Torturatori torturati: la colpa contiene la punizione

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In Usa iniziano le cause intentate dai soldati utilizzati come torturatori nei carceri in Iraq, Afghanistan eccetera… per ottenere indennizzi.
Questi reduci lamentano uno stato di panico continuo. Aver compiuto atti abominevoli ha scatenato in loro la fobia di essere a loro volta torturati.
Essendosi resi spaventosi, avendo praticato la mostruosità, hanno perso la fiducia nella propria bontà e vivono gli altri come riflesso di se’ stessi. Il corto circuito mentale che li tortura e’ semplice: “Se io sono capace di quello che ho compiuto allora anche gli altri esseri umani ne sono capaci, quindi vivo in mezzo ai mostri, quindi sono terrorizzato”.
Queste persone non riescono più ad andare in metropolitana o a camminare in un centro commerciale affollato.
In effetti non c’è niente di peggio che soffrire di UMANOFOBIA (paura dell’umano).
La colpa contiene la punizione.

dal blog di Jacopo Fo

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Saddam: la strategia della vendetta

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Fonte: Repubblica.it, articolo di Vittorio Zucconi.

CI VORREBBE più coraggio a risparmiargli la vita che a spegnerla, ma la banalità della vendetta sarà ancora una volta più forte dell’intelligenza della politica. La scontata sentenza di morte contro Saddam Hussein al-Majid al-Takriti, prodotta apparentemente da quella parodia di Norimberga che è stato il suo processo e forse già eseguita, è stata scritta tre anni or sono, al momento della sua estrazione dalla tana di topo dove si era nascosto e niente avrebbe potuto più cambiarla.

L’aveva firmata, in quel dicembre del 2003, George Bush, il Presidente della nazione occupante, quando aveva dichiarato alla BBC subito dopo la cattura che soltanto “la pena ultima (la morte)” sarebbe stato il giusto castigo per questo “disgustoso tiranno”.

Caso chiuso e Capodanno con il patibolo. Non sono serviti tribunali internazionali, giuristi e giudici di peso e di altre nazioni, come fu appunto a Norimberga. La sentenza era già stata depositata a priori. Tutto il resto, il processo con giudici destituiti e cambiati a piacere dall’immaginario governo di Bagdad, le procedure seguite un tanto a spanna verso il finale già scritto secondo le leggi scritte ancora dal Rais, la sentenza, l’appello farsa che ha richiesto ben 15 minuti di delibere, l’esecuzione, quando sarà stata eseguita, sono pantomime organizzate per dare una parvenza di legittimità giudiziaria alla vendetta finale del vincitore contro il vinto, soprattutto contro l’uomo che aveva “tentato di uccidere il mio papà”.

Nella guerra insieme globale e privata che da quasi sedici anni, dalla Tempesta nel Deserto, vede in campo Stati Uniti e Iraq ma senza che mai l’Iraq abbia aggredito gli Stati Uniti, alla fine il clan texano dei Bush ha saldato il conto con il clan sunnita dei Takriti. Continua a leggere ‘Saddam: la strategia della vendetta’

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Fallujah: la strage nascosta

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Dall’inchiesta di RaiNew24: Gli americani hanno iniziato la guerra in Iraq con la scusa di cercare le armi di distruzione di massa. Ma le hanno usate loro. Il video, con immagini molto impressionanti è disponibile in italiano qui (in formato wmv).

Dopo la guerra in Vietnam fu vietato l’uso del napalm ma ora gli americani usano l’MK 77, che ha gli stessi identici effetti sulle persone. E non solo. Hanno anche lanciato dagli elicotteri il cosiddetto fosforo bianco, che brucia e fonde i corpi. Dal servizio di Sigfrido Ranucci, che ne dimostra gli usi e gli effeti, ecco un estratto:

Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”.
È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.
Testimoni hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah.

Grazie a Francesco per la segnalazione.

AGGIORNAMENTO Continua a leggere ‘Fallujah: la strage nascosta’

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Guantanamo: gulag o villeggatura?

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La prigione di GuantanamoVi ricordate quando Silvio Berlusconi dichiarò: Mussolini? Un dittatore benigno. I morti ammazzati come Matteotti? Cancellati. La Resistenza? Un mito. Ed infine: il confino? Una villeggiatura.

Ebbene, secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, intervistato dalla CNN, i carcerati di Guantanamo non dovrebbero lamentarsi, perché vivono ai tropici. Ma non solo: sono trattati bene, nutriti bene, hanno tutto quello che vogliono, non possono lamentarsi anche perché l’amministrazione americana ha speso un mucchio di soldi per queste installazioni nuove di zecca.

Ma allora perché secondo Amnesty International, Guantanamo è invece l’equivalente contemporaneo di un gulag sovietico? (il 26 giugno, 2 giorni dopo la prima diffusione di questa notizia, fu indetta la “Giornata per le vittime della tortura“).
Intanto i componenti della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rimproverato il governo degli Stati Uniti di non aver dato seguito alla loro richiesta di accedere alla prigione di Guantanamo, richiesta per accertare le “gravi testimonianze di torture, crudelta’, trattamento disumano e degradante”, detenzione arbitraria e violazione dei diritti dei prigionieri. Perché non fare accedere dei commissari dell’Onu nel “Paese delle Meravigllie” di Guantanamo?
Continua a leggere ‘Guantanamo: gulag o villeggatura?’

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Petrolio italiano in Iraq: tornano le polemiche

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PetrolioL’Italia sarebbe a Nassiriya non per garantire la pace ma per proteggere i giacimenti petroliferi prenotati dall’Eni. La notizia, non nuova e oggetto di interrogazioni parlamentari già lo scorso anno, è stata rilanciata da un’inchiesta di RaiNews 24. Ed ha provocato la dura reazione dell’opposizione, che ha chiesto chiarimenti al Governo ed ha ribadito la necessità del ritiro del contingente italiano dall’Iraq. L’inchiesta di Sigfrido Ranucci ricorda un vecchio accordo tra Saddam e l’Eni, che risale alla metà degli anni ‘90, per lo sfruttamento di un giacimento di petrolio proprio nella zona di Nassiriya. E parla anche di uno studio commissionato dal ministero delle Attività produttive sei mesi prima dello scoppio della guerra in Iraq. Nel dossier si invita, in caso di guerra, a presidiare Nassiriya per non perdere l’ affare-petrolio Continua a leggere ‘Petrolio italiano in Iraq: tornano le polemiche’

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Berlusconi: Iraq, missione compiuta

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Silvio Berlusconi
La guerra è finita? Ad un anno e 10 mesi da quando George W. Bush dichiarò: “Mission accomplished”, e nessuno ci credette veramente, ecco il nostro premier Silvio Berlusconi che, colto in una illuminazione pre-elettorale, si accoda e dichiara: “Missione compiuta”. Anzi no.
Le parole del premier sono state un po’ più morbide: “Per l’Iraq si può cominciare a parlare di missione compiuta”.
Missione compiuta oppure no, guerra finita oppure no, in un paese dove si continua a morire a decine ogni giorno (con risalto giornalistico solo per le vittime più illustri o per le stragi più numerose) non è certo arrivata la pace.

Riportiamo un articolo del Corriere della Sera in cui vengono esposte le dichiarazioni di Berlusconi che verranno pubblicate domani su Il Foglio.

«Mission accomplished», aveva detto George W. Bush a bordo della portaerei «Lincoln» il primo maggio 2003. Berlusconi ripete ora le stesse parole tradotte in italiano: «Per l’Iraq si può cominciare a parlare di missione compiuta» Continua a leggere ‘Berlusconi: Iraq, missione compiuta’

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Fede contro Sgrena

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Giuliana Sgrena ed Emilio FedeMolto interesse nei nostri lettori hanno suscitato le dichiarazioni di Emilio Fede contro Giuliana Sgrena nel corso del TG4 e che hanno provocato l’ennesima, e giustificabile, reazione del Comitato di redazione del TG4 con un cominicato. Riportiamo i contienuti principali sottilineando solamente come Fede, nel suo perfetto stile, accusi la Sgrena di aver elogiato i rapitori e i guerriglieri mostrando il video realizzato quando la giornalista era ancora nelle mani dei rapitori.

Nel cominicato si legge: “Sorprende che un inviato di guerra di grande esperienza come il Direttore critichi (considerandole attendibili) le dichiarazioni rese dall’ostaggio in stato di evidente costrizione …” .

Ma non si può accusare qualcun0 di fare cattivo giornalismo quando giornalista non lo è che di nome.

Il Comitato di redazione del Tg4 contro l’Emilio Fede anti-Sgrena. In una nota il Cdr stigmatizza le parole che il direttore ha usato stasera durante tutta l’edizione del suo tg nel mostrare un video, registrato prima della liberazione della giornalista, e consegnato a Bagdad all’agenzia americana Aptn, in cui la giornalista, ancora sequestrata, ringrazia i suoi rapitori.

“Quelle di Giuliana Sgrena sono vergognose e squallide farneticazioni”, ha detto dalle telecamere del Tg4 Fede, attaccando “la giornalista comunista del Manifesto salvata dal nostro governo al prezzo della vita di Nicola Calipari”. Le immagini sono le stesse già viste venerdì scorso, con Giuliana Sgrena che appare seduta dietro a un tavolino con sopra un cesto di frutta per rassicurare che nel corso del sequestro è stata trattata bene.

Mentre queste scorrono, si inserisce però una voce fuoricampo che riferisce la versione dei guerriglieri sul sequestro e i tragici fatti del check point nei pressi dell’areoporto di Bagdad. Fede non manda in onda i fotogrammi in cui due terroristi con i mitra in mano appaiono alle spalle della donna Continua a leggere ‘Fede contro Sgrena’

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Liberata Sgrena dagli iracheni, ucciso Calipari dagli americani

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Giuliana SgrenaAlle 18:49, ora italiana, la tv araba Al-Jazeera annuncia la liberazione di Giuliana Sgrena, la gionalista de il Manifesto sequestrata in Iraq il mese scorso.

Durante le ovvie dichiarazioni di soddisfazione comincia però a circolare la notizia che l’auto che stava portando Giuliana Sgrena all’aeroporto è stata fatta bersaglio per errore da una pattuglia americana che ha aperto il fuoco. Gli occupanti della macchina assaltata erano la giornalista, tre mediatori ed un autista iracheno. Così, dopo un mese di trattative con i sequestratori per evitare che la giornalista del Manifesto facesse la stessa triste fine di Enzo Baldoni, ecco che la pallottola facile dei soldati statunitensi ha reso tutto vano.

Infatti è rimasto ucciso Nicola Calipari (uno dei mediatori, ex funzionario della Polizia di Stato, da oltre un anno passato ai servizi segreti), feriti la giornalista, un’altro mediatore e l’autista.

“C’è poco da dire, Giuliana è stata quasi ammazzata dagli americani”. Lo ha detto il compagno di Giuliana Sgrena, Pier Scolari. Mentre banale è stato il commento del presidente del senato Marcello Pera: “Onoriamo l’agente Calipari per il suo sacrificio” . Non è un sacrificio e non è nemmeno onorevole essere uccisi per errore. Semplicemente è un fatto che rivela la stupidità e l’inadeguatezza dell’esercito statunitense, nient’altro.

(fonte notizie: repubblica.it)

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Domani manifestazione per la liberazione di Giuliana Sgrena

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Vignetta di Vauro

Sono già numerosissime le adesioni alla manifestazione per la liberazione di Giuliana Sgrena organizzata per domani, a Roma, dal Manifesto. […]

Sono almeno 100mila i partecipanti attesi alla manifestazione. L’iniziativa promossa dal quotidiano il Manifesto prevede il concentramento del corteo alle 14 in piazza Esedra [Piazza della Repubblica]. Il corteo, come da programma, percorrerà un tratto di via Cavour e via dei Fori Imperiali. Poi da via del Teatro Marcello raggiungerà il Circo Massimo dove alle 17 in piazza di Porta Capena la manifestazione si concluderà con un concerto al quale è prevista la partecipazione di diversi gruppi e di alcuni cantanti, tra cui Assalti Frontali, Caparezza, Noureddine e Ricky Gianco.

Il corteo sarà aperto da un grande striscione con la scritta “Liberiamo la pace” per Giuliana, Florence e Hussein Continua a leggere ‘Domani manifestazione per la liberazione di Giuliana Sgrena’

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La guerriglia non è terrorismo

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Gianfranco FiniLa guerriglia non è terrorismo. Questa è la necessaria distinzione che ha dovuto fare il giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Milano Clementina Forleo. Per questo ha assolto 5 islamici dall’accusa di terrorismo internazionale mentre li ha condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, fabbricazione di documenti falsi e ricettazione. Riecheggia invece su tutti i giornali la dichiarazione di Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri:

Leggere le motivazioni con cui un giudice milanese ha assolto una cellula di integralisti islamici dall’accusa di terrorismo internazionale genera un sentimento di rabbia e incredulità. Non dubito della preparazione giuridica del Gup, ma distinguere in Iraq “attività di guerriglia” da “attività di tipo terroristico” e perciò richiamare la convenzione globale dell’uomo sul terrorismo e scrivere sulla sentenza che è ”notorio che nel conflitto bellico in questione strumenti di altissima potenzialità offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo”, significa mettere sullo stesso piano vittime e carnefici [le vittime a cui si riferisce sono gli iracheni, vittime anche della coalizione anglo-italo-americana, o i soldati italiani?]. Adesso saranno molti e rumorosi coloro che grideranno allo scandalo perchè gli esponenti politici non devono commentare le sentenze. Ma sono convinto che almeno in questo caso esprimere dolore e indignazione per simile disinvolto stravolgimento di una realtà che è sotto gli occhi del mondo intero [è sotto gli occhi del mondo intero che alcuni popoli sono esonerati dal reato di terrorismo, mentre altri non hanno il diritto di opporsi ad una invasione] sia semplicemente doveroso.

Il punto fondamentale è che se si prendesse alla lettera il discorso di Fini, allora qualsiasi azione bellica che ha provocato vittime fra i civili dovrebbe essere punita come atto terroristico, ma sappiamo benissimo che questo convolgerebbe sia gli americani che noi italiani. Di certo esiste anche il terrorismo in Iraq, ma non si può difendere un’invasione ignorando l’esistenza della guerriglia chiamandola terrorismo. E’ da codardi.

E’ invece da demagoghi la dichiarazione di Roberto Calderoli:

Mi si è rivoltato lo stomaco davanti ad una sentenza del genere. Ancora non è stato seppellito il povero Simone Cola e già si calpesta la sua memoria

Ma vediamo esattamente quali sono state le parole del Gup Continua a leggere ‘La guerriglia non è terrorismo’

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