UdC: Italia al palo, affissioni abusive?

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UDC - sagome Italia

Roma, zona Università “La Sapienza”. Decine di supporti in plastica incollati a pali e ringhiere con sagome di cartoncino arancione a forma di Italia. L’UdC ha pensato bene di affidare la propria campagna elettorale ad una affissione probabilmente abusiva ma sicuramente disturbante ed inquinante. Con l’intelligente slogan “L’Italia non può restare al palo”.

Cartoncini che si staccano facilmente e imbrattano marciapiedi, supporti in plastica fortemente incollati, che rimangono sui pali anche molto tempo dopo la rimozione dello pseudo-volantino. Ma anche nessuna traccia di un’autorizzazione ministeriale. Oltre allo slogan, al simbolo e al sito web di Pierferdinando Casini, solo l’indicazione (tramite etichetta adesiva) del Committente responsabile, il Senatore Giuseppe Naro.

UdC - sagome Italia

Ma che bella immagine di sè che l’Unione di Centro (UdC) da al Paese. Un bel disprezzo per la città e i suoi cittadini. Anche a Genova è comparsa questa campagna, ne parla Marco Molinari che giustamente osserva: “non so quanto sia compatibile con il rispetto della cosa pubblica e le norme vigenti in regime di campagna elettorale.”

Ovviamente ho provveduto subito a fare una segnalazione alla polizia municipale che mi ha chiesto generalità e numero di cellulare prima di assicurarmi che avrebbero fatto subito un controllo. Il giorno dopo molte delle sagome sono ancora lì, e molte sono ancora in strada. Chissà, forse tale affissione non è abusiva… che ne pensate?

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Un idea irresponsabile: Berlusconi vuol detassare gli straordinari

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Alle puerili motivazioni addotte da alcuni esponenti di del Popolo della Libertà, per i quali detassare gli straordinari significa aumentare la busta paga e quindi aiutare i cittadini, rispondo facendo notare che non solo dovrebbe essere sacrosanto diritto di ogni lavoratore riuscire ad arrivare a fine mese con il solo stipendio base, ma soprattutto che detassare gli straordinari significa incentivarli. Ebbene, dopo il normale orario lavorativo, un operaio che è costretto a fare gli straordinari per vivere sarà ancora più stanco e deconcentrato, più incline, quindi, a cadere vittima di un incidente sul lavoro. Ah già, di incidenti ce ne sono così pochi, dimenticavo.

Insomma, sulla pelle dei lavoratori, si propone una detassazione degli straordinari anziché un aumento degli stipendi, facendo proprio leva sulla inadeguatezza di questi ultimi. Ovviamente solo a vantaggio delle imprese che avranno (salvo incidenti mortali) una maggiore produzione ad un costo più basso.

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Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici

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Vorrei solo far notare che probabilmente siamo l’unico Paese al mondo a votare per ben due volte con una legge elettorale definita una porcata da entrambi gli schieramenti politici.

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Ballarò: Berlusconi al telefono, Casini risponde

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Stasera Silvio Berlusconi ha telefonato inaspettatamente alla trasmissione Ballarò. Ha parlato di tante cose, del governo che va male (secondo lui) e dei (presunti) brogli elettorali che avrebbero permesso alla sinistra di vincere le elezioni. Pierferdinando Casini risponde e dice che rispetto agli insuccessi del governo la questione dei brogli è secondaria. Insomma, siccome Casini vuol stare un po’ a sinistra e un po’ a destra, non può far arrabbiare troppo Berlusconi dicendo che la questione dei brogli è una gran fesseria. Ma se non è una fesseria come può essere secondaria? Come potrebbe essere più importante il giudizio sull’operato di un governo rispetto all’elezione che lo avrebbe portato in carica? L’elemento portante della democrazia, ovvero le elezioni, possono essere secondarie dalle riforme o le leggi emanate dal governo? Per non far arrabbiare Berlusconi, Casini fa un bel pastrocchio.

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Imboccata la strada per l’agorà virtuale

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Come intraprendere la strada per realizzare una vera democrazia diretta? Tramite internet e il voto elettronico da remoto così da rendere la rete una grande agorà virtuale.

I primi passi si svolgono in Estonia, dove sta per essere introdotta la votazione via Internet su larga scala, un voto che riguarda il rinnovo del Parlamento nazionale. Lo hanno confermato le autorità locali dopo gli ultimi test, seguiti peraltro ad estese sperimentazioni che fin qui avevano coinvolto solo un piccolo numero di elettori.

La strumentazione tecnica necessaria per il voto è un reader da collegare al PC, un lettore nel quale “infilare” la propria carta di identità elettronica. Questa, grazie al chip che vi è integrato, consentirà al sistema di gestione di identificare l’utente che sta votando. Secondo le autorità del paese il dispositivo elettorale è anche in grado di garantire la riservatezza del voto oltreché l’impossibilità per un elettore di esprimere più di una volta il proprio suffragio. Perché ciò accada l’elettore disporrà di due password specifiche.

Per maggiori informazioni leggete l’articolo su Punto Informatico.

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E-vote poco sicuro? Per forza

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Da PI:

Roma - Scrive Alberto: “Un articolo del Washington Post riferisce che in un recente rapporto il National Institute of Standards and Technology (NIST) dichiara che il voto elettronico “cannot be made secure”, non può essere reso sicuro. Mi risulta sia la prima volta che un ente ufficiale si pronuncia sulla inaffidabilità intrinseca del software”.

“NIST - continua Alberto - raccomanda l’uso di schede cartacee e scrutinio elettronico via scansione ottica. In caso di contestazioni il voto puè essere ricontato, mentre il riconteggio non è possibile per il voto elettronico.
È interessante notare che il riconteggio negli USA va pagato dalla parte che lo richiede, a meno che il margine di differenza tra perdente e vincente non sia veramente minimo (in questo caso è a spese dell’erario). Se il riconteggio rovescia il risultato, il nuovo vincente viene rimborsato delle spese sostenute per ricontare i voti”.

Sarà anche molto interessante vedere se le raccomandazioni del NIST saranno o meno adottate dalla Commissione delle Elezioni del Congresso: se accadrà, le speranze di chi sostiene l’e-vote potrebbero essere definitivamente deluse.

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L’invenzione di Calderoli

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Roberto Calderoli

Prodi dice “Quella proprio è un’invenzione”.
Calderoli risponde “L’unica invenzione è la vittoria della sinistra”. (fonte La Repubblica)

Secondo Calderoli la Cdl è già in vantaggio alla Camera di circa 20 mila voti dato che al centrosinistra sono stati attribuiti 45.580 voti che non devono essere conteggiati. Sono i voti della lista Lega Alleanza Lombarda che si è presentata solo nella circoscrizione Lombardia 2 e che sono 45.580. Secondo lui questi non possono essere assegnati a Prodi. (fonte La Repubblica)

Ma quale parte della legge si riferisce Calderoli?

Legge 21 dicembre 2005, n. 270, articolo 12: “L’Ufficio centrale nazionale […]
1) determina la cifra elettorale nazionale di ciascuna lista. Tale cifra è data dalla somma delle cifre elettorali circoscrizionali conseguite nelle singole circoscrizioni dalle liste aventi il medesimo contrassegno”

Secondo il Ministro per le riforme “la somma delle cifre elettorali circoscrizionali” non si può fare se una lista si è presentata in una sola circoscrizione perché la somma si fa fra due o più numeri.

Ammettiamo per assurdo che Calderoli abbia ragione. Come sarebbe possibile che il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale abbiano ritenuto costituzionale una legge di questo genere?

Immaginiamo infatti che nella circoscrizione Lombardia 2 tutti abbiano votato Lega Alleanza Lombarda. Secondo Calderoli 2.777.828 voti, ovvero il 7,2% sul totale nazionale, non sarebbero dovuti essere conteggiati perché la Lega Alleanza Lombarda si è candidata in una sola circoscrizione. Che bella dimostrazione di democrazia. Continua a leggere ‘L’invenzione di Calderoli’

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Flop brogli

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Silvio BerlusconiBerlusconi negli ultimi giorni aveva dichiarato: “Migliaia di brogli, ne stanno succedendo di tutti i colori… brogli, brogli irregolarità”. (leggi qui per approfondire)

Non solo le schede trovate nei cassonetti a Roma erano già conteggiate e gettate per errore (se non per una singola scheda non conteggiata… a favore dell’Unione), ma, come avevamo immaginato, i controlli delle schede contestate ha smontato tutta l’ipotesi di broglli.

Infatti lunedì 10 lo stesso Ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, aveva dichiarato che le schede non valide erano drasticamente diminuite (da 6 milioni nel 2001 a 2 milioni nel 2006), salvo poi dire che erano un numero enorme, una volta indossati i panni del deputato di Forza Italia quale è. Ora, sempre il Ministro dichiara che le schede da controllare erano solo 5mila e che sono state equamente ridistribuite tra Unione e CdL. Continua a leggere ‘Flop brogli’

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Per capire meglio i risultati

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Per capire meglio i risultati elettorali ecco le torte semplificate dove non compaiono i molteplici nomi dei partiti e partitini che ho messo nell’articolo Elezioni 2006: risultati definitivi ma ho raggruppato i partiti per appartenenza ideologica. In barba a chi dice che non ci sono più le ideologie ecco i Comunisti e gli ex Comunisti, i Socialradicali, i Democristiani e gli ex Democristiani, i Berlusconiani, gli Ex Fascisti e i Nazisti (ovvero la Lega Nord):

Camera dei Deputati semplificata
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Composizione semplificata della Camera dei Deputati 2006

Senato della Repubblica semplificato
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Composizione semplificata del Senato della Repubblica 2006

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Brogli o giovani?

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Premesso che i brogli elettorali ci sono sempre stati, e premesso che le uniche denuncie di cui sono a conoscenza sono contro il centrodestra, vorrei fare un paio di considerazioni statistiche sulla richiesta, da parte del centrodestra, di ricontare le schede votate.

Innanzitutto la legge vieta di ricontare tutte le schede votate, che sono 72 milioni. Consente solo di ricontrollare quelle contestate, che sono meno di 70.000.
Visto che la disputa è per l’elezione dei Deputati nei collegi italiani, dove lo scarto tra i due schiaramenti è di soli 25.224 voti, le schede contestate si riducono a circa 40.000. A questo punto per determinare una vittoria del centrodestra bisognerebbe che risultassero valide e tutte a favore del centrodestra ben 25.225 schede su 36.000, ovvero il 70%.
Scenario da fantastatistica. Perché? Ve lo spiego subito. Continua a leggere ‘Brogli o giovani?’

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