Uomo morde cane: i pirati denunceranno l’antipirateria illegale

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Non è la prima volta che le società di antipirateria (RIAA in testa) si comportano in modo palesemente illegale o, quando va bene, semplicemente immorale. Questa però è la prima volta in cui, concretamente, una organizzazione che da anni sfida l’antipirateria (rifugiandosi in paesi in cui le leggi sul diritto d’autore sono meno soffocanti) può intentare una causa contro tali società e per i loro mandanti (le case discografiche, ad esempio). Ecco i dettagli in un rarissimo articolo senza immagine di Giavasan:

Come molti di voi già sapranno, la settimana scorsa sono diventate accidentalmente di pubblico dominio 700 megabyte di email scambiate all’interno di Media Defender, una compagnia creata al solo scopo di combattere la pirateria in rete.
Dalle mail si evince senza ombra di dubbio che Media Defender:

    1) ha creato un sito di ricerca di file torrent (miivi.com, ora defunto) per intrappolare e perseguire penalmente chiunque scaricasse materiale protetto da copyright tramite i loro tracker.
    2) ha ripetutamente distribuito in rete milioni di file torrent “spam” per scoraggiare il traffico peer-to-peer (e molto probabilmente continua a farlo).

La prima reazione di Media Defender all’accaduto è stata quella, quasi prevedibile, del cease-and-desist a tutti i siti che indicavano come scaricare le mail. I risultati però non sono stati all’altezza delle attese, come si evince dalla risposta dei responsabili di Meganova:

    “Dearest little asstunnels,

    Let me start off by thanking you for your pitiful attempt to have your e-mails removed from the entire internet.
    In case you haven’t noticed, this site is located in Europe (I hope you can point it out on a map) where your stupid copyright claims have no base. But fair is fair, you guys did suffer over the past week so here’s bit of advice to you:

    Fuck you!
    Fuck you again!
    Fuck you again and again and again!”

Non bastasse la derisione, e arriviamo al punto, è di ieri la notizia che The Pirate Bay avvierà un’azione legale contro 10 multinazionali, tra cui Twentieth Century Fox, Sony e Universal, basandola su quanto emerge dal contenuto delle email:

    “Thanks to the email-leakage from MediaDefender-Defenders we now have proof of the things we’ve been suspecting for a long time; the big record and movie labels are paying professional hackers, saboteurs and dosers to destroy our trackers.

    While browsing through the email we identified the companies that are also active in Sweden and we have tonight reported these incidents to the police. The charges are infrastructural sabotage, denial of service attacks, hacking and spamming, all of these on a commercial level.”

Scommetto ci sarà di che divertirsi.

Aggiornamento:
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