Condannata la Polizia per il G8 di Genova

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Alzi la mano chi ha sentito questa notizia nei media “ufficiali”. Sembra che la censura su questa condanna sia stata quasi totale.
Eppure qualche settimana fa il Ministero dell’Interno è stato condannato a risarcire Marina Spaccini, 50 anni, pediatra triestina, volontaria per quattro anni in Africa, per il pestaggio che subi’ da parte della Polizia in via Assarotti, nel pomeriggio del 20 luglio 2001. Marina se ne stava seduta con le mani dipinte di bianco alzate in aria. La Polizia si sarebbe difesa spiegando che era impossibile distinguere tra le mani bianche della signora e i Black Block. Non sono stati condannati i poliziotti, come in buona parte degli episodi legati al vertice, non sono stati identificati. A quando i numeri sui caschi delle forze dell’ordine?
Per maggiori informazioni www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=3963

(Via Jacopo Fo)

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In che mani è caduto lo Stato

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Silvio BerlusconiEugenio Scalfari scrive su la Repubblica.

All’inizio sembrava un rebus. Non si capiva perché Follini volesse ritirarsi dal governo insieme a tutti i suoi ministri e sottosegretari. Non si capiva, al di là delle oscure motivazioni ufficiali, quale fosse il vero obiettivo di questa manovra da Prima Repubblica: un nuovo programma? Un nuovo governo dove la Lega contasse di meno e i centristi di più? Il logoramento a fuoco lento di Berlusconi? Le elezioni politiche immediate? E non si capiva perché mai Fini, che per primo aveva preso iniziative “revisionistiche” dopo la batosta elettorale delle regionali, da un certo momento in poi avesse lasciato Follini in mezzo al guado restando indifferente alle peripezie del suo alleato.

Poi il rebus assunse l’aspetto di un’operetta. Trascinato dall’empito vendicatorio di Storace e dal desiderio antico del camerata Alemanno di soppiantarlo nella guida del partito, Fini preannunciò anche lui il ritiro di se stesso e dei ministri dal governo se….

Quel “se” conteneva le stesse ingiunzioni elencate da Follini: nuovo governo, nuovo programma, sospensione della “devolution”, estromissione di Calderoli da ministro delle Riforme, nuova politica economica concentrata su imprese, famiglie e Mezzogiorno, fine della catastrofica strategia di riduzione dell’Irpef.

Nella tenaglia Fini-Follini Berlusconi tentò di giocare d’anticipo: si presentò da Ciampi per dimettersi ma strada facendo cambiò idea: non si dimise affatto, uscì da quell’incontro facendo marameo ai suoi (ex) alleati sfidandoli a negargli la fiducia, forte del conforto di Bossi. Ma poi, dopo averci dormito sopra e temendo il peggio, si pentì del voltafaccia della mattina e ritornò all’idea di accettare la crisi formale. La grandissima e inutile buffonata della crisi formale, come disse in Senato preannunciando le dimissioni che infatti dette mezz’ora dopo.

Un’operetta - dicevo - di cattiva musica suonata e cantata da attori scadenti. Passarono altre ventiquattr’ore e arrivò il giovedì.

La mattina di quel giorno il “premier” dimissionario ottenne da Ciampi il reincarico per formare il nuovo governo. Studia il programma secondo le linee richieste dagli (ex) alleati. Studia la struttura del nuovo ministero. Si mormora di novità importanti, di new entry clamorose. Venerdì sera finalmente il presidente del Consiglio è pronto per l’incontro con il capo dello Stato nella Sala della vetrata. Con in tasca la lista del suo terzo ministero.

A questo punto l’operetta diventa una comica. Ciampi lo accoglie con un impercettibile sorriso (o almeno così racconterà poi il Berlusconi furioso) e Continua a leggere ‘In che mani è caduto lo Stato’

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Pisanu: la crisi potrebbe complicarsi

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Giuseppe Pisanu«E’ una crisi un pò strana, in parte già disinnescata sul nascere e tuttavia rischia di complicarsi se non prevarranno rapidamente il buon senso, la buona fede e la buona volontà ». A parlare è il Ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu, che insieme a Gianni Letta sta cercando in queste ore una possibile mediazione tra posizioni nettamente distanti: quella del Premier Berlusconi e quella del segretario Udc Marco Follini. Quest’ultimo infatti non intende cedere, e continua a chiedere un Berlusconi bis che segni un’evidente rottura con il precedente Esecutivo.

Così, da Sassari, Pisanu prova a lanciare segnali distensivi, invitando le due parti a mettere in campo «buon senso e buona volontà ».

Sulla crisi interviene anche il ministro dimissionario Carlo Giovanardi, l’unico esponente Udc a bocciare il documento di Follini Continua a leggere ‘Pisanu: la crisi potrebbe complicarsi’

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Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace

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Silvio Berlusconi“Io sono buono e mantengo le promesse, gli altri cattivi e incapaci”. E poi: Craxi morto per la libertà , il progetto di raccogliere in un libro “tutti gli insulti rivolti contro di me”, la preoccupazione di passare alla storia con un’immagine distorta, il vanto di “avere impedito alla sinistra di mettere le mani sull’Italia”. E’ un Silvio Berlusconi a tutto campo e che non rinuncia a nessuno strumento mediatico in questi ultimi giorni di campagna elettorale. Il presidente del Consiglio concede infatti un’intervista al periodico patinato “Parioli Pocket”, giornale di quartiere che esce nella capitale e spiega perché decise di entrare in politica nel ‘94.

“Fare il presidente del Consiglio non era assolutamente tra i miei sogni Continua a leggere ‘Berlusconi: Io buono e bravo la sinistra cattiva e incapace’

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Burlusconi sorprende Ciampi

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Il Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Campi
Dopo le dichiarazioni del premier, secondo cui l’iter di un disegno di legge deve passare dal Capo dello Stato che ne apporrà la firma solo quando non darà ascolto alle “sirene della sinistra”, con riferimento ad esempio al rinvio alle camere della riforma della giustizia, ecco la risposta sorpresa e indignata del Presidente della Repubblica. Sottolineiamo solo che quando è la sinistra che risponde con Piero Fassino dichiarando che “il premier ha uno scarso senso delle istituzioni” allora risponde prontamente Roberto Calderoli dicendo che le dichiarazioni del premer sono solo “un legittimo contrappeso alle improvvide e illegittime ingerenze che la sinistra tenta di esercitare nei confronti del Presidente della Repubblica” . Ma che Ciampi sia sorpreso e indignato non suscita interesse nel governo.

Ma vediamo in dettaglio il comunicato di Campi Continua a leggere ‘Burlusconi sorprende Ciampi’

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Berlusconi: la sinistra sceglie il male

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the real power behind communism“Romano Prodi? Ambiguo e ondivago [mutevole, incerto] . Antonio Di Pietro? Un Giacobino [inteso come chi sostiene idee radicali ed estremiste]. Fassino? Non è Stalin, è magro e non ha i baffi. Non sono cieco [ironia dopo averlo paragonato a Stalin due giorni fa]“. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi continua imperterrito la sua campagna di aggressione contro il centrosinistra. Sono infatti ormai alcune settimane che il Cavaliere, quasi quotidianamente, si scaglia con una inaudita violenza verbale contro i suoi avversari politici.
“Noi siamo la novità del Paese e abbiamo dimostrato di essere una forza tranquilla. Preferiamo chi sa volere il bene a chi vuole male - ha spiegato parlando durante il consiglio nazionale di Forza Italia - sono i protagonisti della sinistra, quella post comunista, quella socialista massimalista e quella catto-comunista, a scegliere il male” [ma non era lui stesso che accusava il centro-sinistra di demonizzare gli avversari?!] Continua a leggere ‘Berlusconi: la sinistra sceglie il male’

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Santoro: reintegro e penale

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Michele SantoroRicordate le richieste di Berlusconi riguardo l’eliminazione televisiva di a Santoro, Biagi e Luttazzi? Se non le ricordate leggete prima qui. Dopo di che forse saprete che Michele Santoro fece causa alla Rai perché lo lincenziò proprio a seguito di tali richieste (e quindi senza giusta causa). Oggi quella causa è stata vinta da Santoro che ha ottenuto il reintegro nella stessa posizione che assumeva nell’azienda prima del liceziamento e la Rai è costretta a pagare una penale di 1milioni e 400mila euro, oltre che a a pubblicare il dispositivo della sentenza su Corriere della Sera, Repubblica e la Stampa entro dieci giorni dalla pubblicazione e pagare le spese processuali.

Qualcuno, per la precisione Michele Bonatesta di AN, si è lamentato che nella sentenza si legga che “Michele Santoro deve essere reintegrato nella sua attività di realizzatore e conduttore di programmi televisivi di approfondimento dell’informazione di attualità di prima serata, di programmi di reportage di seconda serata, in particolare «Sciuscià edizione straordinaria» e «Sciuscia»” . Si è lamentato dicendo che “I palinsesti non li fa il giudice. Non è pensabile che un magistrato decida il tipo di programmi che devono andare in onda sulla Rai e la loro collocazione oraria” . A questo ingenuo senatore rispondiamo che reintegrare un lavoratore a seguito di un ingiusto licenziamento significa anche tutelarlo dall’assegnazione di programmi in onda all’una di notte come è spesso accaduto anche a chi non è mai stato licenziato ma è semplicemente sgradito a Berlusconi.

Come approfondimento Continua a leggere ‘Santoro: reintegro e penale’

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La guerriglia non è terrorismo

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Gianfranco FiniLa guerriglia non è terrorismo. Questa è la necessaria distinzione che ha dovuto fare il giudice dell’udienza preliminare (Gup) di Milano Clementina Forleo. Per questo ha assolto 5 islamici dall’accusa di terrorismo internazionale mentre li ha condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, fabbricazione di documenti falsi e ricettazione. Riecheggia invece su tutti i giornali la dichiarazione di Gianfranco Fini, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri:

Leggere le motivazioni con cui un giudice milanese ha assolto una cellula di integralisti islamici dall’accusa di terrorismo internazionale genera un sentimento di rabbia e incredulità. Non dubito della preparazione giuridica del Gup, ma distinguere in Iraq “attività di guerriglia” da “attività di tipo terroristico” e perciò richiamare la convenzione globale dell’uomo sul terrorismo e scrivere sulla sentenza che è ”notorio che nel conflitto bellico in questione strumenti di altissima potenzialità offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo”, significa mettere sullo stesso piano vittime e carnefici [le vittime a cui si riferisce sono gli iracheni, vittime anche della coalizione anglo-italo-americana, o i soldati italiani?]. Adesso saranno molti e rumorosi coloro che grideranno allo scandalo perchè gli esponenti politici non devono commentare le sentenze. Ma sono convinto che almeno in questo caso esprimere dolore e indignazione per simile disinvolto stravolgimento di una realtà che è sotto gli occhi del mondo intero [è sotto gli occhi del mondo intero che alcuni popoli sono esonerati dal reato di terrorismo, mentre altri non hanno il diritto di opporsi ad una invasione] sia semplicemente doveroso.

Il punto fondamentale è che se si prendesse alla lettera il discorso di Fini, allora qualsiasi azione bellica che ha provocato vittime fra i civili dovrebbe essere punita come atto terroristico, ma sappiamo benissimo che questo convolgerebbe sia gli americani che noi italiani. Di certo esiste anche il terrorismo in Iraq, ma non si può difendere un’invasione ignorando l’esistenza della guerriglia chiamandola terrorismo. E’ da codardi.

E’ invece da demagoghi la dichiarazione di Roberto Calderoli:

Mi si è rivoltato lo stomaco davanti ad una sentenza del genere. Ancora non è stato seppellito il povero Simone Cola e già si calpesta la sua memoria

Ma vediamo esattamente quali sono state le parole del Gup Continua a leggere ‘La guerriglia non è terrorismo’

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Nucleare: referendum con la data di scadenza

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Silvio BerlusconiL’8 e 9 novembre 1987 gli italiani votarono per 5 referendum di cui 3 erano sulla cancellazione dell’approvvigionamento di energia a partire dalla fissione nucleare. Riguardo tali referendum sul nucleare i sì furono 80,6% per il primo, 79,7 per il secondo e 71,9 per il terzo (*). Eppure, a poco più di 17 anni da voto, Silvio Berlusconi annuncia che il governo sta preparando uno studio per dotare di nuovo di centrali nucleari il nostro Paese.

Forse sono io che non conosco abbastanza l’argomento , ma non sapevo che i referendum avessero la data di scadenza. Non entro nel merito della sicurezza o utilità dell’energia nucleare, ma credo che ci voglia un’altra consultazione popolare per cancellarne una “vecchia” .

Quando si potrebbe fare una politica seria per il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili, ecco che il nucleare sta per rientrare dalla finestra. Ma vediamo nel dettaglio le dichiarazioni di Berlusconi e le reazioni Continua a leggere ‘Nucleare: referendum con la data di scadenza’

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Parlare di mafia? Un’offesa alla Sicilia

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Cuffaro, Berlusconi, Schifani, La Loggia, ecceteraIl centrodestra si scaglia contro la puntata di Report andata in onda sabato alle 21. «La mafia che non spara»: un tema che agli esponenti della Casa delle Libertà non piace. Soprattutto a quelli che governano la Sicilia. E soprattutto se, fra le altre cose, si parla degli intrecci fra malavita e politica.

La prima denuncia è di Renato Schifani, siciliano e presidente dei senatori forzisti: «La trasmissione di ieri, infatti, ha prodotto un ulteriore gravissimo danno alla Sicilia - aggiunge - poiché ha descritto con una prospettiva unicamente mafiosa una regione che invece è assai complessa e le cui caratteristiche non sono frazionabili». La mafia come aspetto marginale della realtà siciliana. O forse la mafia come totem e tabù. Il ministro [per gli Affari Regionali] La Loggia, anche lui siciliano e forzista è addirittura minaccioso: «Da siciliano esprimo amarezza e indignazione. Sentimenti che aumentano quando constato che, da parte dei parlamentari, politici ed amministratori siciliani di opposizione non è venuta analoga reazione. Un fatto che la dice lunga sul livello di attaccamento alla loro terra!».

Difendere l’onorabilità della terra a ogni costo, anche a costo di nascondere la sua realtà Continua a leggere ‘Parlare di mafia? Un’offesa alla Sicilia’

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