La Giornata mondiale per la libertà di stampa

Articolo letto 2978 volte

Dal blog di Jacopo Fo:
Oggi si celebra la Giornata mondiale per la liberta’ di stampa e come ogni anno l’ong americana Freedom House, istituto di ricerca nato per monitorare e promuovere le liberta’ e le democrazie nel mondo, ha presentato il suo rapporto sulla liberta’ di informazione.
Ci sono buone notizie, almeno per l’Italia che da paese “parzialmente libero” passa a “libero”, salendo dal 79.mo posto al 61.mo nella classifica mondiale (195 i paesi in esame).
L’Italia “era l’unico membro dell’Unione Europea ad apparire nella categoria dei Paesi ‘parzialmente liberi’ - si legge nel rapporto - ed e’ stata promossa nel 2006 soprattutto in conseguenza della fine dell’incarico di presidente del Consiglio del magnate dell’informazione Silvio Berlusconi”.
Abbiamo superato le Tonga, il Burkina Faso e il Botswana, ma rimaniamo sempre dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e soprattutto al Mali.
Se volete vedere tutta la classifica qui.
Nonostante alcuni buoni segnali, a livello planetario la liberta’ di stampa incontra ostacoli sempre piu’ grandi. In generale il 62% dei paesi monitorati e’ tra “Non libero” e “Parzialmente libero”, in Cina, Siria, Libia, Cuba, Corea del Nord la liberta’ di stampa resta un obiettivo lontano e il potere imbavaglia l’informazione scomoda, anche quella che gira sui nuovi media come internet.

Articoli Correlati

  1. Giornata mondiale contro l’omofobia
  2. Caso Travaglio-Schifani: la vergogna giornalistica
  3. Giornata mondiale dell’Acqua, cosa si può fare?
  4. Ieri giornata mondiale della lotta all’AIDS
  5. La censura italiana sul video della BBC vista dalla BBC

Proprietà intellettuale, la direttiva UE

Articolo letto 932 volte

IPRED2, la direttiva UE che punta a colpire i reati contro la proprietà intellettuale, passa in Commissione JURI ma con due emendamenti fondamentali: esclusa la perseguibilità penale per reati contro il diritto d’autore che non siano commessi su scala commerciale; esclusi anche i diritti di brevetto.
Questo significa che se il Parlamento Europeo approverà la direttiva senza troppe modifiche, scaricare e condividere musica da internet, come fotocopiare un libro o copiare quant’altro sia protetto dal diritto d’autore, non porterà in carcere i comuni cittadini, ma non gli eviterà di dover pagare multe salate.

Ovviamente il TG5 oggi ha dato questa notizia dicendo che “non è più reato scaricare” e che “saranno contenti le migliaia di giovani che scaricano musica”. Informazione sbagliata (è ancora reato, forse non sarà più penale quando la direttiva, una volta approvata dal Parlamento Europeo, verrà recepita, forse, dal nostro parlamento) e distorta (come se fossero solo migliaia e solo giovani e solo per la musica quelli che scaricano).

Articoli Correlati

  1. L’arcivescovo di Los Angeles vende tutte le proprietà della chiesa per indennizzare 656 minori molestati da 244 sacerdoti cattolici
  2. Scoprire le evasioni fiscali grazie a Google Earth
  3. Brevetti software, vince l’open source
  4. Il video della BBC non è più disponibile
  5. Info Legge: uccisione di animali tramite polpette avvelenate

Le mani sulla Televisione Digitale

Articolo letto 848 volte

Da un articolo apparso su Punto Informatico, Alessandro Bottoni, descrive la nuova strategia sulla televisione digitare, fra divieto di registrazione, di copia, di condivisione, di trasferimento, obbligo di aggiornamento dell’hardware, oscuramento dei canali liberi. Questo è quanto sta accadendo nel silenzio generale. Un articolo in alcune parti forse anche troppo allarmistico, ma che rende bene la misura della controffensiva di quella parte di aziende che mostrano una inaudita frustrazione nei confronti di un inevitabile declino dei sistemi anticopia. Declino che qualcuno vorrebbe scongiurare facendosi scudo di fantasiosi diritti dei produttori di contenuti.

Impariamo un nuovo termine: CPCM
Nei giorni scorsi, la Electronic Frontier Foundation ha rilasciato un attesissimo rapporto sullo stato del progetto DVB. Questo rapporto ci permette di capire quali siano le minacce che aleggiano sul mondo della televisione digitale e di altre tecnologie affini.

Il Progetto DVB
DVB sta per “Digital Video Broadcasting”, cioè “Televisione Digitale”.
La televisione digitale è destinata a diventare, per legge, l’unico modo di trasmettere programmi televisivi in Italia dal Dicembre 2008 (e, in momenti diversi, in tutta Europa ed in USA). Sia la televisione satellitare, sia la televisione digitale terrestre, sia la televisione via cavo, sia la televisione via Internet, sia la televisione su dispositivi mobili utilizzano infatti un protocollo di trasmissione digitale del segnale.

Gli standard necessari vengono sviluppati da un consorzio chiuso di aziende chiamato DVB Project.
Il consorzio DVB raccoglie oltre 260 aziende di tutto il mondo e definisce gli standard per la trasmissione digitale di audio e video sui sistemi della prossima generazione. Gli standard che il DVB Project ha sviluppato sono i seguenti.DVB-S (”Satellite”): standard usato per la televisione via satellite
DVB-C (”Cable”): standard usato per la televisione via cavo
DVB-T (”Terrestrial”): standard usato per la televisione digitale terrestre
DVB-H (”Handheld”): standard usato per la televisione su sistemi mobili (telefoni cellulari ed affini)Ciò che questo consorzio decide, nel chiuso delle sue riunioni tra aziende, è già adesso legge per chiunque voglia trasmettere o ricevere segnali audio e video digitali nel mondo, semplicemente perché gli strumenti tecnici prodotti da queste aziende rispondono a questi standard ed a nient’altro.

Queste 260 aziende rappresentano la stragrande maggioranza dei produttori mondiali per cui, di fatto, il consorzio definisce standard di portata globale a cui è impossibile sottrarsi. Come vedremo nel seguito di questo documento, persino nella remota ipotesi che un produttore indipendente decidesse di opporsi a questo dominio, lo standard definito dal DVB Project prevede strumenti e tecniche adatti a rendere la sua ribellione del tutto inutile.

EFF e il DVB Project
Electronic Frontier Foundation si è iscritta al consorzio DVB, pagando la quota di iscrizione di 10.000 euro, ed ha partecipato alle sedute. La possibilità di divulgare informazioni è pesantemente limitata dalle clausole del contratto di adesione al consorzio per cui la EFF non può, legalmente, divulgare le informazioni di dettaglio che riguardano questo consorzio, il suo modo di lavorare, le posizioni delle diverse aziende che ne fanno parte ed il loro voto. Tuttavia, EFF ha potuto pubblicare un rapporto di massima su ciò che il DVB Project sta preparando.

Il Progetto CPCM
Ciò che il DVB Project sta studiando, sin dal 2003, è qualcosa che non piacerà agli “spettatori” europei ed italiani. Questo qualcosa si chiama CPCM, cioè “Content Protection and Copy Management”.
Questo standard permetterà ai produttori di programmi televisivi di imporre le seguenti limitazioni (nota: per quanto folli e vessatorie possano sembrare queste limitazioni, sono comunque reali. Non stiamo delirando e non ci siamo inventati nulla. Potete controllare voi stessi leggendo le fonti che elenchiamo in calce a questo documento):

Divieto di registrazione
Questo standard permette di vietare la registrazione di un programma televisivo attraverso il sintonizzatore TV. Non potranno più essere registrati i film, i telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso. Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perché implementato sia con dispositivi software che hardware.

Divieto di copia
Questo standard permette di vietare la creazione di copie di un CD o DVD. Non potranno più essere create copie di film, di telefilm od altri programmi televisivi, né su cassetta, né su CD o DVD, né su disco fisso, nemmeno per uso personale o per backup. Questo divieto non è aggirabile in nessun modo perché implementato sia con dispositivi software che hardware. Continua a leggere ‘Le mani sulla Televisione Digitale’

Articoli Correlati

  1. I fondi per i decoder DTT erano illegali
  2. La spada di Damocle
  3. Condannata la Polizia per il G8 di Genova
  4. Ricariche telefoniche, abolizione confermata ed estesa
  5. Troppo facile far la guerra al pacifista

Sassi dal cavalcavia

Articolo letto 5872 volte

La cassazione ha confermato il provvedimento di scarcerazione nei confronti di due ragazzi ciociari, Gregorio Mattia e Agostino Mastrangeli, accusati di omicidio per aver lanciato un sasso di 41 chili da un cavalcavia dell’A1 che uccise un automobilista nel 2005 a Piedimonte San Germano, vicino a Cassino. La Cassazione ha confermato infatti l’ordinanza con la quale il Tribunale del riesame di Roma, lo scorso 9 ottobre, aveva annullato l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal gip di Cassino il 20 settembre 2006 perché ha ritenuto il supertestimone inattendibile. Questi i fatti. (fonte e fonte)

Studio Aperto, il tabloid di Italia 1 ha invece detto: “Scarcerati quelli che avevano lanciato i sassi dal cavalcavia“. Con il palese intento di far apparire la magistratura come un istituzione che libera criminali.
Che poi questo tentativo di screditare i giudici sia direttamente collegato alla derivante opportunità di parlare di toghe rosse e magistratura politica per difendere l’amato Berlusconi, mi sembra una conclusione più che ovvia.

Articoli Correlati

  1. Andrea Rivera fa satira e la Chiesa lo equipara ad un terrorista

Pubblicità durante i telefilm!

Articolo letto 3865 volte

Magari è già successo e non me ne ero mai accorto. Fatto sta che la pubblicità ha superato un’altra barriera. Non più solo durante le interruzioni dei telefilm o film, ma anche pubblicità durante la trasmissione. Sembravano cose permesse solo nelle partite di calcio, con piccoli banner accompagnati da fastidiosi beep. Invece oggi, verso le 21.45 su Italia 1, durante la 3a puntata della 3a serie del telefilm Dottor House ecco apparire uno spot della Fiat, con più banner pubblicitari. Nell’immagine sottostante uno screencapture d’esempio

Pubblicità Fiat durante Dr House

Voi cosa ne pensate? Non credete che, se non lo è già, debba essere illegale interrompere la tranquilla visione di un telefilm facendo apparire fastidiosissimi annunci pubblicitari anche mentre il telefilm continua a proseguire, distogliendo quindi l’attenzione e irritando i telespettatori?

Per non parlare della pubblicità degli orologi Chronotech, che interrompono sempre il suddetto telefilm dando l’illusione che in realtà la scena stia continuando. Infatti la scritta messaggio promozionale è volutamente rimpicciolita e inscurita per farla notare con difficoltà, inoltre appaiono spesso elementi come un bastone o una pallina con una voce fuori campo che la stessa che doppia il personaggio di Dr. House. Per chi segue il telefilm, bastone e pallina sono tipici oggetti usati da questo personaggio. Tutto per creare l’illusione che non si tratti di una pubblicità. Anche questo, se non illegale, è probabilmente ai limiti dei regolamenti.

A quando un minimo rispetto per il telespettatore?

Articoli Correlati

  1. Due ragazzine fanno condannare la Glaxo
  2. Laico: se lo conosci lo eviti, se non lo conosci è meglio
  3. Problemi con i commenti: rimessi on line un mese di commenti finiti per errore in moderazione
  4. Compie 30 anni la campagna mondiale di boicottaggio contro la Nestlé
  5. Spariamo cavolate, visto che non abbiamo idee

I fondi per i decoder DTT erano illegali

Articolo letto 1046 volte

Il Commissario alla Concorrenza dell’Unione Europea ha stabilito che aver finanziato la piattaforma della tv digitale terrestre è stata una violazione la neutralità tecnologica, finendo quindi per turbare il mercato. 220 milioni di euro se ne sono andati così. Chi dobbiamo ringraziare? Il governo Berlusconi, ovviamente.

Prevista da tempo è arrivata ieri la conferma che l’Unione Europea si appresta a condannare l’Italia per gli stanziamenti che sono stati previsti nelle Finanziarie del 2004 e del 2005 per stimolare l’acquisto dei decoder della televisione digitale terrestre.

Il Commissario alla Concorrenza della UE, Neelie Kroes, ha sottolineato che quei fondi sono “illegali” in quanto violano il principio di neutralità tecnologica. Qui c’è lo zampino di Rupert Murdoch, la cui società satellitare SKY aveva fatto notare come ai finanziamenti per i decoder DTT non corrispondessero quelli per il satellite. Una tesi sposata dalla Kroes, secondo cui quei fondi hanno creato “un vantaggio indiretto per gli operatori del settore digitale in Italia” ai danni di quelli satellitari.

Il Commissario europeo Kroes ora intende portare le proprie conclusioni alla Commissione, che dovrebbe decidere per la condanna formale dell’Italia entro la prossima settimana.

Il punto nodale è cosa accadrà dopo. Come si ricorderà si è parlato di rimborsi dei soldi ricevuti, questione bollente se si pensa che l’intero affaire è costato all’Erario 220 milioni di euro. Continua a leggere ‘I fondi per i decoder DTT erano illegali’

Articoli Correlati

  1. Gli ex ostaggi italiani in Irak erano mercenari
  2. Flop brogli
  3. Telethon, blitz dei precari della ricerca. La Rai risponde con le querele
  4. Governo battuto: la Finanziaria non c’è più
  5. Austria, reclusa e violentata dal padre in 24 anni ha dato alla luce sette figli

I mostri di Erba

Articolo letto 1190 volte

Oggi i coniugi Romano hanno confessato. Sono stati loro ad uccidere i vicini di casa. I giornalisti dei telegiornali sguazzano in questa notizia come i bambini nelle caramelle, perché a loro non interessa altro che la notizia faccia notizia, appunto. E così si sprecano frasi che identificano i due assassini come “mostri” come se non facessero parte della nostra società. Addirittura al TG5 dicono che non si può nemmeno parlare di omicidio perché è qualcosa di molto peggio. Insomma qualcosa di inimmaginabile, disumano, al di fuori della concezione di noi brava gente.

Non riesco a non vedere del patetico buonismo in queste parole, un insulso tentativo di “chiamarsi fuori” (argomento, questo che ho già affrontato in quest’altro articolo).

Questa volta voglio concludere facendo una citazione che credo chiarisca il perché non possiamo definire quelle persona come “mostri” come se non facessero parte del genero umano, come se non fossero persone, come se non fossero i nostri vicini, e a volte anche noi stessi:

E ogni generazione diventerà sempre più barbara, sino alla follia collettiva. Ma non è detto che potranno esserci nuove generazioni. Il mondo è già ora un immane manicomio, e non ha futuro, se non riusciremo a invertire la tendenza che lo porta all’autodistruzione.

E tu stesso, se solo riuscissi a sederti tranquillo e a riflettere, scopriresti terrorizzato quanta pazzia si annida in te. Il fatto che tu riesca a controllarla e a reprimerla è irrilevante. Basterebbe poco a trasformarti in un maniaco omicida, per farti uscire in strada e uccidere chiunque tu incontrassi, perché tu stesso ti dia la morte.

Rajneesh Chandra Mohan Jain, detto Osho

Così poco che è bastato il pianto di un bambino per avere l’istinto di sgozzarlo.

Articoli Correlati

  1. Lega Nord e AN chiedano scusa
  2. Amare i bambini
  3. Torturatori torturati: la colpa contiene la punizione
  4. UE, i parlamentari italiani vogliono bloccare Rule of Rose

Processo diritti tv, rinviati a giudizio Berlusconi e Confalonieri

Articolo letto 1530 volte

Silvio Berlusconi Il Gup Fabio Paparella ha rinviato a giudizio l’ex premier Silvio Berlusconi per falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale, e il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, per falso in bilancio, e anche l’avvocato inglese David Mills al termine dell’udienza preliminare sui presunti fondi neri creati da Mediaset attraverso la compravendita di diritti televisivi e cinematografici. Oltre a Berlusconi e Confalonieri, il Gup ha poi deciso che dovranno essere processate altre undici persone, accusate, a vario titolo, di falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale. Il processo inizierà il 21 novembre prossimo al tribunale di Milano.

Dalla causa escono, per prescrizione, Candia Camaggi e Giorgio Vanoni, entrambi ex manager del comparto estero della Fininvest. Stando a quanto si è appreso, il gup Fabio Paparella ha disposto la prescrizione per gli episodi contestati dal ‘94 al ‘97 rinviando a giudizio Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e gli altri imputati per i reati che, secondo l’accusa, avrebbero commesso dal ‘97 al 2000. Continua a leggere ‘Processo diritti tv, rinviati a giudizio Berlusconi e Confalonieri’

Articoli Correlati

  1. Berlusconi perde la causa contro Marco Travaglio
  2. Un Berlusconi escatologico
  3. Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi
  4. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  5. Diritti tv e corruzione, Berlusconi alla sbarra

I vermi e la verità

Articolo letto 1981 volte

Mi è stato chiesto: “Ma perché non ti leggi le intercettazioni su Moggi?”. Ho risposto: “Mi fa un po’ schifo come i giornalisti stanno trattando la questione”. Ma poi ho pensato che come diceva il Prof. Challenger nel romanzo di Conan Doyle “Il mondo perduto”: “I giornalisti sono la peggior specie di vermi“. Così ho pensato che tanto valeva leggere subito e togliersi il pensiero, perché lo schifo non sarebbe comunque mai andato via.

Tanto per fare chiarezza: se Silvio Berlusconi dice che “non pagheremo le tasse” ed io lo sento in una intervista, con le mie orecchie, io ci credo che l’abbia detto lui. Se lo leggo su un giornale un po’ meno. Se Villa Certosa fosse abusiva, ho visto le foto, conosco le leggi sulla tutela ambientale, e ci credo. Se quancuno mi dice che c’è un’altra Villa abusiva io non esulto per un’altra scoperta delle nefandezze silviesche nè sono assolutamente certo che anche quella Villa è realmente abusiva. Questo lo farebbe un anti-berlusconiano. Ed io non sono anti-berlusconiano. Sono solo anti-cosesbagliate.

Andare dietro a delle notizie sbagliate, distorte e fatte passare per vere è invece tipico degli anti-qualcosa o semplicemente dei cacciatori amorali di scoop. Ed allora ecco spuntare un articolo di simak sul blog “No, tu no” che fa semplicemente notare come alcune notizie, riguardanti le intercettazioni telefoniche su Moggi, spacciate per fatti siano semplici manipolazioni. Cosa lo dimostrerebbe? Nient’altro che la richiesta di archiviazione della Procura di Torino, ovvero dell’accusa, per il processo in cui erano indagati Moggi, Giraudo e il designatore Pairetto. Leggendo questo documento si capisce come giornalisi importanti e stimati come Marco Travaglio si siano lasciati offuscare la vista da qualcosa che con il giornalismo e la verità non c’entrano, tanto da non controllare nemmeno la data e l’orario delle intercettazioni. Notare che ho scritto alcune, perché magari Moggi è da processare e condannare per tante altre cose e non mi sorprenderei. Ad esempio “è il rapporto Pairetto-Moggi, fortemente equivoco, a dover essere sanzionato come ha fatto la Uefa già da una settimana, sostituendo Pairetto e sanzionandolo per aver comunicato in anticipo la designazione di Meier, perché anche in europa sono consci che alterare il risultato di una partita è un’altra cosa” (cito sempre simak). Ma quelle alcune cose mostrano una volta di più il vero volto dei giornalisti. Mentre sfugge via un’altra occasione da parte della società civile di pretendere solo e tutta la verità.

Per completezza riporto l’intero post di simak: Continua a leggere ‘I vermi e la verità’

Articoli Correlati

  1. La Chiesa non è contro il divorzio, vuole solo l’esclusiva
  2. Video della BBC: Vaticano e la politica tentano la strada della disinformazione
  3. Diritti tv e corruzione, Berlusconi alla sbarra
  4. Cannonate sui balzelli telefonici
  5. Ratzinger ha occultato l’inchiesta sulla pedofilia, e in Italia si tenta di censurare la notizia

Cose accadute e non

Articolo letto 1755 volte

Silvio Berlusconi

Un altro giovane ha urlato contro l’auto blu: “Evviva Vittorio Mangano!” l’ex stalliere del premier legato a Cosa nostra. Berlusconi sceso dall’auto, si è avvicinato con foga al giovane, gli ha puntato l’indice contro e gli ha detto: “Tu non ti puoi permettere, tu sei un coglione!”.

da Repubblica.

Ok, c’è chi dice che Quest’uomo ha ufficialmente sbarellato e chi si immagina il plauso dei blog di destra, ma nel frattempo c’è chi non dice nulla. Rete 4 e Italia 1, con quest’ultima che, con il rotocalco StudioAperto, ormai passa più tempo a preannunciare cosa farà la sinistra (capovolgendo palesemente le dichiarazioni dei leader dell’Unione) che a parlare di gossip… inaudito!

Ah, fra parentesi Mangano è veramente un mafioso che Continua a leggere ‘Cose accadute e non’

Articoli Correlati

  1. La nuova rivoluzione: fare le cose, dimostrare che sono positive e vedere come gli altri si convincono da soli
  2. Santoro: dov’è finita l’autonomia dei giornalisti?
  3. Notizie Sbagliate
  4. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  5. L’ammazzasentenze torna al lavoro