Caso Travaglio-Schifani: la vergogna giornalistica

Articolo letto 2022 volte

Saltando le ovvie dichiarazioni della parte politica di Schifani, mi colpiscono quelle di Anna Finocchiaro (PD), la quale, forse per salvare quel dialogo bipartisan che lo stesso Schifani dichiara ora essere “minato”, afferma che sarebbe stato necessario un contraddittorio durante la trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Di Pietro replica giustamente che “Non ha senso. Vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore”.

Questo semplicemente perché al contrario di ciò che ha detto un giornalista del TG1, Marco Travaglio non esprime sue opinioni, ne quelle dei suoi amici. Travaglio ha fatto semplicemente il suo dovere di giornalista raccontando quel che sono i fatti. Di Pietro infatti aggiunge: “Non si cancella con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato”.

Per i TG1 invece le dichiarazioni di Di Pietro vengono presentate, durante una veloce carrellata di opinioni politiche, con questa frase approfonditissima: “… Di Pietro difende Travaglio…”. E nient’altro, senza argomentare, spiegare. E far capire ai telespettatori che hanno sentito solo opinioni negative, come la solidarietà (anch’essa non argomentata) del direttore della RAI Cappon.

Un altro esempio, insomma, della manipolazione mediatica delle notizie, di una vergogna (o della sua assenza) da parte dei giornalisti che tocca cime inesplorate.

Fabio Fazio ha però fatto bene a scusarsi per le sole offese (i riferimenti di Travaglio a muffe e lombrichi erano offensivi, seppur divertenti) ma non per la libertà di parola che a Che tempo che fa non viene negata a nessuno. Ovviamente i TG e i giornali online parlano di “Scuse di Fazio a Schifani”. Senza specificare chiaramente che le scuse sono sul metodo e assolutamente non sul merito.

Un altro passo indietro verso la libertà di stampa. Giusto un anno fa eravamo saliti al 61esimo posto superando rispetto all’anno prima le Tonga, il Burkina Faso e il Botswana, ma rimaniamo sempre dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e soprattutto al Mali. Ad oggi non mi sento di poter dire che il giornalismo italiano sia più libero e indipendente del Burkina Faso.

Articoli Correlati

  1. Berlusconi perde la causa contro Marco Travaglio
  2. Il cristiano moderno
  3. Un Berlusconi escatologico
  4. Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi
  5. Scritte offensive sulla lapide di Moro. In che senso?

Austria, reclusa e violentata dal padre in 24 anni ha dato alla luce sette figli

Articolo letto 585 volte

Austria, reclusa e violentata dal padre, in 24 anni ha dato alla luce sette figli, però, nonostante questo e nonostante le innumerevoli statistiche che dicono chiaramente che le violenze sessuali avvengono principalmente in casa e da parte di familiari… ebbene, c’è chi da ancora palesemente per scontato che sia tutta colpa degli immigrati. Quelli che prima erano extracomunitari ma ora non lo sono più.

Articoli Correlati

  1. Rocco e i suoi sfracelli
  2. Grande Fratello? Super conveniente!
  3. Per la chiesa il matrimonio fra consenzienti è annullabile, e il battesimo?
  4. Pistola elettrica usata per errore su un nero, diabetico, da sette poliziotti statunitensi
  5. Crocifissa perché posseduta

Berlusconi: tagli alle tasse

Articolo letto 209 volte

Ci avete creduto anche questa volta? Bravi.

Berlusconi - tagli alle tasse

via, via

Articoli Correlati

  1. Berlusconi ricatta: senza tagli si va a elezioni anticipate
  2. Berlusconi: pacemaker a Cleveland
  3. Niente tasse per i commercianti, e niente servizi!
  4. Berlusconi si lamenta: non ha il 51%
  5. Berlusconi: non pagheremo le tasse

UdC: Italia al palo, affissioni abusive?

Articolo letto 393 volte

UDC - sagome Italia

Roma, zona Università “La Sapienza”. Decine di supporti in plastica incollati a pali e ringhiere con sagome di cartoncino arancione a forma di Italia. L’UdC ha pensato bene di affidare la propria campagna elettorale ad una affissione probabilmente abusiva ma sicuramente disturbante ed inquinante. Con l’intelligente slogan “L’Italia non può restare al palo”.

Cartoncini che si staccano facilmente e imbrattano marciapiedi, supporti in plastica fortemente incollati, che rimangono sui pali anche molto tempo dopo la rimozione dello pseudo-volantino. Ma anche nessuna traccia di un’autorizzazione ministeriale. Oltre allo slogan, al simbolo e al sito web di Pierferdinando Casini, solo l’indicazione (tramite etichetta adesiva) del Committente responsabile, il Senatore Giuseppe Naro.

UdC - sagome Italia

Ma che bella immagine di sè che l’Unione di Centro (UdC) da al Paese. Un bel disprezzo per la città e i suoi cittadini. Anche a Genova è comparsa questa campagna, ne parla Marco Molinari che giustamente osserva: “non so quanto sia compatibile con il rispetto della cosa pubblica e le norme vigenti in regime di campagna elettorale.”

Ovviamente ho provveduto subito a fare una segnalazione alla polizia municipale che mi ha chiesto generalità e numero di cellulare prima di assicurarmi che avrebbero fatto subito un controllo. Il giorno dopo molte delle sagome sono ancora lì, e molte sono ancora in strada. Chissà, forse tale affissione non è abusiva… che ne pensate?

Articoli Correlati

  1. SIM scadute, ottenuto un rimborso
  2. A Londra appaiono i manifesti previsti da Orwell
  3. Curiosità sulle elezioni USA
  4. In Italia c’è poca cura del dolore
  5. In Italia 2.193.999 immigrati regolari

Un idea irresponsabile: Berlusconi vuol detassare gli straordinari

Articolo letto 1594 volte

Alle puerili motivazioni addotte da alcuni esponenti di del Popolo della Libertà, per i quali detassare gli straordinari significa aumentare la busta paga e quindi aiutare i cittadini, rispondo facendo notare che non solo dovrebbe essere sacrosanto diritto di ogni lavoratore riuscire ad arrivare a fine mese con il solo stipendio base, ma soprattutto che detassare gli straordinari significa incentivarli. Ebbene, dopo il normale orario lavorativo, un operaio che è costretto a fare gli straordinari per vivere sarà ancora più stanco e deconcentrato, più incline, quindi, a cadere vittima di un incidente sul lavoro. Ah già, di incidenti ce ne sono così pochi, dimenticavo.

Insomma, sulla pelle dei lavoratori, si propone una detassazione degli straordinari anziché un aumento degli stipendi, facendo proprio leva sulla inadeguatezza di questi ultimi. Ovviamente solo a vantaggio delle imprese che avranno (salvo incidenti mortali) una maggiore produzione ad un costo più basso.

Articoli Correlati

  1. Berlusconi fa propaganda nel seggio: “mamma, vota così”
  2. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  3. Berlusconi: pacemaker a Cleveland
  4. Interventi senza clamore
  5. I 12 punti e l’arternativa

Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici

Articolo letto 513 volte

Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici.

Articoli Correlati

  1. Legge elettorale e primarie
  2. Referendum : l’istigazione a non votare è un reato
  3. Walter Veltroni, un giudizio sul suo discorso appena concluso
  4. Ancora sulla manifestazione, Pecoraro Scanio dice:
  5. Violate le norme sulla propaganda elettorale

Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi

Articolo letto 530 volte

Processo Sme. Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, la difesa ha invece ottenuto il proscioglimento. Perché il falso in bilancio non è più reato penale. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato, Silvio Berlusconi.

La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Nel processo la posizione di Silvio Berlusconi era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato (fonte).

Ovviamente in tutto ciò non vi è conflitto di interessi. Il Governo Berlusconi e Silvio Berlusconi, infatti, non erano in conflitto, ma volevano entrambi la stessa cosa.

Articoli Correlati

  1. Legge sul falso in bilancio: verso un annullamento?
  2. Berlusconi: pacemaker a Cleveland
  3. Berlusconi: “le stronzate di Prodi”, e il pubblico applaude
  4. Berlusconi perde la causa contro Marco Travaglio
  5. Come imitare la Lega

Bossi: “O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

Articolo letto 414 volte

Telegiornali e giornali online riportano tutti le parole di Umberto Bossi

“O andiamo al voto o c’è la rivoluzione. Troveremo le armi”

ma senza soffermarsi a dare un minimo giudizio. Senza chiedersi come mai Bossi possa ormai permettersi di dire qualsiasi cosa, o contro l’unità nazionale o a favore di azioni criminali e violente.

Mi chiedo: se non gli vogliamo dare peso, perché tutti i telegiornali e i giornali online ne riportano le parole? Se ormai Bossi fosse solo un vecchio rimbambito, un povero pazzo isolato e scellerato, perché mai allora ha una tale risonanza mediatica?

E se invece non è così, allora vuol dire che queste parole hanno un qualche peso reale, e che il rischio di un’azione violenta da parte dei leghisti esiste. E facciamo finta di niente? Nessun arresto?
L’istigazione a delinquere, anzi, la pianificazione o l’organizzazione di azioni violente e sovversive non rientra nell’immunità parlamentare.

Articoli Correlati

  1. La nuova rivoluzione: fare le cose, dimostrare che sono positive e vedere come gli altri si convincono da soli
  2. Bossi: “Se al referendum vince il no bisogna trovare vie non democratiche”
  3. Più facile comprare un fucile che un cd
  4. Referendum costituzionale: vince il No
  5. Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

Un bellissimo commento per Silvio

Articolo letto 1126 volte

Siccome a qualcuno è sfuggito il bellissimo commento che ho ricevuto su questo articolo, ho pensato di metterlo in risalto con un apposito post. Faccio notare che l’autrice è francese, per cui perdonate l’italiano poco corretto. Se poi volete perdonarle dell’altro, fatemi sapere.

mio sogno SILVIO,io t’adora,molto bisogno de t’abbracciare,e anche ho una teoria per cadere governo,quando possibile de t’incontrare solo tu,e tu mio raggio de sole SILVIO che io adora,e vorrei aiutare no come fini,casini!sono fedele mi,mai ho visto uno uomo come tu.PAULINE

Articoli Correlati

  1. Berlusconi perde la causa contro Marco Travaglio
  2. Documentario sull’estremista di destra
  3. Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi
  4. Il mercato ormai è roba di sinistra
  5. Processo diritti tv, rinviati a giudizio Berlusconi e Confalonieri

Miccichè: una storia raccapricciante ma purtroppo vera

Articolo letto 3262 volte

albo.png

Le dichiarazioni dissennate di Micchiché, che è riuscito a dire che intitolare l’aereoporto di Palermo a Falcone e Borsellino intristisce i viaggiatori perché gli ricordano la mafia… ma pensa, io credevo che Falcone e Borsellino ricordassero le lotta alla mafia! La vignetta che vedere in apertura è un estratto di una grande (in tutti i sensi) striscia di Albo che potete trovare nel post intitolato “Ultimora 25 XL - Falcone e Borsellino” e sottotitolato Magari questo titolo per il post di oggi intristirà qualcuno. Assolutamente da non perdere per ironia e profondità… altro che le sciocchezze di Miccichè.

Articoli Correlati

  1. I 12 punti e l’arternativa
  2. I gesuiti contro il libro di Augias
  3. La Virginia chiede scusa per il dramma della schiavitù
  4. Telecom: Grillo al consiglio di amministrazione
  5. Il pedobattesimo moderno