Promemoria referendario: perché astenersi ai primi due quesiti

Articolo letto 1362 volte

Ecco un mio piccolo promemoria su come votare Domenica o Lunedì, partendo dal terzo, e poi qualche considerazione numerica sui primi due.

Votare SI al terzo quesito, per l’abolizione delle candidature multiple (così un eletto in più collegi non potrà, tramite la propria scelta del collegio che lo manda in Parlamento, scegliere chi far diventare eletto fra i primi non eletti)

Astenersi negli altri due quesiti per evitare che si raggiunga il quorum, col rischio che passi il SI (perché già il premio di maggioranza è antidemocratico per sua natura, in più, attribuendolo al singolo partito di maggioranza relativa si avrebbero conseguenze abnormi. Un esempio: se la coalizione Partito A + Partito B vincesse le elezioni con il 30% + 18 % (=48%), l’attuale legge elettorale darebbe alla coalizione il 55% dei seggi parlamentari (+7%). Se vincesse il SI in questi due quesiti, la stessa coalizione avrebbe il 67% dei seggi (55%, premio al Partito A di maggioranza relativa, + l’11,6% circa assegnato al Partito B. Ovvero chi ha il 48% del paese può avere il 66,6% del Parlamento e cambiare la Costituzione senza bisogno di un referendum confermativo.

Per i più curiosi, sappiate che il calcolo del 12% al Pariito B è il seguente:

100% - 55% = 45% = seggi non attributi al Partito A, di maggioranza relativa
100% -30% = voti di tutti i partiti escluso il Partito A.

quindi 0.45 * (18/70) = 0.116 => 11,6%)

Articoli Correlati

  1. Mandato d’arresto UE, l’Ok della Camera
  2. Saggezza popolare: ecco perché la gente si butta sotto la metropolitana
  3. Ammissibili 4 referendum su 5
  4. Compie 30 anni la campagna mondiale di boicottaggio contro la Nestlé
  5. Oggi l’Election Day 2004

Lunedì il quotidiano Libero è uscito in due edizioni, perché?

Articolo letto 1803 volte

Nella prima edizione Libero, in un articolo di Vittorio Feltri titolava

“PERFETTO: Berlusconi e Bossi crescono. Il PdL sale al 38,5 per cento, la Lega al 10. Franceschini e i suoi scendono al 26,5, Di Pietro cresce, Casini stabile. Fuori i comunisti”.

Nella seconda edizione hanno titolato

“SINISTRA KO: il PdL cala, Bossi cresce. Franceschini e soci precipitano al 27 per cento, i comunisti restano fuori dall’Europa. Solo Di Pietro esulta. Stabile Casini”.

Cioè, prima è tutto PERFETTO perché Berlusconi cresce. Poi, rendendosi conto di averla sparata grossa, con perfetta nonchalance, pubblicano una seconda edizione in cui Berlusconi cala ma, per distogliere l’attenzione, titolano SINISTRA KO, anche se dalla prima alla seconda edizione attribuiscono al PD uno 0,5% in più (da notare anche che al 26,5% si scende, mentre al 27% si precipita secondo Feltri).

Poi, a inizio articolo, si passa da

Berlusconi e la Lega hanno guadagnato, anzi straguadagnato rispetto alle politiche europee precedenti.”

a

“Berlusconi e la Lega hanno tenuto rispetto alle politiche e alle europee precedenti, e la sinistra viceversa perde dopo aver straperso in credibilità.”

a Feltri gli piaceva stra-qualcosa e l’ha reciclato. Ma la frase più straordinaria è questa:

“Il Cavaliere, nonostante gli attacchi volgari e sgangherati subiti dai gossippari mobilitati dalla sinistra, si è addirittura posizionato meglio che nel 2008. Più di così non poteva ottenere”

che è magicamente diventata

“Il Cavaliere, nonostante gli attacchi volgari e sgangherati subiti dai gossippari mobilitati dalla sinistra, si posizionato all’incirca come nel 2008. Più di così non poteva ottenere”

Ovvero, semplicemente, qualunque risultato avrebbe ottenuto, Berlusconi non avrebbe potuto fare di meglio. Fissate le conclusioni che vogliamo ottenere, i dati iniziali sono irrilevanti.

Tutta l’indagine è ricavata da un articolo di Prefe che vi consiglio di leggere per avere maggiori dettagli.

Articoli Correlati

  1. La Giornata mondiale per la libertà di stampa
  2. Giorgino rimosso
  3. Ricchi&Potenti: Berlusconi è 4°
  4. Saggezza popolare: ecco perché la gente si butta sotto la metropolitana
  5. Promemoria referendario: perché astenersi ai primi due quesiti

UdC: Italia al palo, affissioni abusive?

Articolo letto 3430 volte

UDC - sagome Italia

Roma, zona Università “La Sapienza”. Decine di supporti in plastica incollati a pali e ringhiere con sagome di cartoncino arancione a forma di Italia. L’UdC ha pensato bene di affidare la propria campagna elettorale ad una affissione probabilmente abusiva ma sicuramente disturbante ed inquinante. Con l’intelligente slogan “L’Italia non può restare al palo”.

Cartoncini che si staccano facilmente e imbrattano marciapiedi, supporti in plastica fortemente incollati, che rimangono sui pali anche molto tempo dopo la rimozione dello pseudo-volantino. Ma anche nessuna traccia di un’autorizzazione ministeriale. Oltre allo slogan, al simbolo e al sito web di Pierferdinando Casini, solo l’indicazione (tramite etichetta adesiva) del Committente responsabile, il Senatore Giuseppe Naro.

UdC - sagome Italia

Ma che bella immagine di sè che l’Unione di Centro (UdC) da al Paese. Un bel disprezzo per la città e i suoi cittadini. Anche a Genova è comparsa questa campagna, ne parla Marco Molinari che giustamente osserva: “non so quanto sia compatibile con il rispetto della cosa pubblica e le norme vigenti in regime di campagna elettorale.”

Ovviamente ho provveduto subito a fare una segnalazione alla polizia municipale che mi ha chiesto generalità e numero di cellulare prima di assicurarmi che avrebbero fatto subito un controllo. Il giorno dopo molte delle sagome sono ancora lì, e molte sono ancora in strada. Chissà, forse tale affissione non è abusiva… che ne pensate?

Articoli Correlati

  1. SIM scadute, ottenuto un rimborso
  2. A Londra appaiono i manifesti previsti da Orwell
  3. Curiosità sulle elezioni USA
  4. Italia: il futuro fa paura
  5. In Italia c’è poca cura del dolore

Un idea irresponsabile: Berlusconi vuol detassare gli straordinari

Articolo letto 3493 volte

Alle puerili motivazioni addotte da alcuni esponenti di del Popolo della Libertà, per i quali detassare gli straordinari significa aumentare la busta paga e quindi aiutare i cittadini, rispondo facendo notare che non solo dovrebbe essere sacrosanto diritto di ogni lavoratore riuscire ad arrivare a fine mese con il solo stipendio base, ma soprattutto che detassare gli straordinari significa incentivarli. Ebbene, dopo il normale orario lavorativo, un operaio che è costretto a fare gli straordinari per vivere sarà ancora più stanco e deconcentrato, più incline, quindi, a cadere vittima di un incidente sul lavoro. Ah già, di incidenti ce ne sono così pochi, dimenticavo.

Insomma, sulla pelle dei lavoratori, si propone una detassazione degli straordinari anziché un aumento degli stipendi, facendo proprio leva sulla inadeguatezza di questi ultimi. Ovviamente solo a vantaggio delle imprese che avranno (salvo incidenti mortali) una maggiore produzione ad un costo più basso.

Articoli Correlati

  1. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  2. Berlusconi fa propaganda nel seggio: “mamma, vota così”
  3. Guantanamo: gulag o villeggatura?
  4. Berlusconi: pacemaker a Cleveland
  5. I 12 punti e l’arternativa

Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici

Articolo letto 1147 volte

Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici.

Articoli Correlati

  1. Legge elettorale e primarie
  2. Promemoria referendario: perché astenersi ai primi due quesiti
  3. Referendum : l’istigazione a non votare è un reato
  4. Ancora sulla manifestazione, Pecoraro Scanio dice:
  5. Walter Veltroni, un giudizio sul suo discorso appena concluso

Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde

Articolo letto 4730 volte

Stasera Silvio Berlusconi ha telefonato inaspettatamente alla trasmissione Ballarò. Ha parlato di tante cose, del governo che va male (secondo lui) e dei (presunti) brogli elettorali che avrebbero permesso alla sinistra di vincere le elezioni. Pierferdinando Casini risponde e dice che rispetto agli insuccessi del governo la questione dei brogli è secondaria. Insomma, siccome Casini vuol stare un po’ a sinistra e un po’ a destra, non può far arrabbiare troppo Berlusconi dicendo che la questione dei brogli è una gran fesseria. Ma se non è una fesseria come può essere secondaria? Come potrebbe essere più importante il giudizio sull’operato di un governo rispetto all’elezione che lo avrebbe portato in carica? L’elemento portante della democrazia, ovvero le elezioni, possono essere secondarie dalle riforme o le leggi emanate dal governo? Per non far arrabbiare Berlusconi, Casini fa un bel pastrocchio.

Articoli Correlati

  1. Lunedì il quotidiano Libero è uscito in due edizioni, perché?
  2. Bocciato l’articolo 24 della riforma costituzionale
  3. Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?
  4. Un bellissimo commento per Silvio
  5. Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace

Imboccata la strada per l’agorà virtuale

Articolo letto 979 volte

Come intraprendere la strada per realizzare una vera democrazia diretta? Tramite internet e il voto elettronico da remoto così da rendere la rete una grande agorà virtuale.

I primi passi si svolgono in Estonia, dove sta per essere introdotta la votazione via Internet su larga scala, un voto che riguarda il rinnovo del Parlamento nazionale. Lo hanno confermato le autorità locali dopo gli ultimi test, seguiti peraltro ad estese sperimentazioni che fin qui avevano coinvolto solo un piccolo numero di elettori.

La strumentazione tecnica necessaria per il voto è un reader da collegare al PC, un lettore nel quale “infilare” la propria carta di identità elettronica. Questa, grazie al chip che vi è integrato, consentirà al sistema di gestione di identificare l’utente che sta votando. Secondo le autorità del paese il dispositivo elettorale è anche in grado di garantire la riservatezza del voto oltreché l’impossibilità per un elettore di esprimere più di una volta il proprio suffragio. Perché ciò accada l’elettore disporrà di due password specifiche.

Per maggiori informazioni leggete l’articolo su Punto Informatico.

Articoli Correlati

  1. Follini e la rappresentatività
  2. Tecnocontrollo? Più facile in Italia
  3. Una perla del solito Luca Volontè: “l’Ikea spiana la strada all’estremismo islamico”
  4. Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”
  5. Ciampi, Casini e la tutela dell’infanzia

E-vote poco sicuro? Per forza

Articolo letto 938 volte

Da PI:

Roma - Scrive Alberto: “Un articolo del Washington Post riferisce che in un recente rapporto il National Institute of Standards and Technology (NIST) dichiara che il voto elettronico “cannot be made secure”, non può essere reso sicuro. Mi risulta sia la prima volta che un ente ufficiale si pronuncia sulla inaffidabilità intrinseca del software”.

“NIST - continua Alberto - raccomanda l’uso di schede cartacee e scrutinio elettronico via scansione ottica. In caso di contestazioni il voto puè essere ricontato, mentre il riconteggio non è possibile per il voto elettronico.
È interessante notare che il riconteggio negli USA va pagato dalla parte che lo richiede, a meno che il margine di differenza tra perdente e vincente non sia veramente minimo (in questo caso è a spese dell’erario). Se il riconteggio rovescia il risultato, il nuovo vincente viene rimborsato delle spese sostenute per ricontare i voti”.

Sarà anche molto interessante vedere se le raccomandazioni del NIST saranno o meno adottate dalla Commissione delle Elezioni del Congresso: se accadrà, le speranze di chi sostiene l’e-vote potrebbero essere definitivamente deluse.

Articoli Correlati

  1. Bush vs Kerry: Electoral Vote 2004
  2. Oggi l’Election Day 2004
  3. Forza Nuova irrompe in un concerto con coltelli e bombe carta, dai tg solo silenzio
  4. Sparagli Piero
  5. Quorum e minoranze

L’invenzione di Calderoli

Articolo letto 1117 volte

Roberto Calderoli

Prodi dice “Quella proprio è un’invenzione”.
Calderoli risponde “L’unica invenzione è la vittoria della sinistra”. (fonte La Repubblica)

Secondo Calderoli la Cdl è già in vantaggio alla Camera di circa 20 mila voti dato che al centrosinistra sono stati attribuiti 45.580 voti che non devono essere conteggiati. Sono i voti della lista Lega Alleanza Lombarda che si è presentata solo nella circoscrizione Lombardia 2 e che sono 45.580. Secondo lui questi non possono essere assegnati a Prodi. (fonte La Repubblica)

Ma quale parte della legge si riferisce Calderoli?

Legge 21 dicembre 2005, n. 270, articolo 12: “L’Ufficio centrale nazionale […]
1) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno”

Secondo il Ministro per le riforme “la somma delle cifre elettorali circoscrizionali” non si può fare se una lista si è presentata in una sola circoscrizione perché la somma si fa fra due o più numeri.

Ammettiamo per assurdo che Calderoli abbia ragione. Come sarebbe possibile che il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale abbiano ritenuto costituzionale una legge di questo genere?

Immaginiamo infatti che nella circoscrizione Lombardia 2 tutti abbiano votato Lega Alleanza Lombarda. Secondo Calderoli 2.777.828 voti, ovvero il 7,2% sul totale nazionale, non sarebbero dovuti essere conteggiati perché la Lega Alleanza Lombarda si è candidata in una sola circoscrizione. Che bella dimostrazione di democrazia. Continua a leggere ‘L’invenzione di Calderoli’

Articoli Correlati

  1. Calderoli: elezioni col trucco
  2. La legge anti-fumo va in fumo
  3. Calderoli: Nessuno può permettersi di toccare un padano
  4. Elezioni 2006: pareggio di camere
  5. Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

Flop brogli

Articolo letto 938 volte

Silvio BerlusconiBerlusconi negli ultimi giorni aveva dichiarato: “Migliaia di brogli, ne stanno succedendo di tutti i colori… brogli, brogli irregolarità”. (leggi qui per approfondire)

Non solo le schede trovate nei cassonetti a Roma erano già conteggiate e gettate per errore (se non per una singola scheda non conteggiata… a favore dell’Unione), ma, come avevamo immaginato, i controlli delle schede contestate ha smontato tutta l’ipotesi di broglli.

Infatti lunedì 10 lo stesso Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, aveva dichiarato che le schede non valide erano drasticamente diminuite (da 6 milioni nel 2001 a 2 milioni nel 2006), salvo poi dire che erano un numero enorme, una volta indossati i panni del deputato di Forza Italia quale è. Ora, sempre il Ministro dichiara che le schede da controllare erano solo 5mila e che sono state equamente ridistribuite tra Unione e CdL. Continua a leggere ‘Flop brogli’

Articoli Correlati

  1. Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde
  2. Brogli o giovani?
  3. Ucraina: ha vinto Yushchenko, ha perso Putin
  4. Altri 4 anni con George W. Bush