Paura in orario

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Swampthing scrive sul blog Terrorpilot riguardo la manifestazione di Vicenza:

Paura a Vicenza: Così titola Studio Aperto, l’organo di propaganda di Forza Italia.
Per ora è tutto tranquillo, sono costretti ad ammettere, ma siamo appena all’inzio.

Sempre per la serie, siamo con berlusconi e quindi vi insultiamo, Libero titola oggi “Centomila matti in piazza”. Vittorio Feltri fa schifo.
Il Giornale, l’organo di stampa della famiglia Berlusconi titola invece “Un sabato anti-americano di paura- Unione in piazza contro il governo”.

Indignato, mi è sembrato giusto rispondere come segue:

Ma che dite?? Tv e stampa sono in mano ai comunisti, no? E se questi dicono “Paura a Vicenza” allora sono i comunisti che manifestano contro i comunisti, no? Siamo al ridicolo! No? Perché è ovvio che chi ha votato per qualcuno DEVE essere d’accordo in tutto e per tutto, no? Come ai tempi del dvce in cui i treni partivano in orario e non c’era tutta questa schifosa mania della pace… o no?

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Le armi disumane del futuro

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Il Dipartimento della Difesa USA ha presentato ai media l’arma non-letale del futuro: il phaser di cui si parla da anni potrebbe entrare a far parte dell’equipaggiamento dei militari nel 2010. Si chiama Active Denial System (ADS). Nel resto dell’articolo parleremo del governo di Singapore che promette una lauta ricompensa a chi riuscirà a produrre robot da battaglia capaci di operare in ambiente metropolitano, spostarsi autonomamente, aprire porte… e colpire duro il nemico.

Active Denial System
Realizzata per per disperdere le folle nelle manifestazioni che volgono alla violenza, oppure presso i checkpoint in zone a rischio guerriglia (anche in situazioni di guerra), l’arma provoca a chi ne è colpito una sensazione di calore improvvisa, dolorosa e terrorizzante come se i vestiti, anche i più pesanti, cominciassero ad incendiarsi. Un intenso calore però che non lascia alcun segno: il raggio elettromagnetico ad una frequenza di 95 GHz penetra solamente attraverso gli strati più superficiali dell’epidermide, per meno di mezzo millimetro. Quanto basta a colpire le terminazioni nervose facendo percepire la sensazione del contatto con un corpo a temperatura di cinquanta gradi. Nessuna conseguenza, assicurano i militari, se non il deflusso di una folla spaventata.

Le preoccupazioni riguarda le possibili conseguenze per gli occhi sono state respinte: si è verificato, mediante test su animali, che i riflessi inducono a distogliere lo sguardo prima che l’irraggiamento possa provocare danni. Wired News, fra gli altri, lo scorso anno avanzava il dubbio che l’arma potesse favorire l’insorgere di cancro, ma non si hanno conferme in merito agli effetti a lungo termine dell’esposizione ai raggi.

Un altro ordine di preoccupazioni è rappresentato dai potenziali modi di armeggiare con l’ADS. Se infatti l’Active Denial System è considerato, almeno nell’immediatezza, non letale, un uso improprio potrebbe trasformarlo in un’arma offensiva a tutti gli effetti, tutt’altro che umana. In spazi angusti in cui la fuga è poco praticabile, o nel caso in cui fosse utilizzato a distanze ravvicinate, puntato contro persone impossibilitate a muoversi, l’ADS potrebbe rivelarsi fatale per la persona colpita.

Robot da guerra
Singapore ha lanciato un concorso per premiare chi sarà in grado di realizzare i migliori roboguerrieri da città, robot cioè capaci di far fronte a situazioni di guerriglia urbana. Offre un milione di dollari locali (vale a dire circa 500mila euro) a chi sarà capace di “costruire un robot in grado di operare autonomamente in condizioni di guerra urbana”.

A parte le grosse difficoltà tecniche e di intelligenza artificiale che comporta una realizzazione di questo tipo, bisogna tener conto che un robot completamente autosufficiente sarebbe anche difficilmente controllabile in caso di guasti o azioni disumane.

(fonti: PI e PI)

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Saddam: la strategia della vendetta

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Fonte: Repubblica.it, articolo di Vittorio Zucconi.

CI VORREBBE più coraggio a risparmiargli la vita che a spegnerla, ma la banalità della vendetta sarà ancora una volta più forte dell’intelligenza della politica. La scontata sentenza di morte contro Saddam Hussein al-Majid al-Takriti, prodotta apparentemente da quella parodia di Norimberga che è stato il suo processo e forse già eseguita, è stata scritta tre anni or sono, al momento della sua estrazione dalla tana di topo dove si era nascosto e niente avrebbe potuto più cambiarla.

L’aveva firmata, in quel dicembre del 2003, George Bush, il Presidente della nazione occupante, quando aveva dichiarato alla BBC subito dopo la cattura che soltanto “la pena ultima (la morte)” sarebbe stato il giusto castigo per questo “disgustoso tiranno”.

Caso chiuso e Capodanno con il patibolo. Non sono serviti tribunali internazionali, giuristi e giudici di peso e di altre nazioni, come fu appunto a Norimberga. La sentenza era già stata depositata a priori. Tutto il resto, il processo con giudici destituiti e cambiati a piacere dall’immaginario governo di Bagdad, le procedure seguite un tanto a spanna verso il finale già scritto secondo le leggi scritte ancora dal Rais, la sentenza, l’appello farsa che ha richiesto ben 15 minuti di delibere, l’esecuzione, quando sarà stata eseguita, sono pantomime organizzate per dare una parvenza di legittimità giudiziaria alla vendetta finale del vincitore contro il vinto, soprattutto contro l’uomo che aveva “tentato di uccidere il mio papà”.

Nella guerra insieme globale e privata che da quasi sedici anni, dalla Tempesta nel Deserto, vede in campo Stati Uniti e Iraq ma senza che mai l’Iraq abbia aggredito gli Stati Uniti, alla fine il clan texano dei Bush ha saldato il conto con il clan sunnita dei Takriti. Continua a leggere ‘Saddam: la strategia della vendetta’

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Medio oriente: chi appoggia un cessate il fuoco immediato?

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Questo è il titolo del giornale “The Independent” di oggi di cui in figura è riportata la copertina.

Copertina del The Independent

La risposta è affidata alla grafica più che alle parole. Israele, per attaccare le postazioni Hezbollah in cui sarebbero sequestrati 2 soldati israeliani, sta bombardando il Libano uccidendo decine civili innocenti. In questa crisi solo Israele stesso, gli USA e il Regno Unito si schierano contro il cessate il fuoco. In una ragione già incandescente, queste tre bandierine scelgono di approfittare della situazione per chiudere i conti con gli Hezbollah, piuttosto che cercare di non esagerare ed esasperare gli animi. Tutte le altre bandierine quando smetteranno di aver paura degli USA e cominceranno a pretendere la pace?

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Caro Herr Papa

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerIl blog de Il Messia, blog di satira religiosa altrimenti semiserio, ha pubblicato un post che, commentando le parole di Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, invita ad alcune riflessioni che sono forse troppo ovvie affinché se ne parli nei telegiornali, per cui sembra quasi che l’argomento sia censurato. Dico, sembra.

Benedetto XVI: «Io sono oggi qui (ad Auschwitz) come figlio del popolo tedesco, di quel popolo tedesco usato da un gruppo di criminali

Caro Herr papa, quel popolo ha votato il gruppo di criminali e li ha fatti andare al potere democraticamente, ha guardato i film in cui si spiegava perchè alcune razze erano inferiori geneticamente e perchè alcune categorie di persone andavano sterminate, e non ultimo ha seguito il capo fino alla fine, salvo ovviamente i pochi congiurati dell’attentato del ‘44. E se il feldmaresciallo Erwin Rommel, eroe nazionale e idolo della propaganda nazista, ha avuto il coraggio di appoggiare i congiurati, vuol dire che era tanto difficile per il giovane soldato Ratzinger dissociarsi dalla guerra e abbandonare il reggimento in cui lui stava servendo questo “gruppo di criminali”?

Il Ratzinger teologo cerca risposte all’inquietante silenzio divino davanti al Male: « «Perché Signore hai taciuto? Perché hai potuto tollerare tutto questo?

Caro Herr papa, forse dovresti chiedere perchè Pio #12 ha taciuto e ha potuto tollerare tutto questo. Non mi risulta che, anche per i più devoti, dio faccia edizioni straordinarie del TG2 in privato.

Accanto agli ebrei, Benedetto XVI ricorda anche i polacchi, i russi, i rom e quei tedeschi che finirono ad Auschwitz perché si opposero a Hitler.

Caro Herr papa, c’era un’altra categoria di persone che finivano lì e che venivano uccise. Ma tale categoria sta un po’ indigesta al papa, che evidentemente non disapprova del tutto il trattamento riservato agli omosessuali.

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Fallujah: la strage nascosta

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Dall’inchiesta di RaiNew24: Gli americani hanno iniziato la guerra in Iraq con la scusa di cercare le armi di distruzione di massa. Ma le hanno usate loro. Il video, con immagini molto impressionanti è disponibile in italiano qui (in formato wmv).

Dopo la guerra in Vietnam fu vietato l’uso del napalm ma ora gli americani usano l’MK 77, che ha gli stessi identici effetti sulle persone. E non solo. Hanno anche lanciato dagli elicotteri il cosiddetto fosforo bianco, che brucia e fonde i corpi. Dal servizio di Sigfrido Ranucci, che ne dimostra gli usi e gli effeti, ecco un estratto:

Ho sentito io l’ordine di fare attenzione perché veniva usato il fosforo bianco su Fallujah . Nel gergo militare viene chiamato Willy Pete. Il fosforo brucia i corpi, addirittura li scioglie”.
È questa la tremenda testimonianza di Jeff Englehart, veterano della guerra in Iraq. “Ho visto i corpi bruciati di donne e bambini- ha aggiunto l’ex militare statunitense-il fosforo esplode e forma una nuvola, chi si trova nel raggio di 150 metri è spacciato”.
Testimoni hanno visto “una pioggia di sostanze incendiarie di vario colore che, quando colpivano, bruciavano le persone e anche quelli che non erano colpiti avevano difficoltà a respirare”, racconta Mohamad Tareq al-Deraji, direttore del centro studi per i diritti umani di Fallujah.

Grazie a Francesco per la segnalazione.

AGGIORNAMENTO Continua a leggere ‘Fallujah: la strage nascosta’

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Sparagli Piero

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National Rifle AssociationNell’ultima puntata dell’interessantissima serie di statistiche sull’uso delle armi negli States pubblicata su L’Indignato (e gentilmente fornita a Indignato dal lettore Jolly Roger, con dati del 2002), Alberto Puliafito scrive:

Ogni giorno, sui soliti 176 milioni di Americani rincoglioniti da American Idol, 8 minorenni sono uccisi da armi da fuoco.
Otto. Ogni giorno.
56 la settimana.[…]
In un anno, 14600 RAGAZZINI si pigliano un proiettile da qualche parte, 2900 muoiono. Più o meno il doppio di un anno di guerra in Iraq. Ho capito perchè si arruolano. Laggiù sono più al sicuro.

E’ solo il 15esimo punto di una mini-inchiesta intotolata Sparagli Piero (da un verso della canzone “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè) e che consiglio vivamente di leggere con attenzione. Concludo questo articolo citando amaramente, dalla seconda puntata del dossier, una statistica. La rivolgo a quelle persone che vorrebbero acquistare un’arma per difendere se stessi e la propria famiglia e che se fossero dotate di buon senso non avrebbero nemmeno bisogno di sapere che le statistiche dicono che: “…è più facile uccidere un parente o se stessi che non colpire un nemico”.

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Gli attentati non sono contro il cristianesimo

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerDopo che il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano aveva riportato una frase di Papa Benedetto XVI che indicava gli ultimi attentati terroristici come “atti antiumani e anticristiani” (vedi London Blasts), il Papa stesso fa dietrofront e dichiara: “gli attentati terroristici di questo ultimo periodo non possono essere considerati contro il cristianesimo”.
Ha quindi preso una svista il segretario di Stato?
Il Pontefice si è detto inoltre convinto che nell’Islam ci siano “elementi che possono favorire la pace” e che con l’Islam si debbano “trovare sempre i migliori elementi che aiutano” il dialogo.

Queste dichiarazioni sono state raccolte a Le Combes il 25 luglio, quando Ratzinger ha risposto ad alcune domande dei giornalisti alla fine del suo incontro con i preti e i diaconi della Valle d’Aosta.
E’ stato chiesto al Papa se l’Islam possa essere considerata una religione di pace. “Non vorrei - ha risposto papa Ratzinger - etichettare con grandi parole generali, certamente ha anche elementi che possono favorire la pace, ha anche altri elementi: dobbiamo cercare di trovare sempre i migliori elementi che aiutano”.
Alla domanda se le bombe di questi giorni che stanno suscitando lutti in varie parti del mondo possano essere considerate “bombe anticristiane” il papa ha replicato: “No, generalmente mi sembra una intenzione molto piu’ generale, non proprio contro il cristianesimo”. (fonte: rainews)

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London Blasts

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Londra 7 luglio 2005

  • 8.49 ora locale, 9,49 in Italia: esplosione nella stazione della metropolitana di Aldgate.
  • 9.00: arriva la notizia una seconda esplosione nela stazione della metropolitana di Edgware Road
  • 10.05: Scotland Yard conferma che ci sono state altre esplosioni nelle stazioni della metropolitana di King’s Cross, Old Street e Russel Square.
  • 10.20: Arriva la notizia che sarebbe esploso un autobus n. 59 a Russel Square.
  • 10.33: Altri due autobus esplodono nel centro di Londra.

Per ore Scotland Yard diffonde la notizia di 2 sole vittime, metre alcune radio locali parlano addirittura di 200. Le cifre rimbalzano e sono ora attestate su circa 90 morti, ma ovviamente per avere maggiori certezze bisogna aspettare i prossimi giorni. Come per le cause, inizialmente attribuite a scontri fra metropolitane, poi a guasti elettrici e poi ad un attentato terroristico.

Non si è dovuto aspettare molto, invece, per le prime reazioni politiche e la rivendicazione. Fra le reazioni citiamo la frase del Papa Benedetto XVI riportata dal cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, afferma che ”il Papa ha appreso con dolore la notizia degli atti terroristici compiuti nella citta’ di Londra e mentre deplora questi atti antiumani e anticristiani prega vostra eminenza di esprimere ai parenti delle vittime la sua partecipazione al loro dolore chiedendo al Signore il conforto che solo lui puo’ dare in tali circostanze”. Atti atti antiumani siamo d’accordo, ma sono atti anticristiani?! Vogliamo dire che le bombe dei terroristi dribblano i musulmani, gli ebrei e i buddhisti, e vanno a colpire solo i cristiani? Oppure, ancor peggio, sono atti contro quei valori di pace e democrazia che solo il cristianesimo veicola? Come se le altre culture non avessero ideali sufficientemente elevati da attirare l’antipatia dei terroristi islamici?

Citiamo poi la frase del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Campi, che ha inviato un messaggio alla Regiona Elisabetta scrivendo che “La perdita di vite umane e la devastazione causate dalla barbarie del terrorismo suscitano negli italiani ripugnanza e sdegno”. Che io sappia in italiano l’uso della congiunzione “e” implica che per Ciampi “La perdita di vite umane suscitano negli italiani ripugnanza”. Cioè ci fanno schifo i morti inglesi. Mah!

Infine ci sarebbe una prima rivendicazione Continua a leggere ‘London Blasts’

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Guantanamo: gulag o villeggatura?

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La prigione di GuantanamoVi ricordate quando Silvio Berlusconi dichiarò: Mussolini? Un dittatore benigno. I morti ammazzati come Matteotti? Cancellati. La Resistenza? Un mito. Ed infine: il confino? Una villeggiatura.

Ebbene, secondo il vicepresidente degli Stati Uniti, Dick Cheney, intervistato dalla CNN, i carcerati di Guantanamo non dovrebbero lamentarsi, perché vivono ai tropici. Ma non solo: sono trattati bene, nutriti bene, hanno tutto quello che vogliono, non possono lamentarsi anche perché l’amministrazione americana ha speso un mucchio di soldi per queste installazioni nuove di zecca.

Ma allora perché secondo Amnesty International, Guantanamo è invece l’equivalente contemporaneo di un gulag sovietico? (il 26 giugno, 2 giorni dopo la prima diffusione di questa notizia, fu indetta la “Giornata per le vittime della tortura“).
Intanto i componenti della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno rimproverato il governo degli Stati Uniti di non aver dato seguito alla loro richiesta di accedere alla prigione di Guantanamo, richiesta per accertare le “gravi testimonianze di torture, crudelta’, trattamento disumano e degradante”, detenzione arbitraria e violazione dei diritti dei prigionieri. Perché non fare accedere dei commissari dell’Onu nel “Paese delle Meravigllie” di Guantanamo?
Continua a leggere ‘Guantanamo: gulag o villeggatura?’

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