Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Andrea Rivera fa satira e la Chiesa lo equipara ad un terrorista

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Durante il concerto del 1° Maggio, Andrea Rivera ha detto alcune cose riguardo la Chiesa:

«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta». Oppure: «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così, assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

L’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, risponde:

“E’ terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. E’ vile e terroristico lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”.

Io dico che questa frase fa semplicemente vomitare, ma la parola terrorista piace molto al Vaticano che tempo fa disse anche: “Terrorista chi propaganda l’aborto.” (fonte). Invece, riguardo la frase sull’Osservatore Romano, Luca Sofri commenta:

Mi è sembrata una grossa stupidaggine, soprattutto perché è una definizione che corrisponderebbe esattamente a quello che lo stesso Osservatore e i suoi ispiratori fanno dal pulpito da secoli: “sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile”, “alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore”. Da domani, bisognerebbe quindi chiamare terrorismo qualsiasi predica durante una messa che denunci e critichi il sesso prematrimoniale, o gli amori omosessuali. Eccetera.
Probabilmente la cosa più intollerabile per l’Osservatore è stato il consenso del pubblico. Se le battute di Rivera fossero state ignorate o fischiate, oggi non ci sarebbe tanto scandalo. Il che dimostra che il problema è il modo in cui ultimamente la Chiesa e le Chiese vengono vissute in questo e altri paesi.

Inoltre i Sindacati, organizzatori del Concertone, hanno dichiarato:

«in un Paese civile la libertà religiosa e della chiesa è altrettanto importante della libertà politica e sindacale».

come a stabilire un limite oltre il quale è vietato fare satira religiosa.

La Chiesa è sul l’orlo del tracollo, non c’è dubbio. E questo rende più aggressive le risposte alle critiche legittime.

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L’ira anonima di Washington contro il Governo italiano

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Riguardo le critiche di un “alto funzionario dell’amministrazione Bush che ha chiesto di rimanere anonimo” all’operazione del Governo italiano per la liberazione del giornalista Mastrogiacomo, Fassino sottolinea: “le critiche da fonti anonime non sono credibili“. Ieri, anticipando Fassino, swampthing aveva scritto

“Una fonte anonima. Quindi inattendibile, fino a prova contraria. […] Ma come può il governo della più grande “democrazia” del mondo affidare le sue esternazioni ad un anonimo?”.

Secondo quanto riferisce il Ministero degli Esteri, nell’incontro tra Condoleeza Rice e D’Alema avvenuto il 19 Marzo (il giorno stesso del rilascio) non ci sono state critiche all’operato italiano. E allora? Perché l’opposizione, Berlusconi in testa, prende per buona la critica di una fonte anonima americana e si schiera automaticamente contro il Governo italiano? Non era loro quelli della patria sacra? E perché i telegiornali italiani non sottolineano l’inattendibilità della fonte in quanto anonima? Ah, giusto, perché sono tutti comunisti…?!

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Economie di distruzione di massa: ragioni economiche di un possibile attacco USA all’Iran

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Riporto questo post estremamente interessante di Emanuele pubblicato sul blog BlogLibero:

Indiscrezioni di questi ultimi giorni della stampa angloamericana (tra cui New Yorker, Indipendent) riferiscono che sono allo stato avanzato i preparativi per un attacco militare all’Iran. Un possibile intervento aereo sugli stabilimenti nucleari iraniani non sarebbe che uno sviluppo di quella ‘guerra fredda’ che gli USA e Israele stanno conducendo ormai da tempo con l’Iran.
Dalle provocazioni verbali iraniane sul nucleare e sull’esistenza di Israele, cui gli USA hanno risposto con sottili minacce e con la propaganda sulle intenzioni di un attacco nucleare iraniano, si è passati all’autorizzazione statunitense di uccidere agenti iraniani in Iraq. Tuttavia, al di là di questi screzi e di una potenzialità nucleare sottovalutata dagli stessi Israeliani, il reale movente di un possibile attacco all’Iran va cercato anche in motivazioni economiche.

W. J. Clark, nel saggio del 2003 “Revisited: the real reason for the upcoming war with Iraq“, cita come ragione macroeconomica dell’attacco all’Iraq la volontà di riportare il dollaro come moneta di scambio, sperando di contrastare l’intenzione, espressa nel 2000 da paesi dell’OPEC come Iran, Iraq e Venezuela (che subì un colpo di stato nello stesso anno), di scambiare petrolio con l’euro; l’euro, infatti, oltre ad essere svalutato in maniera minore del dollaro, è la moneta della maggior parte dei paesi che scambiano petrolio con l’Iran. In questa direzione si inserisce inoltre l’intenzione del governo iraniano di aprire una borsa petrolifera alternativa alle due statunitensi. E’ chiaro che la riconversione petrolifera in euro intensificherebbe la crisi economica statunitense.
Un secondo ordine di considerazioni sulle ragioni economiche alla base della scelta di attaccare l’Iran si fonda proprio sull’ “economia di guerra” statunitense. Infatti, l’escalation terroristica in tutto il mondo che seguirebbe all’attacco iraniano non farebbe altro che gettare benzina sul fuoco della propaganda dell’amministrazione Bush, legittimando ulteriori mire militari e favorendo sempre di più il passaggio, come lo definisce il Los Angeles Times, dalla new economy a una war economy come quella statunitense.
Paradossalmente gli introiti dell’industria bellica, oltre ad essere il movente degli USA, possono costituire un ostacolo all’attacco, dato da Russia e Cina. L’opposizione delle due nazioni alle sanzioni nei confronti dell’Iran si fonda infatti sui cospicui scambi energetici e militari che Russia e Cina intrattengono con l’Iran.
Se dietro ai piani di guerra all’Iran, al di là molte altre ragioni geopolitiche, sta lo spettro di motivazioni economiche, è chiaro che il problema vada affrontato alla radice, non solo tagliando il legame tra rilancio dell’economia, occupazione e sviluppo bellico (si pensi alla propaganda dei “centinaia” di nuovi posti di lavoro che fornirebbe la base Dal Molin di Vicenza), ma anche con un opera continua di smilitarizzazione e riconversione a scopi civili di aree e fondi stanziati a spese belliche (come nella Finanziaria 2006) .

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Medio oriente: chi appoggia un cessate il fuoco immediato?

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Questo è il titolo del giornale “The Independent” di oggi di cui in figura è riportata la copertina.

Copertina del The Independent

La risposta è affidata alla grafica più che alle parole. Israele, per attaccare le postazioni Hezbollah in cui sarebbero sequestrati 2 soldati israeliani, sta bombardando il Libano uccidendo decine civili innocenti. In questa crisi solo Israele stesso, gli USA e il Regno Unito si schierano contro il cessate il fuoco. In una ragione già incandescente, queste tre bandierine scelgono di approfittare della situazione per chiudere i conti con gli Hezbollah, piuttosto che cercare di non esagerare ed esasperare gli animi. Tutte le altre bandierine quando smetteranno di aver paura degli USA e cominceranno a pretendere la pace?

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Gli attentati non sono contro il cristianesimo

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Benedetto XVI, al secolo Joseph RatzingerDopo che il cardinale segretario di Stato Angelo Sodano aveva riportato una frase di Papa Benedetto XVI che indicava gli ultimi attentati terroristici come “atti antiumani e anticristiani” (vedi London Blasts), il Papa stesso fa dietrofront e dichiara: “gli attentati terroristici di questo ultimo periodo non possono essere considerati contro il cristianesimo”.
Ha quindi preso una svista il segretario di Stato?
Il Pontefice si è detto inoltre convinto che nell’Islam ci siano “elementi che possono favorire la pace” e che con l’Islam si debbano “trovare sempre i migliori elementi che aiutano” il dialogo.

Queste dichiarazioni sono state raccolte a Le Combes il 25 luglio, quando Ratzinger ha risposto ad alcune domande dei giornalisti alla fine del suo incontro con i preti e i diaconi della Valle d’Aosta.
E’ stato chiesto al Papa se l’Islam possa essere considerata una religione di pace. “Non vorrei - ha risposto papa Ratzinger - etichettare con grandi parole generali, certamente ha anche elementi che possono favorire la pace, ha anche altri elementi: dobbiamo cercare di trovare sempre i migliori elementi che aiutano”.
Alla domanda se le bombe di questi giorni che stanno suscitando lutti in varie parti del mondo possano essere considerate “bombe anticristiane” il papa ha replicato: “No, generalmente mi sembra una intenzione molto piu’ generale, non proprio contro il cristianesimo”. (fonte: rainews)

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London Blasts

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Londra 7 luglio 2005

  • 8.49 ora locale, 9,49 in Italia: esplosione nella stazione della metropolitana di Aldgate.
  • 9.00: arriva la notizia una seconda esplosione nela stazione della metropolitana di Edgware Road
  • 10.05: Scotland Yard conferma che ci sono state altre esplosioni nelle stazioni della metropolitana di King’s Cross, Old Street e Russel Square.
  • 10.20: Arriva la notizia che sarebbe esploso un autobus n. 59 a Russel Square.
  • 10.33: Altri due autobus esplodono nel centro di Londra.

Per ore Scotland Yard diffonde la notizia di 2 sole vittime, metre alcune radio locali parlano addirittura di 200. Le cifre rimbalzano e sono ora attestate su circa 90 morti, ma ovviamente per avere maggiori certezze bisogna aspettare i prossimi giorni. Come per le cause, inizialmente attribuite a scontri fra metropolitane, poi a guasti elettrici e poi ad un attentato terroristico.

Non si è dovuto aspettare molto, invece, per le prime reazioni politiche e la rivendicazione. Fra le reazioni citiamo la frase del Papa Benedetto XVI riportata dal cardinale segretario di Stato Angelo Sodano, afferma che ”il Papa ha appreso con dolore la notizia degli atti terroristici compiuti nella citta’ di Londra e mentre deplora questi atti antiumani e anticristiani prega vostra eminenza di esprimere ai parenti delle vittime la sua partecipazione al loro dolore chiedendo al Signore il conforto che solo lui puo’ dare in tali circostanze”. Atti atti antiumani siamo d’accordo, ma sono atti anticristiani?! Vogliamo dire che le bombe dei terroristi dribblano i musulmani, gli ebrei e i buddhisti, e vanno a colpire solo i cristiani? Oppure, ancor peggio, sono atti contro quei valori di pace e democrazia che solo il cristianesimo veicola? Come se le altre culture non avessero ideali sufficientemente elevati da attirare l’antipatia dei terroristi islamici?

Citiamo poi la frase del Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Campi, che ha inviato un messaggio alla Regiona Elisabetta scrivendo che “La perdita di vite umane e la devastazione causate dalla barbarie del terrorismo suscitano negli italiani ripugnanza e sdegno”. Che io sappia in italiano l’uso della congiunzione “e” implica che per Ciampi “La perdita di vite umane suscitano negli italiani ripugnanza”. Cioè ci fanno schifo i morti inglesi. Mah!

Infine ci sarebbe una prima rivendicazione Continua a leggere ‘London Blasts’

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Fede contro Sgrena

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Giuliana Sgrena ed Emilio FedeMolto interesse nei nostri lettori hanno suscitato le dichiarazioni di Emilio Fede contro Giuliana Sgrena nel corso del TG4 e che hanno provocato l’ennesima, e giustificabile, reazione del Comitato di redazione del TG4 con un cominicato. Riportiamo i contienuti principali sottilineando solamente come Fede, nel suo perfetto stile, accusi la Sgrena di aver elogiato i rapitori e i guerriglieri mostrando il video realizzato quando la giornalista era ancora nelle mani dei rapitori.

Nel cominicato si legge: “Sorprende che un inviato di guerra di grande esperienza come il Direttore critichi (considerandole attendibili) le dichiarazioni rese dall’ostaggio in stato di evidente costrizione …” .

Ma non si può accusare qualcun0 di fare cattivo giornalismo quando giornalista non lo è che di nome.

Il Comitato di redazione del Tg4 contro l’Emilio Fede anti-Sgrena. In una nota il Cdr stigmatizza le parole che il direttore ha usato stasera durante tutta l’edizione del suo tg nel mostrare un video, registrato prima della liberazione della giornalista, e consegnato a Bagdad all’agenzia americana Aptn, in cui la giornalista, ancora sequestrata, ringrazia i suoi rapitori.

“Quelle di Giuliana Sgrena sono vergognose e squallide farneticazioni”, ha detto dalle telecamere del Tg4 Fede, attaccando “la giornalista comunista del Manifesto salvata dal nostro governo al prezzo della vita di Nicola Calipari”. Le immagini sono le stesse già viste venerdì scorso, con Giuliana Sgrena che appare seduta dietro a un tavolino con sopra un cesto di frutta per rassicurare che nel corso del sequestro è stata trattata bene.

Mentre queste scorrono, si inserisce però una voce fuoricampo che riferisce la versione dei guerriglieri sul sequestro e i tragici fatti del check point nei pressi dell’areoporto di Bagdad. Fede non manda in onda i fotogrammi in cui due terroristi con i mitra in mano appaiono alle spalle della donna Continua a leggere ‘Fede contro Sgrena’

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Terroristi o guerriglieri (congiunzione disgiuntiva)

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Il giudice per le indagini preliminari della procura di Brescia, Roberto Spanò Il giudice di Brescia ha rovesciato la sentenza di Milano che aveva assolto tre islamici accusati di terrorismo internazionale, classificando le loro attività come guerriglia, mentre ora sono classificate come terrorismo.

La destra esulta dopo aver, come al solito, attaccato in precedenza la magistratura, ma non si rende conto che nel diritto internazionale terrorismo e guerriglia sono e rimangono attività disgiunte. Un conto è appurare quali delle due attività una persona svolga, un conto è dire che le due attività sono la stessa cosa (vedi la dichiarazione di Gianfranco Fini nell’articolo La guerriglia non è terrorismo).

Per completezza rispetto ai fatti riportiamo l’interessante articolo Continua a leggere ‘Terroristi o guerriglieri (congiunzione disgiuntiva)’

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I giornalisti del Tg4: inaccettabili le accuse di Fede

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Emilio Fede
I giornalisti del Tg4 hanno dichiarato tramite il comitato di redazione che sono inaccettabili le accuse di Fede. Dopo l’attacco all’inviata Migotto, infatti, hanno ribadito: «Non ci può definire filoterroristi, l’azienda intervenga». Esilarante la risposta di Emilio Fede

«Io so che tutta questa vicenda ha solo e soltanto uno scopo: fa parte della strategia di aggressione al governo, a Berlusconi e a chi, davvero pochi, lo sostengono con l’informazione». Ecco cosa c’è dietro al caso di Emilio Fede Continua a leggere ‘I giornalisti del Tg4: inaccettabili le accuse di Fede’

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