Il caso Mele: 6 citazioni interessanti

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“Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me” (Cosimo Mele, La Stampa).

“Certo che mi riconosco con i valori cristiani, ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale” (Cosimo Mele, La Stampa).

“L’ho pagata? Non proprio… Le ho fatto un regalo, una somma in denaro”. (Cosimo Mele, Corriere della Sera).

“E che, i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore?”. Cosimo Mele, La Stampa)

[via Alessandro Robecchi]

L’onorevole Mele ha chiamato l’ambulanza?
“Macché, ha cercato di strapparmi il cellulare di mano. Io ho telefonato al mio compagno e poi a mio fratello”. (La ragazza squillo, Repubblica)

“La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma (…) Questa mattina ho incontrato un alto funzionario della Camera che ha sottolineato il gran parlare dei costi della politica. Invece al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare”. (Lorenzo Cesa, il Giornale)

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Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde

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Stasera Silvio Berlusconi ha telefonato inaspettatamente alla trasmissione Ballarò. Ha parlato di tante cose, del governo che va male (secondo lui) e dei (presunti) brogli elettorali che avrebbero permesso alla sinistra di vincere le elezioni. Pierferdinando Casini risponde e dice che rispetto agli insuccessi del governo la questione dei brogli è secondaria. Insomma, siccome Casini vuol stare un po’ a sinistra e un po’ a destra, non può far arrabbiare troppo Berlusconi dicendo che la questione dei brogli è una gran fesseria. Ma se non è una fesseria come può essere secondaria? Come potrebbe essere più importante il giudizio sull’operato di un governo rispetto all’elezione che lo avrebbe portato in carica? L’elemento portante della democrazia, ovvero le elezioni, possono essere secondarie dalle riforme o le leggi emanate dal governo? Per non far arrabbiare Berlusconi, Casini fa un bel pastrocchio.

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Il video della BBC non è più disponibile

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Il video della BBC sottotitolato in italiano riguardante i preti pedofili e la censura vaticana non è più disponibile su Google Video. Altra censura? Probabilmente no, si tratterebbe solo di un sintomo dell’imminente messa in onda in Italia, ad opera di Michele Santoro su “Annozero”, forse già il prossimo giovedì. Staremo a vedere.

Intanto ecco l’articolo completo di punto-informatico, che approfondisce il tema:

Con un certo sconcerto in queste ore gli utenti italiani rilevano, e lo scrivono su forum e blog, che il video Sex Crimes and the Vatican che tanto scandalo ha provocato è stato rimosso da Google Video.

All’indirizzo a cui era reperibile fino a poche ore fa, il servizio della BBC, visto 600mila volte negli ultimi giorni (era il più popolare e discusso video presso l’utenza italiana), non è più disponibile. “Siamo spiacenti - si legge nella pagina che ne ha preso il posto - questo video non è disponibile”.
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Calunniate, calunniate, qualcosa resterà…

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Un articolo di Gianni Guelfi, da leggere e far leggere a tanta gente (gente comune, imprenditori, casalinghe, farmacisti…):

Scambiando la libertà di stampa per libertà di diffamare, al Giornale sembrano aver fatto proprio questo motto di Stalin (o Talleyrand?). E da molti anni ormai. Come tutti sanno l’ iniziatore di questa gaglioffesca costumanza dell’ house organ della famiglia Berlusconi fu Vittorio Feltri, il calunniatore principe i cui falsi scoop costarono all’ editore un bel po’ di quattrini in risarcimenti alle parti offese. A cominciare da Di Pietro, risarcito con centinaia di milioni per le calunnie rivoltegli dal Giornale quando era ancora magistrato, e Gerardo Chiaramonte, esponente del Pci accusato da Feltri all’epoca della Mitrokhin di essere una spia al soldo dei russi. Naturalmente non c’ era niente di vero. E come dimenticare il celebre “scoop” del 1995, quando, volendo fare un favore al candidato del cdx alle regionali lombarde Formigoni, il Giornale accusò il suo avversario Martinazzoli di avere piazzato i figli in appartamenti a fitti di favore? Peccato solo che Martinazzoli non avesse figli.
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Santoro: dov’è finita l’autonomia dei giornalisti?

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“Ma dov’è finita l’autonomia dei giornalisti?” se i vertici Rai e la politica pretendono di valutare e decidere anche le scalette dei programmi d’informazione. Questo in sintesi il senso dello sfogo con cui Michele Santoro ha aperto la puntata di ‘Annozero’ dopo le polemiche sull’acquisto da parte del programma del reportage della Bbc ‘Sex Crimes and the Vatican’ sulla pedofilia in ambienti ecclesiastici. “Mi sarei aspettato una reazione da parte del sindacato, da parte dell’ordine e invece niente”, ha detto fra l’altro il giornalista. “Esiste l’autonomia dei giornalisti, esiste un contratto nazionale che prevede cose precise. Ma dove sta scritto che uno deve andare con la scaletta del programma in Cda?”, ha aggiunto. (fonte)

Chissà se qualcuno si degnerà di rispondere. Intanto la libertà di parola e la libera informazione vanno a farsi una vacanza.

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Video della BBC: Vaticano e la politica tentano la strada della disinformazione

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La disinformazione è un insieme di informazioni errate o distorte diffuse intenzionalmente per influenzare l’opinione pubblica su un dato argomento. E’ quello stanno facendo il Vaticano e parte della Politica italiana nei confronti del documentario della BBC sullo scandalo sui preti e la pedofilia.

Il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori, ad esempio, ha dichiarato: “Da parte nostra non c’è nessuna censura ma la lamentela perché ci risulta che il documentario riporti molte falsità di fatto (…) Speriamo che il modo in cui viene presentato faccia emergere le falsità, altrimenti non sarebbe un servizio alla verità”. Secondo RAInews24, mons. Betori ha criticato in particolare il fatto che il filmato consideri un documento vaticano del 1962 come emanazione del cardinale Ratzinger mentre all’epoca questi era un semplice teologo. Cosa che in realtà non viene mai detta nel documentario, che invece sottolinea come nel 2001 Ratzinger abbia scritto il seguito del documento del 1962. Ratzinger è quindi colpevole di aver ribadito e, per così dire, modernizzato l’obbligo del silenzio (per i preti pedofili e le loro vittime) e l’obbligo a non aiutare le forze dell’ordine nelle loro indagini. Mons. Betori lo sa, ma sa anche quanto sia facile influenzare l’opinione pubblica italiana quando il video non è ancora stato trasmesso in televisione.

In politica, invece, il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini dichiara: “Non capisco perché se la Bbc ha mandato in onda un documentario spazzatura noi dobbiamo imitarla magari acquistandolo con i soldi della tv pubblica (…) Facciamo una bella inchiesta sul clero nel mondo. Parliamo dei preti pedofili dando lo spazio che questo fenomeno merita, cioè un millesimo rispetto alle virtù positive della Chiesa”.

Se si chiama Santa Madre Chiesa non dovrebbe avere molte virtù positive ma solo virtù positive, altrimenti che Santa sarebbe?
Ad ogni modo usare la frase “Non capisco perché se la Bbc ha mandato in onda un documentario spazzatura noi dobbiamo imitarla” è l’applicazione dello stratagemma n.5 “Per dimostrare la propria tesi tesi ci si può servire di premesse false” illustrato nel libro L’arte di ottenere ragione di Arthur Shopenhauer. Infatti Casini vorrebbe sostenere la tesi che il documentario della BBC non deve essere mandato in onda facendo passare per vera, ma senza spiegarne il motivo, l’affermazione che sia spazzatura. Invoca inoltre il principio per cui non si dovrebbe imitare chi sbaglia, facendo quindi leva sull’orgoglio delle persone, senza spiegarne, anche in questo caso, motivo per cui la BCC stia sbagliando.

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La censura italiana sul video della BBC vista dalla BBC

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Avete sentito in televisione qualcuno che parli dello scandalo del video della BBC, che non si vuole far trasmettere in Italia? Qualcuno che riporti quello che la stampa commenta sulla diffusione in internet del suddetto video? Niente di niente. Viva la libertà di informazione! Ci tocca andare sul sito BBC News per sapere cosa sta succedendo in Italia, e noi ci andiamo.

In questo articolo, infatti, viene spiegata la paradossale situazione della censura italiana, che non permette una libera circolazione delle informazioni solo perché queste andrebbero contro gli interessi della Chiesa Cattolica. Cose che non accadrebbero mai in nessun altro paese che si vuol chiamare democratico.

L’articolo della BBC spiega come il giornalista Michele Santoro abbia chiesto alla RAI di acquistare i diritti per trasmettere il loro documentario sugli abusi sessuali nella Chiesa, e come un politico di destra Mario Landolfi (della commissione di vigilanza sulla RAI) abbia chiesto con “furore” che non venga trasmesso.

L’articolo prosegue spiegando che il filmato, trasmesso in Inghilterra nell’ottobre scorso (ben sette mesi fa), è stato sottotitolato in italiano e messo a disposizione in internet (qui, per chi volesse vederlo) e facendo notare come il quotidiano cattolico l’Avvenire abbia criticato aspramente i blogger italiani che hanno postato questo video sostenendo che si tratta di una “ignobile calunnia” (ne parla anche Reuters). Quindi secondo la stampa italiana, diffondere corrette informazioni è ignobile, tenetelo a mente la prossima volta che leggerete la classifica sulla libertà di stampa nel mondo e vi impressionerete di essere 61esimi dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e Mali.

L’articolo della BBC arriva ad un obiettivo e, proprio per questo, assai deprimente quadro della situazione politica italiana spiegando che il signor Landolfi di cui prima ha dichiarato che il documentario voluto da Santoro non dovrebbe essere trasmesso “per evitare che la televisione di pubblico servizio diventi uno squadrone di esecuzione mediatica pronto a far fuoco sulla Chiesa e sul Papa”. Povero Papa che non si può difendere dall’accusa di ostacolo alla giustizia (avendo appunto reimposto il silenzio ai preti pedofili e alle vittime, pena la scomunica). Eh già, povero Papa, per salvarlo ci vuole quella che la BBC chiama la “censura preventiva” del signor Landolfi.

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Giornata mondiale contro l’omofobia

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Quoto in pieno il post di David Saltuari su Macchianera sulla giornata mondiale contro l’omofobia:

Oggi è la giornata mondiale contro l’omofobia e ieri è stato aggredito il presidente milanese dell’Arcigay. Queste due notizie che in qualunque altra parte del mondo avrebbero fatto andare in fibrillazione le redazioni di tutti i giornali, da noi passano nel silenzio più assordante. Cerchiamo di parlarne almeno noi.

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Il WiFi provoca la sindrome da attenuazione nervosa?

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Riporto per intero questo lungo ma interessante articolo apparso su Punto-Informatico, che affronta in maniera piuttosto rigorosa il problema dell’elettrosmog nell’ambito informatico e della telefonia, cercando di fare chiarezza in un campo dove leggende metropolitane si sommano alla comprensibile ignoranza dei non addetti ai lavori su questioni di elettromagnetismo. Se a questo aggiungiamo il solito allarme che chiama in causa la salute dei bambini solo per attirare l’attenzione, allora è veramente giunto il momento di spiegare come stanno le cose.

Allarmismi e ignoranza?
Nei giorni passati la stampa mainstream - ma non i blog - ha dato risalto alla notizia che alcuni inglesi - e la stessa cantilena si era già levata anche in USA - sono preoccupati per i danni alla salute che le reti WiFi potrebbero causare nelle scuole; articoli che ancora una volta sembrano urlare: “dio mio i bambini, salvate i bambini!”. E allora io mi sono attivato spolverando alcuni conti che avevo fatto l’anno scorso; ma non per salvare i bambini, piuttosto per salvare noi e quindi il mondo che circonda i bambini: i bambini sono sempre strumenti perfetti per manipolare l’opinione pubblica e chi ne fa questo uso, come l’Indipendent che ha lanciato l’allarme WiFi, dovrebbe essere punito alla stregua di un pedofilo, perché anche se non esercita una violenza sui bambini, alterando la percezione di noi adulti, violenta il mondo che gli costruiamo intorno mentre loro diventano grandi.

Le onde elettromagnetiche fanno male: è vero. Intuitivamente lo sappiamo tutti, ce ne rendiamo conto ogni volta che un pollo dentro al microonde da crudo diventa cotto. Quello che però non sappiamo né noi né gli scienziati, è quanto effettivamente le onde elettromagnetiche facciano male. O meglio, conosciamo i rischi deterministici a breve termine - es: cataratte oculari, ustioni della pelle, riduzione dei globuli bianchi, sterilità - ma non sappiamo determinare accuratamente una soglia garante del fatto che tra 30 anni non incorreremo in rischi stocastici - es: disturbi neuroendocrini, comportamentali, cancerogenesi - causati dall’esposizione prolungata a campi elettromagnetici di piccole entità che non danno risultati negativi immediati e quindi oggi considerati innocui. Continua a leggere ‘Il WiFi provoca la sindrome da attenuazione nervosa?’

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Ratzinger ha occultato l’inchiesta sulla pedofilia, e in Italia si tenta di censurare la notizia

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In breve: Ratzinger chiese, in una lettera segreta ai vescovi, di ostacolare le inchieste sui preti pedofili. Già un miliardo di euro spesi per risarcire le famiglie delle vittime e indurli al silenzio. L’inchiesta statunitense si è arenata dopo che Ratzinger divenne Papa Benedetto XVI perché, in quanto Capo di Stato, gode dell’immunità. Dello scandalo di abusi sessuali se ne è occupata anche la BCC con un documentario che dalle emittenti italiane è stato totalmente ignorato. Ma qui è visibile il video sottotitolati in italiano: una volta di più internet aggira la censura e fa opera di diffusione della libertà. Ad ogni buon conto sarebbe utile salvare il file video, per evitare problemi con censure future.

Per una descrizione dettagliata dei fatti, leggete di seguito:

Crimen sollicitationis è un documento segreto emesso dal Santo Ufficio del Vaticano (adesso conosciuto come Congregazione per la Dottrina della Fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi cattolici su come trattare i casi nei quali i preti erano accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Non solo, tramite esso si danno istruzioni su come porsi innanzi a casi di “crimini peggiori”, nei quali un prete è sessualmente coinvolto con un animale, bambino o uomo. Tale documento è stato redatto dal Cardinale Alfredo Ottaviani e approvato da papa Giovanni XXIII (il cosiddetto Papa Buono).

Il documento invoca segretezza sia per i casi trattati che per il documento stesso. Esso impone segretezza persino sulle vittime degli abusi sessuali. Sono imposte misure estreme per la violazione della segretezza, comprese la scomunica, la quale può essere inflitta e tolta solo dal papa in persona. Alcuni vescovi, come conseguenza, sostengono di non averne mai conosciuto l’esistenza.

La prima volta che Crimen sollicitationis apparve sotto i riflettori fu nel 2001 in quanto ne fu fatta menzione in una lettera segreta scritta dall’allora Cardinale Ratzinger (oggi Papa Benedetto XVI) ai vescovi del mondo, riguardante nuove procedure atte a fronteggiare le accuse sugli abusi sessuali minorili da parte di preti cattolici, dopo lo scandalo che convolse centinaia di preti pedofili negli Stati Uniti.

Negli Stati Uniti, la Corte Distrettuale del Texas non si è potuta pronunciare in merito alla procedura giudiziaria civile presentata contro Papa Benedetto XVI, accusato di complotto per coprire le molestie sessuali contro tre ragazzi da parte di un seminarista perché l’Amministrazione Bush ha bloccato la procedura giudiziaria informando il tribunale che Benedetto XVI gode di immunità come Capo di Stato, sottolineando dunque che avviare il procedimento sarebbe «incompatibile con gli interessi della politica estera degli Stati Uniti», che dal 1984 hanno allacciato rapporti diplomatici con la Santa Sede.

E poiché Ratzinger sarà Capo di Stato finché non morirà, questo significa che la sua elezione a Pontefice fu una sentenza di assoluzione perpetua e un modo per contenere la diffusione mediatica dello scandalo sulla pedofilia.

Infatti nel 2005 l’Observer entrò in possesso della lettera di Ratzinger e pubblicò questo articolo (tradotto qui).

La BBC ha trasmesso in Inghilterra nel 2006 il documentario Sex Crimes and the Vatican (Crimini sessuali e il Vaticano), che viene descritto dettagliatamente in questo articolo. In Italia nessuna emittente televisiva ha trasmesso il documentario, mostrando ancora una volta di più, la sudditanza del nostro Paese nei confronti della Chiesa Cattolica. Solo le Iene hanno accennato in un servizio dello scorso hanno. Ma ora il video del documentario è disponibile su Google Video a questo indirizzo. Consiglio caldamente la visione e anche di scaricarne il file, per evitare che future censure possano ostacolare la conoscenza di questa scomoda verità.

Oltre alle fonti già citate, ne parlano Punto-Informatico
Bispensierio (su Sex Crimes and the Vatican, con la trascrizione del parlato in italiano)
Bispensiero (sul servizio delle Iene, con tanto di video).

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