Berlusconi: tagli alle tasse

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Ci avete creduto anche questa volta? Bravi.

Berlusconi - tagli alle tasse

via, via

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Un idea irresponsabile: Berlusconi vuol detassare gli straordinari

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Alle puerili motivazioni addotte da alcuni esponenti di del Popolo della Libertà, per i quali detassare gli straordinari significa aumentare la busta paga e quindi aiutare i cittadini, rispondo facendo notare che non solo dovrebbe essere sacrosanto diritto di ogni lavoratore riuscire ad arrivare a fine mese con il solo stipendio base, ma soprattutto che detassare gli straordinari significa incentivarli. Ebbene, dopo il normale orario lavorativo, un operaio che è costretto a fare gli straordinari per vivere sarà ancora più stanco e deconcentrato, più incline, quindi, a cadere vittima di un incidente sul lavoro. Ah già, di incidenti ce ne sono così pochi, dimenticavo.

Insomma, sulla pelle dei lavoratori, si propone una detassazione degli straordinari anziché un aumento degli stipendi, facendo proprio leva sulla inadeguatezza di questi ultimi. Ovviamente solo a vantaggio delle imprese che avranno (salvo incidenti mortali) una maggiore produzione ad un costo più basso.

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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vaticanstate.va: sito web del vaticano provvisto di e-shop

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Lo Stato della Città del Vaticano, dopo vatican.va, vara un nuovo sito: vaticanstate.va che, al contrario del primo che riguarda temi dell’ordinamento religioso e raccoglie documenti ufficiali, riguarda invece la struttura, gli uffici e i servizi della Città del Vaticano. Interessante la possibilità di vedere tramite webcam (solo per Internet Explorer) alcuni dei luoghi più turisticizzati della Città del Vaticano, come la cupola della Basilica di San Pietro e la tomba di Giovanni Paolo secondo (un po’ macabro, o no?). Interessantissimo l’e-shop che mostra come il Vaticano stia orientando i propri interessi economici anche sul web. Sia mai che un fedele troppo pigro per venire a Roma in pellegrinaggio rimanga sprovvisto di una statuetta di qualche santo e dell’ultimo calendario di Ratzinger.

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Compie 30 anni la campagna mondiale di boicottaggio contro la Nestlé

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Fu lanciata il 4 Luglio 1977, con la prima denuncia per il marketing aggressivo che la multinazionale praticava nei paesi in via di sviluppo per promuovere il latte artificiale.
Ora, a 30 anni di distanza, per vedere se la situazione e’ migliorata, la giornalista del Guardian Joanna Moorhead e’ andata in Bangladesh, dove la Nestle’ fatturerebbe circa 24 milioni di dollari all’anno (!!!)
Al ritorno scrive: “si ha la sensazione che se i boicottatori mollassero la presa anche solo per un attimo, le compagnie guadagnerebbero rapidamente terreno”.
Nonostante un regolamento mondiale che vieta ogni forma di pubblicita’ del latte in polvere, negli ospedali, soprattutto quelli privati, si distribuiscono ancora campioni, volantini, regalie e altro.
In Bangladesh il risultato e’ che i bambini si ammalano o muoiono di fame perche’ la polvere viene allungata troppo e magari con acqua non pulita, mentre le madri si svenano economicamente per acquistarla.
Si stima che circa il 95% delle neomamme inizi ad allattare, ma che dopo un mese il tasso scenda all’89% e a sei mesi al 16-25%.
Promuovendo l’allattamento al seno, organizzando corsi e gruppi di aiuto, la mortalita’ infantile potrebbe essere ridotta di quasi un terzo, cazzo!!!
Per maggiori informazioni sulla campagna italiana di boicottaggio della Nestle’ http://www.ribn.it/ .

(Fonte: Greenplanet.net e Jacopo Fo)

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Niente tasse per i commercianti, e niente servizi!

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Ci ha pensato Domiziano Galia in questo post, e mi sono chiesto perché non ci abbiamo pensato prima: i commercianti si lamentano della tasse alte (anche se sono praticamente identiche al quinquennio Berlusconi)? Allora niente tasse, e nemmeno servizi:

non pagando più le tasse non si avrà più alcun diritto scolastico, sanitario, di sicurezza, di giustizia e tutti gli altri inutili e inefficenti servizi di scarsa qualità proposti da questo regime comunista vestito da Repubblica. Ma a noi che ci frega? C’è la scuola privata dei preti, c’è l’ospedale di Don Verzé e ci sono le bodyguards (ci sarà un servizio di bodyguards cattoliche no?).

E mi chiedo di nuovo: ma perché non ci abbiamo pensato prima? Chi vuole non paga le tasse ma non ha diritto a nessun servizio pubblico, nemmeno l’acqua dell’acquedotto, tzé. Però coi suoi soldastri può comprarsi tutta la felicità che vuole.

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Berlusconi: “Su me e Letta solo sciocchezze”, guarda caso

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Negli ultimi giorni Berlusconi era sembrato molto gentile nel attuare quasi una difesa nei confronti degli intercettati della sinistra, Fassino, D’Alema ed altri. Aveva però delegato ai suoi amici Bondi, Cicchitto ed altri il compito di attaccare il Governo Prodi. Classica strategia diversiva, considerando poi che quando Ricucci tira in ballo Berlusconi e Letta, Silvio risponda: “Su me e Letta solo sciocchezze”. Come per dire: “Loro sì, noi no. Perché lo dico io.” Guarda caso.

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Coca Cola: sempre meno acqua sprecata? Al via la Coca Cola liofilizzata!

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Coca Cola: un portavoce della multinazionale ha annunciato che verrà varato un nuovo piano per ridurre la quantità di acqua necessaria per produrre la bevanda, più 20 milioni di dollari per la protezione di 7 grandi bacini idrici del mondo.
Non è il primo progetto di risparmio idrico della Coca Cola: al momento per produrre un litro di bevanda sono necessari 2,54 litri di acqua. Cinque anni fa ne servivano 3,14.
(via Jacopo Fo, fonte Peacereporter.net)

Ma alla Coca Cola non hanno ancora capito che la soluzione non è produrre bottiglie di Coca Cola ma bustine di Coca Cola? Sì, bustine di Coca Cola liofilizzata, così chiunque può aggiungerci solo l’acqua che desidera, se lo desidera. Fine degli sprechi.

P.S. : si tratta una provocazione, ovviamente, dal momento che su 2,54 litri d’acqua, solo 1 litro (circa) è contenuto nella bottiglia finale, e 1,5 litri sono necessari alla produzione stessa, tra cui quella degli ingredienti.

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Più facile comprare un fucile che un cd

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Negli Stati Uniti è sempre stato facilissimo procurarsi armi a volontà. Mentre negli ultimi decenni è sempre più difficile rivendere cd usati. Per comprarsi un arma basta aspettare 3 giorni e in alcuni stati (ad esempio la Florida) si può uscire dal negozio con quante armi vuoi, senza alcun limite.
Se invece si vuole rivendere un cd usato, il negoziante ti dovrà chiedere un documento d’identità, prendere le tue impronte digitali,
registrare l’acquisto con tutti i dati che individuano te e l’oggetto e
tenerne copia per qualche anno. Alla fine ti potrà pagare, ma non più
con soldi veri: solo con buoni acquisto. Il negozio poi per rivendere
il tuo cd dovrà aspettare almeno un mese.

L’articolo completo lo trovate qui. Ma non posso fare a meno di riportarne la frase di chiusura:

Di certo c’è che se esci di casa e ti è più semplice comprare un kalashnikov piuttosto che “Abbey Road” dei Beatles, beh, allora vuol dire che il mondo sta girando dalla parte sbagliata. E sempre più in fretta.

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Telecom: Grillo al consiglio di amministrazione

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Per chi ha seguito queste vicende sa che, purtroppo, tutto quello che ha detto Beppe Grillo al consiglio di amministrazione di Telecom Italia di questa mattina è vero, tutto vero. E in pratica questo significa che noi cittadini italiani, non solo i piccoli risparmiatori, siamo stati derubati di miliardi di euro ed è ora che ci diamo da fare affinché questo furto cessi.

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