USA, le email sono protette dalla Costituzione, come la posta ordinaria

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Una sentenza, destinata a fare storia, mette sullo stesso piano email e posta ordinaria, garantendo ad entrambe una riservatezza che, nel caso delle email, era fin troppo facile violare. Ora, da parte delle autorità, per poter leggere in contenuto di una email, sarà necessario un mandato di un giudice, emesso prima. Per approfondire consiglio la lettura di questo articolo di Punto Informatico:

Il caso Warshak contro Stati Uniti è destinato forse a cambiare per sempre la giurisprudenza americana: con una sentenza a sorpresa un giudice della Sesta Corte Federale ha accettato il ricorso contro l’intercettazione della propria corrispondenza telematica presentato dal querelante Steven Warshak, noto per la sua discutibile attività di compravendita di prodotti legati al sesso e altrove sotto processo a causa di presunte frodi e appropriazione indebita.

Ad essere stata bocciata è una legge nota con il nome di SCA (Stored Communication Act), utilizzata fino ad oggi dagli investigatori per giustificare l’accesso alle caselle online di Warshak. Secondo i magistrati questa norma è incostituzionale e pertanto andrebbe cancellata.
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Forza Italietta: Berlusconi alla FAO nel 2002

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“Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame”
(Silvio Berlusconi al vertice mondiale della Fao, interrompendo il presidente del Togo Gnassingbè Eyadéma che sta spiegando la tragedia del Malawi, dove 13 milioni di persone stanno morendo di fame, la Repubblica, 11 giugno 2002)

Dalla rubrica “Carta Canta” di repubblica.it

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Gli USA attivano il Grande Fratello globale

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Da Punto-Informatico:
Tutti gli operatori di rete statunitensi, i fornitori di accesso e di servizi online, i provider di servizi VoIP, le aziende del broad band e quelle del cavo, società satellitari e molte università: da ieri tutti questi soggetti negli Stati Uniti sono tenuti per legge a disporre di tecnologie che consentano alla polizia federale di accedere in qualsiasi momento alle attività online degli utenti Internet.

Lo ha ricordato ieri Wired che parla di Giorno dell’Intercettazione di internet, in uno scenario atteso da tempo e che le nuove leggi rendono reale.

Si tratta, come noto, degli effetti dell’estensione alla rete delle norme sulle intercettazioni, che già da più di dieci anni obbligano i fornitori di servizi voce tradizionali a facilitare il lavoro di monitoraggio delle conversazioni da parte della polizia.

Sebbene questo possa avvenire solo dietro mandato di un giudice, non sono mancati i casi in cui la polizia federale ha utilizzato il sistema per velocizzare indagini ottenendo i permessi a posteriori. Un quadro che ora si ripresenta, preoccupando i molti che già preconizzano l’avvento di nugoli di cybercop dediti all’osservazione delle attività online di utenti ancora non formalmente indagati. Questo è, peraltro, quanto avviene in molti paesi, un malcostume ben noto, dove l’autorizzazione a raccogliere le prove viene rilasciata a prove già acquisite, illegalmente.
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Il canale YouTube dell’esercito Usa

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La forza multinazionale presente in Iraq, comandata dall’esercito americano, ha aperto un canale su YouTube in modo da spostare l’opinione pubblica sulla guerra in Iraq da prettamente negativa a positiva e per contrastare i messaggi, sempre maggiori, che provengono da blog e siti antiamericani.

I video che sono attualmente pubblicati provengono dai soldati-cameramen ufficiali dell’esercito; tuttavia, anche soldati, marinai e piloti sono stati invitati a postare i propri filmati, magari ripresi con piccole videocamere o telefonini.

Certo, viene da pensare che il canale non sarà mai “libero” (come in realtà dovrebbe essere nelle intenzioni degli ideatori) perché ci sarà sempre un problema di “censura”: i militari, infatti, hanno l’obbligo di non pubblicare direttamente i propri contenuti audio e video su alcun sito.

(Via Downloadblog e Slashdot.org)

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Condannato il docente russo

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Ne avevamo parlato un paio di mesi fa in questo articolo, e ieri si è sparsa la notizia della condanna al docente russo Alexander Posonov, che ha consentito a 12 dei propri alunni di utilizzare altrettanti computer con Microsoft Windows e Microsoft Office senza copertura di licenza, ossia “piratati”. La sentenza prevede una multa di 5mila rubli, pari a circa 160 euro: qui da noi può sembrare una somma contenuta ma rappresenta in realtà l’esatta metà dello stipendio dello stesso Posonov.

Il tutto solo per dimostrare al WTO, l’Organizzazione mondiale per il Commercio, che il paese prende sul serio i reati contro il diritto d’autore. (leggi qui la notizia completa)

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La Giornata mondiale per la libertà di stampa

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Dal blog di Jacopo Fo:
Oggi si celebra la Giornata mondiale per la liberta’ di stampa e come ogni anno l’ong americana Freedom House, istituto di ricerca nato per monitorare e promuovere le liberta’ e le democrazie nel mondo, ha presentato il suo rapporto sulla liberta’ di informazione.
Ci sono buone notizie, almeno per l’Italia che da paese “parzialmente libero” passa a “libero”, salendo dal 79.mo posto al 61.mo nella classifica mondiale (195 i paesi in esame).
L’Italia “era l’unico membro dell’Unione Europea ad apparire nella categoria dei Paesi ‘parzialmente liberi’ - si legge nel rapporto - ed e’ stata promossa nel 2006 soprattutto in conseguenza della fine dell’incarico di presidente del Consiglio del magnate dell’informazione Silvio Berlusconi”.
Abbiamo superato le Tonga, il Burkina Faso e il Botswana, ma rimaniamo sempre dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e soprattutto al Mali.
Se volete vedere tutta la classifica qui.
Nonostante alcuni buoni segnali, a livello planetario la liberta’ di stampa incontra ostacoli sempre piu’ grandi. In generale il 62% dei paesi monitorati e’ tra “Non libero” e “Parzialmente libero”, in Cina, Siria, Libia, Cuba, Corea del Nord la liberta’ di stampa resta un obiettivo lontano e il potere imbavaglia l’informazione scomoda, anche quella che gira sui nuovi media come internet.

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I robot distruggano altri robot

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Ma per uccidere un umano siano autorizzati da un umano. Fanno discutere le nuove… leggi della robotica presentate da un ingegnere della ricerca militare statunitense Da PuntoInformatico:
robot impiegati in battaglia devono poter scegliere e distruggere i propri obiettivi liberamente. Ma solo se si tratta di altri robot. Se gli obiettivi sono umani, invece, devono ricevere un input da remoto da parte di un “operatore” umano.

Si può sintetizzare così il senso di un documento, definito un concept, con cui John Canning, ingegnere della divisione di ricerca del Naval Surface Warfare Centre, sta facendo parlare di sé: queste “regole” di combattimento, a suo dire, devono servire da ispirazione per le future generazioni di robot guerrieri.
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32 cam spiano la casa di George Orwell

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Da Punto-Informatico

Ironia della sorte o semplice degenerazione della società della videosorveglianza? Il Regno Unito, da tempo luogo prediletto per le sperimentazioni del controllo ubiquo ed ossessivo dei cittadini, è per certo la zona del pianeta caratterizzata dalla più imponente diffusione di telecamere a circuito chiuso (CCTV) attive 24 ore al giorno. Cam ligie alla sorveglianza persino nei dintorni di quella che fu la casa di George Orwell, autore di 1984 e della visione distopica con al centro il Grande Fratello e la dittatura dell’Ingsoc nello stato di Oceania.

Il palazzo a quattro piani in cui Orwell abitò fino alla morte nel 1950 è situata ad un angolo di Canonbury Square nell’Islington, a nord di Londra. Tutt’intorno alla palazzina, numero civico 27B, è un proliferare di CCTV occhiute e sempre attente a scrutare tutto e tutti, 32 telecamere nello spazio di 180 metri dall’abitazione.

I giardini pieni di alberi che si offrivano alla vista dello scrittore vengono costantemente monitorati da due telecamere sistemate sulle luci del traffico. Le finestre sul retro sono sorvegliate da altre due cam, in prossimità di un centro di conferenze in Canonbury Place. Non sfugge all’occhio vigile del controllo illimitato nemmeno il pub preferito di Orwell, il Compton Arms, nel cui vicolo una cam di una concessionaria di automobili finisce per registrare non solo il proprio spazio ma anche chiunque entri ed esca dal locale.

Le restanti 28 CCTV sono piazzate nel circondario, assieme a centinaia di altre piccole telecamere private controllate da remoto messe a salvaguardia di abitazioni, uffici, negozi ed attività di vario genere. Ed è proprio la salvaguardia la motivazione principale con cui alcuni dei coautori del sistema di iper-controllo giustificano il proliferare delle CCTV: Minesh Amin, proprietario di una drogheria monitorata da 3 telecamere, sostiene che queste “servono per la nostra sicurezza e salvaguardia. Senza di esse, le persone potrebbero rubare dal negozio. Sebbene questa sia una zona tranquilla, ci sono sempre persone poco raccomandabili che provocano guai rubando”.
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Giornata mondiale dell’Acqua, cosa si può fare?

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Dal blog di Jacopo Fo:

In occasione della Giornata mondiale dell’Acqua 2007 spuntano come ogni anno rapporti sullo stato delle cose.
La situazione non cambia: politiche sbagliate, quali la privatizzazione dell’acqua, cambiamenti climatici che hanno ridotto le piogge e aumentato lo scioglimento dei ghiacci, consumi esorbitanti e sprechi: tutto ciò fa sì che nel mondo ci siano più di un miliardo di persone che non hanno accesso ad acqua potabile e 1,8 milioni di bambini che muoiono ogni anno a causa di malattie provocate dall’acqua sporca.
In Italia facciamo schifo: consumiamo ogni giorno una media di 220 litri d’acqua a testa (l’anno scorso parlavamo di 213), 15 volte la quantità a disposizione di un contadino africano, che quando gli va molto bene, riesce ad avere a disposizione 20 litri di acqua, con cui deve bere, lavarsi, cucinare e irrigare i campi!
52 miliardi di metri cubi è la quantità di acqua consumata ogni anno in Italia, il volume del lago di Garda.
La rete idrica italiana perde una media del 30-40% dell’acqua erogata dagli acquedotti a fronte del fatto che un terzo della popolazione italiana non ha sempre un accesso regolare al servizio idrico.
Spediamo una media di 300 euro a testa per acquistare acqua minerale in bottiglia, senza sfruttare una risorsa più economica, più controllata, più sostenibile: l’acqua del rubinetto. Come diciamo da anni, i problemi di sapore, odore, e schifezze varie presenti nell’acqua del sindaco sono dovuti al cloro e alla tubature vecchie. Nella maggior parte dei casi il problema si può risolvere con un semplice filtro a struttura composita, una tecnologia che si ripaga da sola e poi vi fa risparmiare!!!

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L’ira anonima di Washington contro il Governo italiano

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Riguardo le critiche di un “alto funzionario dell’amministrazione Bush che ha chiesto di rimanere anonimo” all’operazione del Governo italiano per la liberazione del giornalista Mastrogiacomo, Fassino sottolinea: “le critiche da fonti anonime non sono credibili“. Ieri, anticipando Fassino, swampthing aveva scritto

“Una fonte anonima. Quindi inattendibile, fino a prova contraria. […] Ma come può il governo della più grande “democrazia” del mondo affidare le sue esternazioni ad un anonimo?”.

Secondo quanto riferisce il Ministero degli Esteri, nell’incontro tra Condoleeza Rice e D’Alema avvenuto il 19 Marzo (il giorno stesso del rilascio) non ci sono state critiche all’operato italiano. E allora? Perché l’opposizione, Berlusconi in testa, prende per buona la critica di una fonte anonima americana e si schiera automaticamente contro il Governo italiano? Non era loro quelli della patria sacra? E perché i telegiornali italiani non sottolineano l’inattendibilità della fonte in quanto anonima? Ah, giusto, perché sono tutti comunisti…?!

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