UdC: Italia al palo, affissioni abusive?

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UDC - sagome Italia

Roma, zona Università “La Sapienza”. Decine di supporti in plastica incollati a pali e ringhiere con sagome di cartoncino arancione a forma di Italia. L’UdC ha pensato bene di affidare la propria campagna elettorale ad una affissione probabilmente abusiva ma sicuramente disturbante ed inquinante. Con l’intelligente slogan “L’Italia non può restare al palo”.

Cartoncini che si staccano facilmente e imbrattano marciapiedi, supporti in plastica fortemente incollati, che rimangono sui pali anche molto tempo dopo la rimozione dello pseudo-volantino. Ma anche nessuna traccia di un’autorizzazione ministeriale. Oltre allo slogan, al simbolo e al sito web di Pierferdinando Casini, solo l’indicazione (tramite etichetta adesiva) del Committente responsabile, il Senatore Giuseppe Naro.

UdC - sagome Italia

Ma che bella immagine di sè che l’Unione di Centro (UdC) da al Paese. Un bel disprezzo per la città e i suoi cittadini. Anche a Genova è comparsa questa campagna, ne parla Marco Molinari che giustamente osserva: “non so quanto sia compatibile con il rispetto della cosa pubblica e le norme vigenti in regime di campagna elettorale.”

Ovviamente ho provveduto subito a fare una segnalazione alla polizia municipale che mi ha chiesto generalità e numero di cellulare prima di assicurarmi che avrebbero fatto subito un controllo. Il giorno dopo molte delle sagome sono ancora lì, e molte sono ancora in strada. Chissà, forse tale affissione non è abusiva… che ne pensate?

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Spaccarotella ha brandeggiato?

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Spaccarotella sostiene di aver “brandeggiato” l’arma in direzione dell’auto intimando l’alt e, in quel momento, di aver sentito partire il colpo (”Avevo il braccio destro teso e la mimica di chi vuole fermare qualcuno in fuga”). Il Dipartimento non gli crede. Non crede al “brandeggiamento” dell’arma. Crede al cortocircuito di chi vede sfuggire l’ultimo dei bersagli e tenta di arrestarne la corsa con un colpo impossibile. Che diventa volontario e omicida.

repubblica

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G8, le telefonate tra poliziotti e centrale: “Speriamo che muoiano tutti, 1-0 per noi”

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C’è la poliziotta che scherza sulla tragedia di Carlo Giuliani (”speriamo che muoiano tutti… tanto uno già…1 a 0 per noi..”), il funzionario che impreca per i ritardi, l’agente che non sa che accade, l’altro che racconta di teste spaccate, il capoufficio stampa di Gianni De Gennaro “dimenticato” per strada, il capo della celere distrutto dalla nottata, quello della Digos che cerca di disfarsi delle due molotov.

Queste ed altre le sconcertanti telefonate tra poliziotti e centrale di Genova (pubblicate qui da Repubblica), durante l’assalto alla Diaz. Come si fa a non vedere che se non c’è una regia ed una volontà politica della Destra, che all’epoca dei fatti era al Governo da pochi mesi, c’è un diffuso senso di impunità fra le forze dell’ordine, garantito da una classe politica fascista che difende sempre e comunque la Polizia solo per mantenere un controllo sulla popolazione ed una autorità forzosa? Non sarebbe semplicemente doveroso che chi controlla l’ordine di una società non possa commettere questi atti? Se poi affermassimo che i violenti, se non trovano posto nelle bande di teppisti, vanno ad arruolarsi, di quanto ci sbaglieremmo?

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USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria

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Una sentenza, destinata a fare storia, mette sullo stesso piano email e posta ordinaria, garantendo ad entrambe una riservatezza che, nel caso delle email, era fin troppo facile violare. Ora, da parte delle autorità, per poter leggere in contenuto di una email, sarà necessario un mandato di un giudice, emesso prima. Per approfondire consiglio la lettura di questo articolo di Punto Informatico:

Il caso Warshak contro Stati Uniti è destinato forse a cambiare per sempre la giurisprudenza americana: con una sentenza a sorpresa un giudice della Sesta Corte Federale ha accettato il ricorso contro l’intercettazione della propria corrispondenza telematica presentato dal querelante Steven Warshak, noto per la sua discutibile attività di compravendita di prodotti legati al sesso e altrove sotto processo a causa di presunte frodi e appropriazione indebita.

Ad essere stata bocciata è una legge nota con il nome di SCA (Stored Communication Act), utilizzata fino ad oggi dagli investigatori per giustificare l’accesso alle caselle online di Warshak. Secondo i magistrati questa norma è incostituzionale e pertanto andrebbe cancellata.
Continua a leggere ‘USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria’

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Pistola elettrica usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti statunitensi

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Fa orrore l’uso di pistole elettriche, o taser, da parte delle forze dell’ordine statunitensi (che avviene ormai da anni), le quali riducono spesso in uno stato di immobilità e di incoscienza la vittima, dopo aver provato acutissimo dolore. Amnesty International lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser. I promotori di quest’arma sostengono che è molto utile e molto meno letale di altre. Ma come al solito dipenda da da chi le usa. In Texas, infatti, la pistola elettrica è stata usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti. Ecco l’intera vicenda descritta da un post di Punto-Informatico:

I taser, le pistole elettriche diffuse ormai da tempo presso le forze di polizia statunitensi, continuano a far parlare di sé. Una triste vicenda accaduta in Texas infatti riporta all’attenzione delle cronache il rischio di abusi connesso con l’impiego di questi strumenti ad alta tecnologia, noti come “arme non letali”.

Gli avvenimenti li ricostruisce The Register, quelli relativi alla richiesta di soccorso al 911, il numero delle emergenze, da parte di un residente locale, un 52enne diabetico.

Il primo a presentarsi dopo la richiesta di soccorso è stato un poliziotto, che ha poi chiesto ulteriore supporto. Una volta presenti sei o sette poliziotti, per ragioni che vanno ancora appurate, questi hanno utilizzato i taser contro l’uomo, uno shock elettrico dopo il quale è stato ammanettato. La situazione è tornata alla “normalità” solo con l’arrivo dell’ambulanza: i medici si sono presi cura del paziente e hanno chiesto e ottenuto la rimozione delle manette.

Nessuna denuncia è stata sporta dalla polizia contro l’uomo il quale, invece, sta sollevando un polverone ritenendosi, lui di colore, vittima di un episodio razzista e inaccettabile. Una prima indagine condotta dal distretto locale di polizia ha dichiarato che l’uso del taser è avvenuto “nell’ambito di quanto previsto dalle policy” della polizia. Ma la storia non finisce qui, l’avvocato dell’uomo preannuncia battaglia.

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Gianni De Gennaro, capo della polizia, destituito e indagato

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Gianni De Gennaro è stato destituito in giornata dal ruolo di capo della polizia e, in serata, si è sparsa la notizia della sua iscrizione nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001, quando la polizia fece irruzione nella scuola Diaz malmenando civili inermi, salvo poi costruire false prove (scoperte grazie al RIS di Parma) per giustificare tanta brutalità. L’ipotesi di reato è niente di me no che di istigazione alla falsa testimonianza.

Ecco come presenta la stampa queste due notizie:

Romano Prodi annuncia in Aula il cambio alla guida della polizia e subito si scatena la bufera. “E’ stato concordemente convenuto che il capo della Polizia, De Gennaro, sarà sostituito nel suo incarico al termine del suo settimo anno di mandato”, ha detto il premier. “Ennesimo atto di arroganza” gli ha subito risposto Pierferdinando Casini al quale non è bastata l’assicurazione giunta dal premier che il nuovo vertice della pubblica sicurezza sarà nominato “consultando l’opposizione”. Ma il ministro dell’Interno dice: “Polemiche fuori luogo”. (…) “In un Paese civile - gli risponde il capogrupo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena - verrebbe considerato scandaloso esempio di arroganza non il normale avvicendamento, dopo sette anni, del Capo della Polizia, De Gennaro, ma il fatto che il medesimo Capo della Polizia sia rimasto imperturbato al suo posto dopo una vicenda gravissima, che ha scandalizzato tutto il mondo, come quella di Genova nei giorni del G8 e che ancora ci resti dopo la confessione dell’ex vicequestore Fournier” (repubblica.it)

Gianni De Gennaro indagato nell’inchiesta sul G8 di Genova

ROMA - Il capo della Polizia, Gianni De Gennaro, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell’ambito dell’inchiesta sul G8. A quanto si è appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l’iscrizione, alcuni giorni fa, sarebbe stata fatta per l’ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza. (repubblica.it)

Ringrazio swampthing per la segnalazione.

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Condannata la Polizia per il G8 di Genova

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Alzi la mano chi ha sentito questa notizia nei media “ufficiali”. Sembra che la censura su questa condanna sia stata quasi totale.
Eppure qualche settimana fa il Ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subi’ da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina se ne stava seduta con le mani dipinte di bianco alzate in aria. La Polizia si sarebbe difesa spiegando che era impossibile distinguere tra le mani bianche della signora e i Black Block. Non sono stati condannati i poliziotti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati. A quando i numeri sui caschi delle forze dell’ordine?
Per maggiori informazioni www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=3963

(Via Jacopo Fo)

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Roma: poliziotti violenti

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C’è chi dice che quando ce né bisogno, fanno bene i poliziotti a picchiare duro. Non sono d’accordo. Ma anche a volerlo concedere, perché un poliziotto dovrebbe rubare una fotocamera ad una signora e poi, con l’aiuto di suoi colleghi, picchiarla in testa con i manganelli quando questa si fa avanti per riavere la fotocamera? In questo video, che sta facendo già il giro dei blog italiani, si vede proprio questa scena avvenuta durante gli scontri sugli spalti dello Stadio Olimpico in occasione della partita di andata di Champions League Roma-Manchester. Se portate il cursore del video a 1:10 (o 1:30 dalla fine) vedrete questa signora con la fotocamera nella parte destra dell’inquadratura pian pian spostarsi verso il basso a sinistra dove verrà picchiata. Le scene sono violente e il linguaggio (in inglese) abbastanza volgare, ma qualora non foste troppo impressionabili vi consiglio la visione.

Semplice considerazione: dal momento che esistono sanzioni disciplinari e penali per questo tipo di comportamento violento da parte delle forze dell’ordine, perché non facilitarne il riconoscimento numerando i caschi in modo ben chiaro? In questo modo, come i tifosi-teppisti, anche i poliziotti-esagitati potranno pagare per le loro azioni violente. Mi sembra un buon modo per non far sembrare ancor di più che gli stadi siano una zona franca, sia per la tifoseria che per la polizia.

Da sottolineare come il prefetto di Roma Achille Serra aveva snobbato le critiche del governo inglese all’operato delle forze dell’ordine da lui coordinate. Evidentemente non è stato molto attento ai fatti.

[via terrorpilots]

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