Berlusconi: tagli alle tasse

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Ci avete creduto anche questa volta? Bravi.

Berlusconi - tagli alle tasse

via, via

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Un idea irresponsabile: Berlusconi vuol detassare gli straordinari

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Alle puerili motivazioni addotte da alcuni esponenti di del Popolo della Libertà, per i quali detassare gli straordinari significa aumentare la busta paga e quindi aiutare i cittadini, rispondo facendo notare che non solo dovrebbe essere sacrosanto diritto di ogni lavoratore riuscire ad arrivare a fine mese con il solo stipendio base, ma soprattutto che detassare gli straordinari significa incentivarli. Ebbene, dopo il normale orario lavorativo, un operaio che è costretto a fare gli straordinari per vivere sarà ancora più stanco e deconcentrato, più incline, quindi, a cadere vittima di un incidente sul lavoro. Ah già, di incidenti ce ne sono così pochi, dimenticavo.

Insomma, sulla pelle dei lavoratori, si propone una detassazione degli straordinari anziché un aumento degli stipendi, facendo proprio leva sulla inadeguatezza di questi ultimi. Ovviamente solo a vantaggio delle imprese che avranno (salvo incidenti mortali) una maggiore produzione ad un costo più basso.

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Berlusconi assolto grazie ad una legge fatta da Berlusconi

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Processo Sme. Udienza lampo di appena 15 minuti, l’accusa aveva chiesto la prescrizione, la difesa ha invece ottenuto il proscioglimento. Perché il falso in bilancio non è più reato penale. La depenalizzazione era stata varata dal governo presieduto dall’imputato, Silvio Berlusconi.

La legge che depenalizza il falso in bilancio è stata una delle prime cosiddette “leggi ad personam” approvate dal passato governo Berlusconi. Il provvedimento è diventato infatti operativo già dal gennaio 2002 grazie a un decreto varato a tempo di record dall’allora ministro della Giustizia Roberto Castelli.

Nel processo la posizione di Silvio Berlusconi era stata stralciata da quella degli altri sei imputati, compresi il senatore Cesare Previti e il giudice Squillante, in seguito all’approvazione del “Lodo Schifani”, un’altra delle cosiddette “leggi ad personam” (successivamente dichiarata incostituzionale) che introduceva l’immunita per le cinque più alte cariche dello Stato (fonte).

Ovviamente in tutto ciò non vi è conflitto di interessi. Il Governo Berlusconi e Silvio Berlusconi, infatti, non erano in conflitto, ma volevano entrambi la stessa cosa.

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Un bellissimo commento per Silvio

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Siccome a qualcuno è sfuggito il bellissimo commento che ho ricevuto su questo articolo, ho pensato di metterlo in risalto con un apposito post. Faccio notare che l’autrice è francese, per cui perdonate l’italiano poco corretto. Se poi volete perdonarle dell’altro, fatemi sapere.

mio sogno SILVIO,io t’adora,molto bisogno de t’abbracciare,e anche ho una teoria per cadere governo,quando possibile de t’incontrare solo tu,e tu mio raggio de sole SILVIO che io adora,e vorrei aiutare no come fini,casini!sono fedele mi,mai ho visto uno uomo come tu.PAULINE

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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Berlusconi: “le stronzate di Prodi”, e il pubblico applaude

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Da Repubblica.it
Ricordando l’ultima campagna elettorale per le politiche, Berlusconi ha detto: “Volevo andare in televisione a raccontare cosa aveva fatto il nostro governo ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e a replicare alle stronzate di Prodi“. L’affermazione è stata accolta dagli applausi dei partecipanti e il leader della Cdl ha poi commentato: “Vedo che apprezzate questo mio linguaggio rozzo ma efficace”.

Qualunque sia il motivo, vi sembra possibile che un politico si esprima pubblicamente con questo linguaggio e che poi se ne vanti pure? In un paese normale anche solo questo sgradevole episodio dovrebbe far perdere metà dei consensi elettorali ad un politico.

Se poi ci aggiungiamo le corna a Piquet, il dito medio ai comizi, il dare dei “coglioni” agli elettori di sinistra, le barzellette maschiliste e l’interrompere un rapporto sulla fame nel mondo dicendo che sia ha appetito, mi chiedo come faccia ad essere ancora in parlamento. Quando invece penso a quelli che hanno applaudito mi viene da sperare che sia solo la solita clap stipendiata da Berlusconi, e che non esistano cittadini così.

(grazie a swampthing per la segnalazione)

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Niente tasse per i commercianti, e niente servizi!

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Ci ha pensato Domiziano Galia in questo post, e mi sono chiesto perché non ci abbiamo pensato prima: i commercianti si lamentano della tasse alte (anche se sono praticamente identiche al quinquennio Berlusconi)? Allora niente tasse, e nemmeno servizi:

non pagando più le tasse non si avrà più alcun diritto scolastico, sanitario, di sicurezza, di giustizia e tutti gli altri inutili e inefficenti servizi di scarsa qualità proposti da questo regime comunista vestito da Repubblica. Ma a noi che ci frega? C’è la scuola privata dei preti, c’è l’ospedale di Don Verzé e ci sono le bodyguards (ci sarà un servizio di bodyguards cattoliche no?).

E mi chiedo di nuovo: ma perché non ci abbiamo pensato prima? Chi vuole non paga le tasse ma non ha diritto a nessun servizio pubblico, nemmeno l’acqua dell’acquedotto, tzé. Però coi suoi soldastri può comprarsi tutta la felicità che vuole.

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Forza Italietta: Berlusconi alla FAO nel 2002

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“Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame”
(Silvio Berlusconi al vertice mondiale della Fao, interrompendo il presidente del Togo Gnassingbè Eyadéma che sta spiegando la tragedia del Malawi, dove 13 milioni di persone stanno morendo di fame, la Repubblica, 11 giugno 2002)

Dalla rubrica “Carta Canta” di repubblica.it

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Berlusconi: “Su me e Letta solo sciocchezze”, guarda caso

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Negli ultimi giorni Berlusconi era sembrato molto gentile nel attuare quasi una difesa nei confronti degli intercettati della sinistra, Fassino, D’Alema ed altri. Aveva però delegato ai suoi amici Bondi, Cicchitto ed altri il compito di attaccare il Governo Prodi. Classica strategia diversiva, considerando poi che quando Ricucci tira in ballo Berlusconi e Letta, Silvio risponda: “Su me e Letta solo sciocchezze”. Come per dire: “Loro sì, noi no. Perché lo dico io.” Guarda caso.

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Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde

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Stasera Silvio Berlusconi ha telefonato inaspettatamente alla trasmissione Ballarò. Ha parlato di tante cose, del governo che va male (secondo lui) e dei (presunti) brogli elettorali che avrebbero permesso alla sinistra di vincere le elezioni. Pierferdinando Casini risponde e dice che rispetto agli insuccessi del governo la questione dei brogli è secondaria. Insomma, siccome Casini vuol stare un po’ a sinistra e un po’ a destra, non può far arrabbiare troppo Berlusconi dicendo che la questione dei brogli è una gran fesseria. Ma se non è una fesseria come può essere secondaria? Come potrebbe essere più importante il giudizio sull’operato di un governo rispetto all’elezione che lo avrebbe portato in carica? L’elemento portante della democrazia, ovvero le elezioni, possono essere secondarie dalle riforme o le leggi emanate dal governo? Per non far arrabbiare Berlusconi, Casini fa un bel pastrocchio.

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