Oblio di Stato: vietato parlare di Bruto

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Oggi Marco Travaglio, nel suo Passaparola, ha parlato della proposta di legge sul cosiddetto Oblio di Stato. Argomento molto interessante: se mi permettete, riassumo e poi faccio qualche esempio divertente.

L’onorevole Lussana ha proposto un disegno di legge (qui il pdf) per cui, dopo un certo periodo di tempo, si dovrebbe rimuovere da internet tutto ciò che ha a che fare con le indagini, il processo e le eventuali condanne di un cittadino (con esclusione dei condannati all’ergastolo o per genocidio, terrorismo internazionale o strage, o per chi ha esercitato cariche pubbliche in caso di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni).

All’articolo 1, comma 1, lettera e, si fissa il periodo di tempo a “venticinque anni dalla sentenza irrevocabile di condanna per un delitto, se la pena inflitta e’ superiore a venti anni di reclusione.”. Un esempio: la pagina di wikipedia alla voce Pietro Maso dovrà, 8 anni, essere cancellata per sempre, pena una multa fino a 100.000 euro.

E negli anni a venire anche tutte le pagine in cui si è parlato dei delitti di Cogne o di Novi Ligure. Ovviamente, se approvato, il provvedimento riguarda anche delitti passati, anche dopo la morte del criminale.

Quindi guai a voi a parlare delle malefatte di qualsiasi criminale del passato, compreso Bruto: l’assassino di Cesare, prima fruitore dell’amnistia, poi fuggiasco e mai processato, rientra infatti perfettamente nei requisiti della disegno di legge sull’oblio.

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Lunedì il quotidiano Libero è uscito in due edizioni, perché?

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Nella prima edizione Libero, in un articolo di Vittorio Feltri titolava

“PERFETTO: Berlusconi e Bossi crescono. Il PdL sale al 38,5 per cento, la Lega al 10. Franceschini e i suoi scendono al 26,5, Di Pietro cresce, Casini stabile. Fuori i comunisti”.

Nella seconda edizione hanno titolato

“SINISTRA KO: il PdL cala, Bossi cresce. Franceschini e soci precipitano al 27 per cento, i comunisti restano fuori dall’Europa. Solo Di Pietro esulta. Stabile Casini”.

Cioè, prima è tutto PERFETTO perché Berlusconi cresce. Poi, rendendosi conto di averla sparata grossa, con perfetta nonchalance, pubblicano una seconda edizione in cui Berlusconi cala ma, per distogliere l’attenzione, titolano SINISTRA KO, anche se dalla prima alla seconda edizione attribuiscono al PD uno 0,5% in più (da notare anche che al 26,5% si scende, mentre al 27% si precipita secondo Feltri).

Poi, a inizio articolo, si passa da

Berlusconi e la Lega hanno guadagnato, anzi straguadagnato rispetto alle politiche europee precedenti.”

a

“Berlusconi e la Lega hanno tenuto rispetto alle politiche e alle europee precedenti, e la sinistra viceversa perde dopo aver straperso in credibilità.”

a Feltri gli piaceva stra-qualcosa e l’ha reciclato. Ma la frase più straordinaria è questa:

“Il Cavaliere, nonostante gli attacchi volgari e sgangherati subiti dai gossippari mobilitati dalla sinistra, si è addirittura posizionato meglio che nel 2008. Più di così non poteva ottenere”

che è magicamente diventata

“Il Cavaliere, nonostante gli attacchi volgari e sgangherati subiti dai gossippari mobilitati dalla sinistra, si posizionato all’incirca come nel 2008. Più di così non poteva ottenere”

Ovvero, semplicemente, qualunque risultato avrebbe ottenuto, Berlusconi non avrebbe potuto fare di meglio. Fissate le conclusioni che vogliamo ottenere, i dati iniziali sono irrilevanti.

Tutta l’indagine è ricavata da un articolo di Prefe che vi consiglio di leggere per avere maggiori dettagli.

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Il Vaticano sembra volere che nascano più disabili, non che ne vengano abortiti di meno.

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“La convenzione Onu sui diritti dei disabili, circa 650 milioni nel mondo, entrata in vigore l’8 maggio scorso, è il primo trattato sui diritti umani del terzo millennio ed è stato approvato dall’assemblea generale dell’Onu nel 2006. Il Vaticano ha partecipato attivamente ai lavori per la stesura del testo, durati cinque anni. Per poi non firmarlo perchè il documento non ha inserito un divieto esplicito nei confronti dell’aborto. Il Vaticano ritiene infatti “tragico che una imperfezione del feto possa essere una condizione per praticare l’aborto”, come riconosce una Convenzione il cui obiettivo è “proteggere le persone con disabilità da tutte le discriminazioni riguardo all’esercizio dei loro diritti”. L’articolo 10 della Convenzione, però, prevede espressamente il diritto alla vita per le persone disabili ed impegna gli Stati a mettere in atto le misure perché questo accada.” (Repubblica)

Diciamo che se una Nazione riconosce “persona” un feto oppure solo un neonato, che siano disabili o meno, sempre persona con diritti fondamentali è. E se la persona ha diritto alla vita, allora non c’è bisogno di specificare il divieto all’aborto. Mi sa tanto che, come al solito, dietro questo ennesimo “no” ci siano ragioni politiche ed economiche, dal momento che pochi disabili nel mondo significano anche minori entrate per la Chiesa. Altrimenti non si spiegherebbe la contemporanea avversità nei confronti delle diagnosi prenatali che, talvolta, permettono ad un feto disabile di nascere sano. In poche parole, i cattolici sembrano volere che nascano più disabili, non che ne vengano abortiti di meno.

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Caso Travaglio-Schifani: la vergogna giornalistica

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Saltando le ovvie dichiarazioni della parte politica di Schifani, mi colpiscono quelle di Anna Finocchiaro (PD), la quale, forse per salvare quel dialogo bipartisan che lo stesso Schifani dichiara ora essere “minato”, afferma che sarebbe stato necessario un contraddittorio durante la trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Di Pietro replica giustamente che “Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore”.

Questo semplicemente perché al contrario di ciò che ha detto un giornalista del TG1, Marco Travaglio non esprime sue opinioni, ne quelle dei suoi amici. Travaglio ha fatto semplicemente il suo dovere di giornalista raccontando quel che sono i fatti. Di Pietro infatti aggiunge: “Non si cancella con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”.

Per i TG1 invece le dichiarazioni di Di Pietro vengono presentate, durante una veloce carrellata di opinioni politiche, con questa frase approfonditissima: “… Di Pietro difende Travaglio…”. E nient’altro, senza argomentare, spiegare. E far capire ai telespettatori che hanno sentito solo opinioni negative, come la solidarietà (anch’essa non argomentata) del direttore della RAI Cappon.

Un altro esempio, insomma, della manipolazione mediatica delle notizie, di una vergogna (o della sua assenza) da parte dei giornalisti che tocca cime inesplorate.

Fabio Fazio ha però fatto bene a scusarsi per le sole offese (i riferimenti di Travaglio a muffe e lombrichi erano offensivi, seppur divertenti) ma non per la libertà di parola che a Che tempo che fa non viene negata a nessuno. Ovviamente i TG e i giornali online parlano di “Scuse di Fazio a Schifani”. Senza specificare chiaramente che le scuse sono sul metodo e assolutamente non sul merito.

Un altro passo indietro verso la libertà di stampa. Giusto un anno fa eravamo saliti al 61esimo posto superando rispetto all’anno prima le Tonga, il Burkina Faso e il Botswana, ma rimaniamo sempre dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e soprattutto al Mali. Ad oggi non mi sento di poter dire che il giornalismo italiano sia più libero e indipendente del Burkina Faso.

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Bernardo Provenzano non avrebbe mai permesso ad un falso dentista di operare, un servizio delirante sul TG2 delle 13.00

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“Forse, quando era il capo dei capi a controllare il territorio, lui non l’avrebbe permesso. E certamente non avrebbe, anzi sicuramente non avrà, mai utilizzato un falso dentista per farsi curare. Sta di fatto che proprio a Corleone, regno incontrastato per 40 anni di Bernardo Provenzano, il capo dei capi di Costa Nostra appunto e di Totò Reina, i Carabinieri hanno scoperto uno studio dentistico gestito da due falsi medici.”

Complimenti.
Su Rai 2 passa il concetto che la Mafia garantisce la legalità meglio dello Stato. Se c’è il problema dei falsi dentisti a Corleone è solo perché Provenzano è finito in galera.
Speriamo che esca presto, o che venga degnamente sostituito. Così i giovani siciliani, con i denti cariati, non rischieranno di vedere la propria bocca rovinata da mani inesperte.
Ma è questo il messaggio che passa? la mafia più efficente dello Stato?
Eppure non è così, perché non sono i dentisti professionisti quelli a cui è consentito operare dalla mafia, ma quelli che pagano il pizzo. Forse era questo che il giornalista avrebbe dovuto sottolineare.

Il serivizio è di un tale Dario Celli. (lo trovate su raiclick, a metà Tg)

Tratto da Terrorpilot, dopo una mia segnalazione.

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Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

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Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

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Ratzinger non viene all’Università. Lesa la libertà di parola?

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No. Nonostante quello che dicano il Rettore, la CEI, Prodi, Berlusconi, Paolo Mieli, Mussi e tanti altri politici. Senza dilungarsi: se il Papa bussa a casa mia sono obbligato a farlo entrare per ascoltare quello che vuole dirmi? No. Se il Rettore ha poi un potere formale superiore agli stessi studenti, è semplicemente una stortura della storia, dal momento che dovrebbero essere gli studenti a decidere, direttamente. Almeno così nacquero le università: studenti che decisero di pagare i professori.

Ma soprattutto. Come si fa a ledere la libertà di parola di una persona che ha mille altre occasioni e luoghi in cui esprimersi, come dimostrano i quotidiani servizi sui telegiornali che riportano opinioni e dichiarazioni del pontefice? Ad esempio il TG1 di questa sera: 16 minuti di servizi sul papa che non va all’università, di cui solo 2 minuti di dichiarazioni degli studenti manifestanti, preceduti da 3 interviste a 3 studenti ben vestiti, allibiti e dispiaciuti per il forfait papale.

Le dichiarazioni di politici e giornalisti è sembrata una gara a chi difendeva di più la libertà di parola di qualcuno che non ha bisogno di essere difeso. Sembrava di sentire il ritornello di Berlusconi che, padrone di non so quante emittenti televisive (almeno 3 analogiche e 7 digitali), denunciò durante la campagna elettorale di essere stato imbavagliato.

Un consiglio al Ratzinger amareggiato per le proteste: che ce lo faccia sapere al più presto ciò che avrebbe voluto dirci all’università. Se erano dichiarazioni così importanti non conta dove vengono fatte. Chissà, magari noialtri potremmo imparare qualcosa di utile.

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Mediaset non restituisce il credito residuo

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da hwGadget:

Mediaset ignora la diffida della Direzione Tutela dei Consumatori dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che aveva dato 30 giorni, ormai scaduti, per attuare le modalità idonee a:
·garantire agli utenti la conservazione del credito residuo alla data di scadenza delle tessere Mediaset premium;
·rimuovere l’imposizione di costi fissi per l’attivazione delle nuove smart card agli utenti già clienti;
·predisporre contestualmente tutte le attività tecniche e gestionali necessarie per attuare quanto disposto ed informare l’utenza attraverso gli efficaci canali disponibili.

Come Adiconsum aveva previsto, Mediaset ha deciso di non rimborsare il credito residuo delle vecchie smart-card e i costi di attivazione delle nuove tessere, opponendosi a quanto l’Agcom ha deciso.

Ora l’Autorità Garante per le Comunicazioni dovrà iniziare la fase istruttoria per sanzionare Mediaset, con tempi certamente lunghi.

L’assenza nel nostro ordinamento dell’azione collettiva e la mancanza di sensibilità da parte di Mediaset nei confronti dei consumatori, costringono i cittadini a doversi attivare singolarmente per ottenere la restituzione del credito residuo ed eventualmente il costo sostenuto per acquistare una nuova tessera.

A tale scopo, in tutte le sedi Adiconsum, i consumatori troveranno tutela e la modulistica necessaria ad attivare il reclamo.

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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Curiosamente Sofri, fra guardie giurate e rom

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Ecco un motivo per leggere Sofri, quello giovane.

Curiosamente, dopo che una guardia giurata italiana ha ucciso una donna serba per gelosia, non è nato l’allarme sul pericolo guardie giurate violente per le donne straniere

ed eccone un altro

“La situazione dei napoletani è semplice: non lavorano per scelta, preferiscono rubare per continuare a vivere da nullafacenti e nell’illegalità, davanti a un incendio fuggono lasciando morire i propri figli”. Lo ha detto Tiziana Maiolo ieri, impunemente: nessuno scandalo paragonabile a quello nato per esempio dopo le cretinate di Caruso. Solo perché non ha detto “napoletani”, ma “zingari”.
Sul nostro rapporto con i rom, c’è una bella analisi di Mario Marazziti sulla Stampa

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