Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi

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Processo Sme. Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, la difesa ha invece ottenuto il proscioglimento. Perché il falso in bilancio non è più reato penale. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato, Silvio Berlusconi.

La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Nel processo la posizione di Silvio Berlusconi era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato (fonte).

Ovviamente in tutto ciò non vi è conflitto di interessi. Il Governo Berlusconi e Silvio Berlusconi, infatti, non erano in conflitto, ma volevano entrambi la stessa cosa.

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

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Che ci crediate o no, ci sono persone, qui in Italia e all’estero, che non solo sono Cristiane, ma prendono anche la Bibbia come loro Libro Sacro. Le chiamano Sacre Scritture. Sono invocate, recitare, citate e prese ad esempio, quindi, per forza di cose, tale testo è, per loro, affidabile, una guida morale, e racconta fatti importanti e utili a capire il volere del Signore Iddio e tante altre belle cose così.

Ebbene, un simpatico blogger si è preso la briga di contare quante uccisioni sono state attribuite, in questo libro sacro, a Dio e a Satana. Contando esattamente le cifre indicate nella Bibbia, questo è il risultato:

  • Dio: 2.270.365
  • Satana: 10

Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

Qui trovate una lista delle persone uccise da Dio, ognuna con il riferimento biblico in cui vengono uccise. Una lista più dettagliata fornisce una stima del numero di persone uccise quando, nella Bibbia, non vengono fornite cifre precise come ad esempio quando il Diluvio Universale sterminò l’intera popolazione mondiale salvando solo la famiglia di Noé. L’autore di tale ricerca, Steve Wells (autore anche di Skeptic’s Annotated Bible), spiega che, secondo Wikipedia, si stima che fossero 30 milioni gli esseri umani presenti all’epoca dei fatti leggendari. Queste stime portano il computo totale delle vittime di Dio e di Satana a:

  • Dio: 32,9 milioni
  • Satana: 10

Adesso né lui né io vogliamo insinuare che Dio è cattivo e che Satana è buono. E nemmeno che tutte le vittime sono veramente morte per causa divina. Ma ditemi se la Bibbia può essere una buona base di insegnamento per i nostri figli. Se un bambino a Catechismo possa apprendere davvero una buona educazione e una buona morale avendo tra le mani un tale libro.

N.B.: non venitemi a raccontare che Satana, avendo tentato Eva, ha indirettamente causato la morte di tutte le persone da quel momento in poi. Perché è ben chiaro dalla Genesi che fu di Dio la decisione di condannare alla morte gli uomini. Oltre ovviamente ad aver creato lui il serpente (molto dopo identificato con Satana, ovvero Lucifero, ad ogni modo anche lui creato da Dio) e ad aver dato agli uomini il potere di peccare.

Chissà cosa ne pensa il caro Papa teologo grande intellettuale che tutti dovrebbero ascoltare e soprattutto lasciar parlare, tal Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger. Giuro, ma vorrei tanto che venisse su questo blog a scrivere un commento per spiegarci la ragione divina di milioni di vittime raccontante dal suo Libro Sacro. Ratzy, ti prego (sic!), commenta.

Grazie al Leviatano per la segnalazione

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Ratzinger non viene all’Università. Lesa la libertà di parola?

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No. Nonostante quello che dicano il Rettore, la CEI, Prodi, Berlusconi, Paolo Mieli, Mussi e tanti altri politici. Senza dilungarsi: se il Papa bussa a casa mia sono obbligato a farlo entrare per ascoltare quello che vuole dirmi? No. Se il Rettore ha poi un potere formale superiore agli stessi studenti, è semplicemente una stortura della storia, dal momento che dovrebbero essere gli studenti a decidere, direttamente. Almeno così nacquero le università: studenti che decisero di pagare i professori.

Ma soprattutto. Come si fa a ledere la libertà di parola di una persona che ha mille altre occasioni e luoghi in cui esprimersi, come dimostrano i quotidiani servizi sui telegiornali che riportano opinioni e dichiarazioni del pontefice? Ad esempio il TG1 di questa sera: 16 minuti di servizi sul papa che non va all’università, di cui solo 2 minuti di dichiarazioni degli studenti manifestanti, preceduti da 3 interviste a 3 studenti ben vestiti, allibiti e dispiaciuti per il forfait papale.

Le dichiarazioni di politici e giornalisti è sembrata una gara a chi difendeva di più la libertà di parola di qualcuno che non ha bisogno di essere difeso. Sembrava di sentire il ritornello di Berlusconi che, padrone di non so quante emittenti televisive (almeno 3 analogiche e 7 digitali), denunciò durante la campagna elettorale di essere stato imbavagliato.

Un consiglio al Ratzinger amareggiato per le proteste: che ce lo faccia sapere al più presto ciò che avrebbe voluto dirci all’università. Se erano dichiarazioni così importanti non conta dove vengono fatte. Chissà, magari noialtri potremmo imparare qualcosa di utile.

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