Un bellissimo commento per Silvio

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Siccome a qualcuno è sfuggito il bellissimo commento che ho ricevuto su questo articolo, ho pensato di metterlo in risalto con un apposito post. Faccio notare che l’autrice è francese, per cui perdonate l’italiano poco corretto. Se poi volete perdonarle dell’altro, fatemi sapere.

mio sogno SILVIO,io t’adora,molto bisogno de t’abbracciare,e anche ho una teoria per cadere governo,quando possibile de t’incontrare solo tu,e tu mio raggio de sole SILVIO che io adora,e vorrei aiutare no come fini,casini!sono fedele mi,mai ho visto uno uomo come tu.PAULINE

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Miccichè: una storia raccapricciante ma purtroppo vera

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Le dichiarazioni dissennate di Micchiché, che è riuscito a dire che intitolare l’aereoporto di Palermo a Falcone e Borsellino intristisce i viaggiatori perché gli ricordano la mafia… ma pensa, io credevo che Falcone e Borsellino ricordassero le lotta alla mafia! La vignetta che vedere in apertura è un estratto di una grande (in tutti i sensi) striscia di Albo che potete trovare nel post intitolato “Ultimora 25 XL - Falcone e Borsellino” e sottotitolato Magari questo titolo per il post di oggi intristirà qualcuno. Assolutamente da non perdere per ironia e profondità… altro che le sciocchezze di Miccichè.

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Sciopero fiscale: Bossi o Berlusconi? Chi lo ha proposto per primo ?

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La risposta è semplicissima:

5 giugno 2007: Berlusconi minaccia lo sciopero fiscale, poi nel pomeriggio ci ripensa (fonte).
18 agosto 2007: Bossi minaccia lo sciopero fiscale, Berlusconi prima lo appoggia non escludendo di fare anche lui lo sciopero, poi ritratta, indietreggia, elogia la fedeltà della Lega Nord, dice che c’è accordo con la Lega e che con questa Sinistra non si possono fare le riforme (fonte, fonte, fonte e fonte)

Insomma ora nei telegiornali vogliono far passare Berlusconi per l’uomo politico saggio che dice no allo scioperò fiscale ma che è anche un uomo fermo e deciso perché dice no pure alle riforme con la Sinistra. Peccato che fu lui a proporre, due mesi e mezzo fa, lo sciopero fiscale. Ora tirano per la giacchetta il cardinale Bertone perché con l’espressione “tasse giuste” avrebbe, secondo Calderoli, inteso appoggiare lo sciopero contro le “tasse ingiuste” (fonte). A parte le obiezioni sul merito, si tratta questa di un’altra occasione persa da parte della Chiesa per farsi i propri affari interni allo Stato del Vaticano, invece di fare ingerenza in Italia.
Poi Veltroni dichiara che all’estero, sentendo dello sciopero, ridono e Calderoli, come farebbe ogni bambinone indispettito, risponde : “Non ridono di noi ma del governo”. (fonte già citata).

Ah, che bella la Pollitica.

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Saggezza popolare: ecco perché la gente si butta sotto la metropolitana

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Oggi pare che una donna si sia suicidata gettandosi sotto la metropolitana di Roma.
Ero sull’autobus di ritorno a casa quando sento due signore che ne parlano: una dispiaciuta, l’altra indignata.
Quella dispiaciuta chiede “Ma come è possibile!?”… nemmeno una vera domanda, una frase fatta, un’esclamazione di disappunto più che una richiesta di spiegazioni. Ma la signora indignata non coglie la retorica e comincia la sua personalissima spiegazione dell’accaduto:

E’ ovvio, già ci sono i criminali nostri, poi arrivano pure quelli extracomunitari, poi questo governo li fa uscire tutti dalle carceri! Le leggi ci sono ma non vengono applicate! E ovvio che poi una impazzisce e si butta sotto la metropolitana!

E così ho capito, grazie alla saggezza popolare, perché la gente si butta solo la metropolitana: non per colpa del governo o degli extracomunitari, ma per colpa della saggezza popolare!

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Il caso Mele: 6 citazioni interessanti

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“Io non ho fatto altro che andare a cena con un amico che mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me” (Cosimo Mele, La Stampa).

“Certo che mi riconosco con i valori cristiani, ma che c’entrano questi con l’andare con una prostituta? E’ una faccenda personale” (Cosimo Mele, La Stampa).

“L’ho pagata? Non proprio… Le ho fatto un regalo, una somma in denaro”. (Cosimo Mele, Corriere della Sera).

“E che, i parlamentari dell’Udc non fanno l’amore?”. Cosimo Mele, La Stampa)

[via Alessandro Robecchi]

L’onorevole Mele ha chiamato l’ambulanza?
“Macché, ha cercato di strapparmi il cellulare di mano. Io ho telefonato al mio compagno e poi a mio fratello”. (La ragazza squillo, Repubblica)

“La vita del parlamentare è dura se fatta seriamente, ricca di impegni fuori casa, con tanti giorni da solo a Roma (…) Questa mattina ho incontrato un alto funzionario della Camera che ha sottolineato il gran parlare dei costi della politica. Invece al parlamentare bisognerebbe dare di più e consentire il ricongiungimento familiare”. (Lorenzo Cesa, il Giornale)

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Perché non possiamo essere Cristiani (e meno che mai Cattolici)

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Ho letto da tempo il libro di P. Odifreddi intitolato “Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” ma non sono mai riuscito a condensare in un post le tantissime informazioni in esso contenute. Una cosa però mi sento di dire che vale per gran parte del libro (ovvero quello in cui parla dell’antico e del nuovo testamento): per rendersi conto di tutte le assurdità, le contraddizioni, le falsità, le sciocchezze, le perversioni e le bruttezze dei testi sacri del cristianesimo, non serve leggere il libro di Odifreddi, è sufficiente leggersi i testi sacri del cristianesimo. Peccato che la stragrande maggioranza dei cattolici italiani non abbia mai letto né la Bibbia né il Vangelo. Questo la dice lunga sull’importanza della religione nella vita italiana, salvo diventare fondamentale per non contraddire il Papa.

Del resto del libro, che parla della Chiesa oggi, riporto questo brano, frutto di un riassunto di SKA di alcune pagine del libro di Odifreddi. Tratta dei soldi che oogni hanno la Chiesa Cattolica incassa dallo Stato Italiano. Così finalmente sappiamo perché il Vaticano sia così potente e ascoltato dai politici. Solo questioni di soldi, tutto qui.

Come sappiamo la Chiesa nel suo passato di brutalità, inquisizioni, assassinii e tradimenti della peggior specie (peggiore perchè fatti in nome di un Dio misericordioso), ha anche costantemente stipulato degli accordi e concordati con i più variegati potenti della Terra.
Sempre bella gente comunque.

Prendendo d’esempio soltanto la storia più recente vediamo il concordato con Napoleone nel 1801, con Francesco Giuseppe in Austria nel 1855, con Mussolini in Italia nel 1929, con Hitler nel 1940, con Antonio Salazar in Portogallo nel 1940 e nel 1953 con Francisco Franco in Spagna.

In Italia i famosi Patti Lateranensi fruttarono alla Chiesa una Convenzione Finanziaria e un Concordato, riconoscendo l’indipendenza e la sovranità dello Stato Vaticano (non riconosciuta sino ad allora) nonchè una cospicua ricompensa per i danni subiti dopo la conquista di Roma nel 1870 da parte dello Stato Italiano.

In base ad un debito accumulato nei confronti della Chiesa lo Stato Fascista pagò al Pontefice una somma di circa “750 milioni in contanti e un miliardo in consolidato 5 per cento al portatore”. Santificati però.

Mussolini stesso ammise candidamente che :

Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio all’umanità. Essendo d’accordo col papa si domina ancora la coscienza di 100 milioni [oggi un miliardo] di uomini

Esattamente le stesse cose che pensano, ma non dicono, i vari Casini, Mastella, Margheritini, Prodiani ed un po’ tutti in genere.

Dopo una serie di tentativi il Concordato è caduto nel 1984, pur continuando ad “assicurare l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche”.

La Somma versata in favore della Chiesa con la Convenzione Finanziaria viene sostituita dal famoso “8 per mille” sul gettito dell’IRPEF. Grazie ad esso la Chiesa riceve attualmente circa un miliardo di euro. Una cifra non destinata ad opere di carità come vorrebbero farci credere. In base ai dati della CEI relative al trienni 2002-2004 i fondi sono destinati per il 20% a interventi caritativi, 34% al sostentamento del clero e 46% per esigenze di culto (??).

E siccome “In caso si scelte non espresse da parte dei contribuenti, la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse”, soltanto un terzo degli Italiani sceglie a chi devolvere l’8 per mille, quindi l’85% va ogni anno alla Chiesa Cattolica. Che furbi.

A quel miliardo di euro vanno poi aggiunti :
- 478 milioni di euro per gli stipendi degl insegnanti di religione
- 258 milioni per i finanziamenti alle scuole cattoliche
- 44 milioni per le cinque università cattoliche
- 25 milioni per la fornitura dei servizi idrici al Vaticano
- 20 milioni per l’Università di Campus Biomedico dell’Opus Dei
- 19 milioni per l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione
- 18 milioni per i buoni scuola degli studenti delle scuole cattoliche
- 9 milioni per il fondo di sicurezza sociale dei dipendenti vaticani e dei loro familiari
- 9 milioni per la ristrutturazione di edifici religiosi
- 8 milioni per gli stipendi dei cappellani militari
- 7 milioni per il fondo di previdenza del clero
- 5 milioni per l’Ospedale di Padre Pio a San Giovanni Rotondo
- 2 milioni e mezzo per il finanziamento degli oratori
- 2 milioni per la costruzione di edifici di culto
- Varie ed eventuali
[Dati del 2004]

Il che porta ad una cifra di circa tre miliardi di euro a cui vanno aggiunte le mancate entrate per lo Stato, causate da una lungaggine di esenzioni fiscali nei confronti della Chiesa.

Gli enti ecclesiastici sono circa 59.000 ed hanno circa 90.000 immobili con vario utilizzo (non chiese, ma parrocchie, oratori, conventi, seminari, case ecc…).
Un valore complessivo che si aggira attorno ai 30 miliardi di euro, imposte sui fabbricati, l’imposta sui terreni, sul reddito delle persone giuridiche, compravendita e l’IVA.

A cui va aggiunta, come se non bastasse, l’esenzione del pagamento dell’ICI che fa perdere ai comuni una cifra stimata attorno ai 2 miliardi e 250 milioni di euro.

Era Gesù a dire “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli” ?
Se son gli altri a rimanere poveri, tutto va bene.

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vaticanstate.va: sito web del vaticano provvisto di e-shop

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Lo Stato della Città del Vaticano, dopo vatican.va, vara un nuovo sito: vaticanstate.va che, al contrario del primo che riguarda temi dell’ordinamento religioso e raccoglie documenti ufficiali, riguarda invece la struttura, gli uffici e i servizi della Città del Vaticano. Interessante la possibilità di vedere tramite webcam (solo per Internet Explorer) alcuni dei luoghi più turisticizzati della Città del Vaticano, come la cupola della Basilica di San Pietro e la tomba di Giovanni Paolo secondo (un po’ macabro, o no?). Interessantissimo l’e-shop che mostra come il Vaticano stia orientando i propri interessi economici anche sul web. Sia mai che un fedele troppo pigro per venire a Roma in pellegrinaggio rimanga sprovvisto di una statuetta di qualche santo e dell’ultimo calendario di Ratzinger.

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Compie 30 anni la campagna mondiale di boicottaggio contro la Nestlé

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Fu lanciata il 4 Luglio 1977, con la prima denuncia per il marketing aggressivo che la multinazionale praticava nei paesi in via di sviluppo per promuovere il latte artificiale.
Ora, a 30 anni di distanza, per vedere se la situazione e’ migliorata, la giornalista del Guardian Joanna Moorhead e’ andata in Bangladesh, dove la Nestle’ fatturerebbe circa 24 milioni di dollari all’anno (!!!)
Al ritorno scrive: “si ha la sensazione che se i boicottatori mollassero la presa anche solo per un attimo, le compagnie guadagnerebbero rapidamente terreno”.
Nonostante un regolamento mondiale che vieta ogni forma di pubblicita’ del latte in polvere, negli ospedali, soprattutto quelli privati, si distribuiscono ancora campioni, volantini, regalie e altro.
In Bangladesh il risultato e’ che i bambini si ammalano o muoiono di fame perche’ la polvere viene allungata troppo e magari con acqua non pulita, mentre le madri si svenano economicamente per acquistarla.
Si stima che circa il 95% delle neomamme inizi ad allattare, ma che dopo un mese il tasso scenda all’89% e a sei mesi al 16-25%.
Promuovendo l’allattamento al seno, organizzando corsi e gruppi di aiuto, la mortalita’ infantile potrebbe essere ridotta di quasi un terzo, cazzo!!!
Per maggiori informazioni sulla campagna italiana di boicottaggio della Nestle’ http://www.ribn.it/ .

(Fonte: Greenplanet.net e Jacopo Fo)

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Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”

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Quando Luca Volontè ha chiesto la rimozione di Operazione: Pretofilia dai server di Molleindustria, fu invocato il decreto Gentiloni e il gioco fu rimosso. Ma bisogna innazitutto precisare che il decreto Gentiloni riguarda la pedopornografia, e non la pedofilia. Di conseguenza riguarda il filtraggio dei soli siti di pedopornografia. Le legge punisce la pedopornografia “virtuale” come quella “reale” (anche se con uno sconto di pena). Secondo la legge stessa la pedopornografia “virtuale” consiste in “Immagini virtuali realizzate utilizzando immagini di minori degli anni diciotto o parti di esse”. Quindi non si tratta vera e propria “virtualità” (in senso informatico) ma “fotomontaggi” che utilizzano parti reali e non solamente realistiche. Se ne deduce che l’immagine incriminata del videogioco Operazione: Pretofilia non viola in alcun modo il decreto Gentiloni tramite il quale il sito di Molleindustria è stata costretta ad eliminare i file incriminati. Infatti l’immagine, contenuta nel gioco, del cosiddetto stupro pedofilo da parte di un prete non è affatto un fotomontaggio. Eccola:

Stupro pedofilo o no?

Di seguito un articolo di Punto-Informatico che spiega in dettaglio le questioni relative agli ultimi casi di censura elettronica in relazione alla pedofilia, di cui prima di tutto citiamo la conclusione:

Constatare che la legge, nel primo caso, è stata violata dallo Stato è molto triste, qualunque siano le motivazioni.
La legalità non può morire così.

Ecco il resto dell’articolo: Continua a leggere ‘Quando lo Stato viola la legge: il caso “Operazione: Pretofilia”’

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Berlusconi: “le stronzate di Prodi”, e il pubblico applaude

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Da Repubblica.it
Ricordando l’ultima campagna elettorale per le politiche, Berlusconi ha detto: “Volevo andare in televisione a raccontare cosa aveva fatto il nostro governo ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo per rispondere alle domande del giornalista e a replicare alle stronzate di Prodi“. L’affermazione è stata accolta dagli applausi dei partecipanti e il leader della Cdl ha poi commentato: “Vedo che apprezzate questo mio linguaggio rozzo ma efficace”.

Qualunque sia il motivo, vi sembra possibile che un politico si esprima pubblicamente con questo linguaggio e che poi se ne vanti pure? In un paese normale anche solo questo sgradevole episodio dovrebbe far perdere metà dei consensi elettorali ad un politico.

Se poi ci aggiungiamo le corna a Piquet, il dito medio ai comizi, il dare dei “coglioni” agli elettori di sinistra, le barzellette maschiliste e l’interrompere un rapporto sulla fame nel mondo dicendo che sia ha appetito, mi chiedo come faccia ad essere ancora in parlamento. Quando invece penso a quelli che hanno applaudito mi viene da sperare che sia solo la solita clap stipendiata da Berlusconi, e che non esistano cittadini così.

(grazie a swampthing per la segnalazione)

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