Kiva.org: micro-prestiti che cambiano vite

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Kiva.org

Che la beneficenza a volte si trasformi in un buco nell’acqua è purtroppo una realtà che è difficile ignorare. Se poi i governi dei Paesi a cui gli aiuti economici sono destinati si interpongono e dilapidano, per non dire di peggio, quello che persone generose hanno elargito… beh viene voglia di trovare un altro sistema per aiutare concretamente le persone che hanno bisogno di aiuto economico.

Kiva è la cosa che più si avvicina alla soluzione. Si tratta di una piattaforma di micro finanziamento, rivolta a piccoli imprenditori dei paesi in via di sviluppo, gestita da un organizzazione senza scopo di lucro che mette in contatto persone che hanno bisogno di un prestito (spesso cifre che a noi ricchi del mondo sembrano irrisorie) con persone che vogliono fare del bene bypassando governi e arrivando direttamente ai destinatari, ma potendo anche monitorare il successo del prestito. Tutti possiamo contribuire ad una specie di prestito collettivo, dal momento che si può prestare anche solo 25$, fino ad arrivare insieme decine di creditori alla cifra totale richiesta.

Kiva si appoggia a decine di associazioni internazionali di microcredito per fornire una valutazione del rischio del prestito (come l’International MicroLoan Fund) e viene stilata una statistica sul rischio che il prestito non venga mai restituito. In pratica, più del 94% dei prestiti viene restituito e la cifra può essere subito reinvestita o recuperata.

Kiva si avvale di PayPal per le transazioni economiche ma ha come supporter anche colossi come Youtube (che ha donato 120 milioni di dollari in banner pubblicitari), Google (che offre spazi pubblicitari gratuiti a Kiva), Lenovo (che offre PC per l’amministrazione di Kiva) o Lex Mundi (che offre consulenze legali nei nuovi paesi in cui Kiva comincia a lavorare).

Il bello di Kiva è che coloro che chiedono prestiti sono persone che, nonostante vivano in condizioni economiche disagiate, hanno attività commerciali e si danno davvero da fare per aumentare il loro giro d’affari e, di riflesso, aiutano la propria comunità e il benessere collettivo a crescere. Sono quindi le persone più affidabili a cui prestare denaro, perché il successo del prestito (e dell’eventuale successiva richiesta) dipende dalla loro stessa onestà e dedizione al lavoro. Inoltre queste persone, rivolgendosi a Kiva, si impegnano, tramite il sito stesso kiva.org, a mantenere informati tutti coloro che hanno partecipato al prestito.

E’ molto semplice partecipare: basta avere un conto PayPal (che si apre con una carta di credito o un contocorrente) e scegliere il piccolo imprenditore o il gruppo di imprenditori che si vuol finanziare. Contestualmente al prestito si può scegliere di donare una piccola somma Kiva, per supportare il lavoro che c’è dietro a questa piattaforma.

Per conto mio, ho partecipato al finanziamento di due imprenditori e di un gruppo di 6 imprenditori:

  • Mahbuba Khasanova, una sarta del Tajikistan che ha bisogno di nuove stoffe.
  • Florence Patou, una farmacista del Togo che deve acquistare acqua potabile imbottigliata.
  • Il gruppo EDJROMEDE TCHIAN (formato da Bernadette Zokpenon, Véronique Adokpo Danon, Claudine Loko, Yvonne Dah Nakezenon, Suzanne Vodounou e Kpodjava Kounou) del Benin che devono acquistare noci di palma per estrarne l’olio di palma da rivendere.

Tutto questo non cambierà di certo il mondo, ma se voleste anche voi partecipare o fare un po’ di pubblicità a questo intelligente sistema di finanziamento distribuito… beh, molte brave persone cambieranno la loro vita. In meglio.

Ringrazio sentitamente Sergio per aver condiviso con me alcune considerazioni sulla sua esperienza personale ed aver fugato gli ultimi dubbi prima della mia partecipazione attiva in Kiva.

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Berlusconi: tagli alle tasse

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Ci avete creduto anche questa volta? Bravi.

Berlusconi - tagli alle tasse

via, via

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L’Amore non ha Sesso, parte seconda: Gigi d’Alessio, Anna Tatangelo ed Elio

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Forse qualcuno voi si ricorderà dell’articolo che ho scritto qualche mese fa e che si intitolava Di ritorno dal Gay Pride: “L’Amore non ha Sesso”. Ovviamente non sono stato il primo a coniare l’espressione L’Amore non ha Sesso, ma è probabile che fra i 4291 lettori dell’articolo ci fosse Gigi d’Alessio. Al Festival San Remo, ho saputo, Anna Tatangelo ha infatti cantato una canzone intitolata Il mio amico. Questo brano include un verso che recita proprio la frase “L’Amore non ha Sesso”. Scrivendo tale frase su Google, il mio articolo di giugno scorso appare in seconda posizione, dopo un post che parla proprio della canzone della Tatangelo. Giusto per provare ad immaginare una certa ispirazione.

Ora, a parte la bellissima parodia musicale di Elio e le Storie Tese (via Giavasan), è una canzone che fa riflettere. C’è davvero l’intenzione di sfatare un tabù, di sollecitare alla tolleranza, di accentuare l’accettazione nei confronti degli omosessuali? Forse. Purtroppo però ci sono alcuni versi che sono lo specchio di una morale distorta, nonostante l’amicizia che lega Anna al suo parrucchiere omosessuale, tale Claudio. Intanto, incidentalmente, questa canzone fa passare l’equazione gay = truccatore e parrucchiere. Ma pazienza potremmo dire. Dopo di che, ci si potrebbe chiedere l’esatto significato della frase “non sa che anche tu sei uguale a noi”. A noi chi? Noi, quelli normali? Una frase che rasenta l’omofobia e che fa pensare ad una canzone solo falsamente impegnata. E e si continua con “mi fa tanta tenerezza”, che sa tanto di “mi fa pena”.

Ad ogni modo spero che più che altro passi la probabile l’intenzione, la frase “L’Amore non ha Sesso”, e che si riesca a cambiare non solo le intenzioni delle persone, ma anche la loro visione del mondo. Forse servirà una nuova generazione. Un’altra.

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Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi

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Processo Sme. Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, la difesa ha invece ottenuto il proscioglimento. Perché il falso in bilancio non è più reato penale. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato, Silvio Berlusconi.

La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Nel processo la posizione di Silvio Berlusconi era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato (fonte).

Ovviamente in tutto ciò non vi è conflitto di interessi. Il Governo Berlusconi e Silvio Berlusconi, infatti, non erano in conflitto, ma volevano entrambi la stessa cosa.

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

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Che ci crediate o no, ci sono persone, qui in Italia e all’estero, che non solo sono Cristiane, ma prendono anche la Bibbia come loro Libro Sacro. Le chiamano Sacre Scritture. Sono invocate, recitare, citate e prese ad esempio, quindi, per forza di cose, tale testo è, per loro, affidabile, una guida morale, e racconta fatti importanti e utili a capire il volere del Signore Iddio e tante altre belle cose così.

Ebbene, un simpatico blogger si è preso la briga di contare quante uccisioni sono state attribuite, in questo libro sacro, a Dio e a Satana. Contando esattamente le cifre indicate nella Bibbia, questo è il risultato:

  • Dio: 2.270.365
  • Satana: 10

Chi ha ucciso più persone nella Bibbia? Dio o Satana?

Qui trovate una lista delle persone uccise da Dio, ognuna con il riferimento biblico in cui vengono uccise. Una lista più dettagliata fornisce una stima del numero di persone uccise quando, nella Bibbia, non vengono fornite cifre precise come ad esempio quando il Diluvio Universale sterminò l’intera popolazione mondiale salvando solo la famiglia di Noé. L’autore di tale ricerca, Steve Wells (autore anche di Skeptic’s Annotated Bible), spiega che, secondo Wikipedia, si stima che fossero 30 milioni gli esseri umani presenti all’epoca dei fatti leggendari. Queste stime portano il computo totale delle vittime di Dio e di Satana a:

  • Dio: 32,9 milioni
  • Satana: 10

Adesso né lui né io vogliamo insinuare che Dio è cattivo e che Satana è buono. E nemmeno che tutte le vittime sono veramente morte per causa divina. Ma ditemi se la Bibbia può essere una buona base di insegnamento per i nostri figli. Se un bambino a Catechismo possa apprendere davvero una buona educazione e una buona morale avendo tra le mani un tale libro.

N.B.: non venitemi a raccontare che Satana, avendo tentato Eva, ha indirettamente causato la morte di tutte le persone da quel momento in poi. Perché è ben chiaro dalla Genesi che fu di Dio la decisione di condannare alla morte gli uomini. Oltre ovviamente ad aver creato lui il serpente (molto dopo identificato con Satana, ovvero Lucifero, ad ogni modo anche lui creato da Dio) e ad aver dato agli uomini il potere di peccare.

Chissà cosa ne pensa il caro Papa teologo grande intellettuale che tutti dovrebbero ascoltare e soprattutto lasciar parlare, tal Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger. Giuro, ma vorrei tanto che venisse su questo blog a scrivere un commento per spiegarci la ragione divina di milioni di vittime raccontante dal suo Libro Sacro. Ratzy, ti prego (sic!), commenta.

Grazie al Leviatano per la segnalazione

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Il pedobattesimo moderno

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BattesimoDicesi “pedobattesimo moderno” il battesimo somministrato ad un neonato in epoca moderna e più precisamente, nell’accezione da me usata della parola “moderno”, “domenica scorsa”. In questo breve saggio mi occuperò dell’interpretazione parrocchiale di tale pratica neotestamentaria e di alcune esilaranti implicazioni dalle baggianate che i molti presenti ed io abbiamo dovuto ascoltare. Più di qualcuno, all’uscita, si mostrava infatti decisamente perplesso. Chiamerò il battesimando “Piergiorgio”, in ottemperanza al diritto alla privacy del pargolo.

Durante la cerimonia, disse il parroco:

“E’ stato calcolato che possiamo amare 3400 persone, Dio ne ama 6 miliardi… ma Dio è Dio!”

Non credo sia necessario un commento, ma già che ci sono: vuol forse dire il parroco che il rapporto tra un essere sovrannaturale presunto “creatore del cielo e della terra” e un semplice essere umano sia 6 miliardi diviso tremilaquattrocento, ovvero che Dio è solamente 1 milione e 700 mila volte più fico di noi (notare la citazione da Genesi 3,7)? E dove li mettiamo i 60 miliardi di esseri umani che, secondo le stime, sarebbero esistiti nei millenni? Forse Dio non si occupa dei morti? La dottrina cristiana suggerisce invece che i morti son ancor più amati e tenuti vicino ad Egli.

Ad un certo punto il parroco ha dichiarato che

“I genitori gli hanno dato la vita materiale, ora riceverà la vita divina.”

Lungi dal voler contestare la veridicità di tale affermazione, ci chiediamo comunque se intendessi dire “vita spirituale”.

Poco prima di eseguire sul pargolo il lavaggio del cuoio capelluto, il parroco ha affermato con veemenza che

“Con questa cerimonia Piergiorgio si prende l’impegno di diventare figlio di Dio, impegno che verrà confermato con la cresima.”

Di fatto, il parroco attribuisce al pargolo una forte intenzionalità nel voler ricevere il sacramento, intenzionalità che purtroppo l’infante non può evidentemente avere, vista la tenerissima età. Ma nell’attribuzione il parroco si spinge fino alla pianificazione della vita spirituale (ops, divina) del fanciullo fino ai 13-14 anni, età in cui, dopo il catechismo e la prima comunione, si arriva finalmente alla cresima. Dunque evviva la libertà di religione.

In un breve excursus bibliografico, il parroco narra dell’episodio del battesimo di Gesù Cristo di Nazareth che, alla tenera età di 30 anni si fece battezzare, dimenticandosi, il parroco, di sottolineare che Gesù Cristo di Nazareth non ha mai detto: “ah però, a parte me, sono i neonati a dover essere battezzati”. Infatti per secoli i battezzandi furono sempre e solo maggiorenni e vaccinati, anche nella chiesa cattolica.

Il brano neotestamentario citato dal parroco per illustrare l’importanza del battesimo è Luca 3,22 “Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto” (vedi illustrazione), frase attribuita ad una voce tonante scaturitasi dal cielo subito dopo il primo battesimo della storia. Sorvoliamo come una voce dall’alto che parla ad un figlio a mollo nel Giordano, implicherebbe, a rigor di logica, la nullità della Santissima Trinità. Ma è un Mistero, e su questo concetto puntano sovente i chierici.

Unico accenno al peccato originale, teoricamente centrale nel battesimo moderno ma assai trascurato nel briefing di preimmersione, è in quella che viene chiamata “Preghiera di esorcismo”, introdotta dal parroco in codesto modo:

“La Preghiera di esorcismo… esorcismo è una parola strana che vuol dire “liberazione”, serve a liberare Piergiorgio dal peccato originale.”

Non si è parlato né di mele, né di serpenti, ma solo un certo Satana, probabilmente un chitarrista divenuto famoso a Woodstock nel 1969.

Dopo aver riempito uno strano mestolo di acqua, ed averla repentinamente versata sul capo del fanciullo, il parroco ha pronunciato la significativa frase:

“Adesso Piergiorgio è diventato figlio di Dio”

Da cui spontanea la domanda “e prima di chi era figlio?” Chi l’ha creato? Forse il chitarrista? Oppure, speriamo di no, il Demonio? Non ci è dato sapere poiché, come al solito, è un Mistero. Però la cosa certa è che un pargolo, prima di subire un battesimo, non è figlio di Dio.

Raccomandazione finale del parroco, probabilmente sollecitata dai volti annoiati dei presenti, è stata la spiritualissima:

“Mi raccomando, voglio vederlo più spesso”

Si conclude così questo breve saggio sul pedobattesimo moderno. Nelle prossime settimane analizzerò la “consolazione funebre”, un viaggio fra la certezza del Paradiso e le conseguentemente stupide lacrime dei parenti, “l’Assunzione di Maria”, un’indagine sociologica fra religione e precariato, e infine “Lazzaro contro Ippocrate”, uno studio interdisciplinare fra miracoli e medicina: chi vincerà i fondi per la ricerca?

Ah, dimenticavo: tutto ciò non vuol essere una critica alla fede cattolica, sia ben chiaro. Essa è l’unica vera fede, come lo è qualsiasi altra fede, Islam, Induismo e Pastafarianesimo compresi.

Tratto da un mio articolo su se non la realtà

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Problemi con i commenti: rimessi on line un mese di commenti finiti per errore in moderazione

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Faccio le mie scuse a tutti i miei letto che hanno scritto commenti in tutto il mese di Agosto. Il mio filtro anti-spam che dovrebbe proteggere questo blog da commenti indesiderati quali pubblicità a farmaci o pornografia, si è comportato in modo troppo zelante, bloccando decine di commenti leggittimi.
Ho appena rimesso tutti i commenti on line ho cambiato le impostazioni con cui il filtro anti-spam agisce e quindi non dovrebbero più esserci problemi.
Mi scuso ancora per il prolungato disagio e spero e nessuno abbia pensato alla censura :)
Grazie.

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Petizione: Class Action anche in Italia, contro la pedolifia, ma non solo

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Il caso della diocesi di Los Angeles che ha recentemente pagato 660 milioni di dollari alle 508 vittime di pedofilia nell’arco di 60 anni, è la dimostrazione di come una azione di classe (class action) sia l’unico sistema per un gruppo di persone povere per far valere i propri diritti. Ovviamente non sono solo i casi di abusi sessuali su minori che beneficerebbero di tale istituto. Il caso di Erin Brockovich (poi divenuto un film) ne è un altro esempio. E in Italia? Bisogna firmare una petizione promossa dall’Italia dei Valori e da molte associazioni civili. Qui la petizione on-line, mentre sul blog di Jacopo Fo troverete ulteriori informazioni. Ecco un estratto esplicativo:

La vittima “tipo” del reato di pedofilia, in Italia e altrove nel mondo e’ spesso individuata dagli aguzzini negli strati marginali della societa’, nei ceti meno abbienti, insomma tra i poveri. Una vittima povera e’ “ideale” perche’ normalmente non ha la possibilita’ di reagire ai soprusi con una causa legale, troppo costosa, troppo lunga.
Dove esiste la “Class Action” le vittime non abbienti possono reagire in gruppo ottenendo quasi sempre risarcimenti e cospicue compensazioni economiche per i danni subiti dal medesimo criminale: la class action e’ infatti gratuita, essendo le spese processuali totalmente a carico degli avvocati che tutelano gli interessi del gruppo di vittime (”la classe”), inoltre e’ rapida ed efficace, in quanto normalmente (ben
oltre l’80% dei casi) si risolve con una conciliazione amichevole “pre-giudiziale”, ovvero un accordo tra le parti che avviene addirittura prima dell’inizio del processo vero e proprio, evitando cosi’ la possibilita’ dei corsi e ricorsi processuali (nei vari gradi di giudizio) e di conseguenza abbreviando drasticamente i tempi e i costi della giustizia.

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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