartis di fermarsi e di rinunciare all’azione giudiziaria contro il Governo Indiano. Novartis aveva infatti fatto causa al Governo Indiano perché permette la produzione di farmaci generici dai costi contenuti. Se avesse vinto, milioni di persone in tutto il mondo potrebbero perdere l’unica fonte di medicinali a prezzi accessibili.
Ebbene, il ricorso è stato respinto e medici senza frontiere ha spedito questa e-mail a tutti i firmatari della petizione:

Carissimo sostenitore,

Da parte di tutto lo staff di Medici Senza Frontiere vogliamo ringraziarti personalmente di aver aderito alla petizione di Medici Senza Frontiere per chiedere a Novartis di rinunciare alla causa intentata contro il Governo Indiano.

Come forse avrai già saputo, lunedì 6 agosto, la Corte Indiana ha respinto il ricorso della multinazionale Svizzera.

La Novartis aveva trascinato in giudizio il Governo Indiano per forzarlo a modificare la legge indiana sui brevetti in modo da ottenere una più facile e più ampia protezione della proprietà intellettuale per i suoi prodotti. Novartis affermava che la legge indiana – che consente entro certi limiti la produzione di versioni generiche di alcuni medicinali essenziali - non rispetta le regole fissate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ma queste lamentale sono state giudicate prime prive di fondamento dall’Alta Corte di Chennay.

La sentenza della Corte indiana è un grande sollievo per tutti i medici e i pazienti che nei Paesi in via di sviluppo dipendono dagli equivalenti generici e di qualità d e i farmaci salva-vita prodotti in India a prezzi accessibili per i Paesi più poveri.

Questa decisione avrà un impatto diretto su molte medicine che sono essenziali nei nostri progetti. Per esempio, l’India potrà evitare di riconoscere i brevetti su alcuni farmaci di nuova generazione cruciali per la terapia dell’HIV: in questo modo le industrie indiane potranno avviare la produzione di equivalenti generici e la concorrenza contribuirà ad abbassare i prezzi.

Abbiamo appreso con piacere che Novartis non intende opporsi alla sentenza e chiediamo alla multinazionale di astenersi da ogni ulteriore tentativo di far dichiarare illegittima la legge indiana.

Non ci illudiamo che questa sentenza possa risolvere il problema dell’accesso ai farmaci: c’è ancora molto da fare per abbassare i prezzi dei farmaci salvavita esistenti e per stimolare lo sviluppo di nuove medicine e test diagnostici disperatamente necessari. Ma la tua firma e quelle delle altre 420mila persone che hanno aderito hanno creato un movimento globale che ha aiutato l’India a mantenere il suo ruolo di “farmacia dei Paesi poveri”.

Grazie di cuore per il sostegno!

Tido von Schoen-Angerer ,
Direttore della Campagna per l’accesso ai farmaci essenziali, Médecins
Sans Frontières

Christophe Fournier ,
Presidente Internazionale di Médecins Sans Frontières

Raffaella Ravinetto ,
Presidente di Medici Senza Frontiere Italia

P.S. Per maggiori informazioni sulla causa e per alter notizie consulti
ill nostro sito www.medicisenzafrontiere.it
o www.accessmed-msf.org

Forse, finalmente, il mondo comincia a capire che le persone non sono solo clienti che se non possono pagare allora non hanno nessun diritto.

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Crolla ponte negli USA: tragedia annunciata da 6 anni

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Vedo sul tg1 il servizio che parla della tragedia del ponte sul Mississippi, crollato mentre decine di automobili vi transitavano sopra. Due rapporti, uno del 2001 del Dipartimento per i trasporti e l’altro del 2003 dell’associazione degli ingegneri civili americani, mettevano in guardia sulla pessima qualità delle travi di sostegno in fase di corrosione. Sei anni per non fare nulla. Aspettando la tragedia.

E così ho pensato al 9 ottobre 1963: il disastro del Vajont. Un’altra tragedia annunciata. Speravo di non dover più sentire notizie del genere. Mi illudevo.

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Il Papa è il successore del demonio? Il Vangelo dice di sì

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Se nel vangelo di Matteo 16,23 e in quello di Marco 8,33 è scritto che Gesù Cristo rimproverò Pietro dicendogli “Vade retro, Satana!”, allora il Papa, in quanto successore di Pietro, è anche il successore del demonio e la Chiesa Cattolica è una setta Satanica. No?

Link utili: Matteo 16,23, Marco 8,33, wikipedia.

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