Follini e la rappresentatività
Articolo letto 638 volteIl blog il Pensatore sostiene che Il popolo non è più sovrano dal momento che Marco Follini sembra intenzionato a sostenere il governo. Per cui dovrebbe dimettersi da parlamentare perché è andato contro le volontà degli elettori che l’hanno votato. Nel suo post riconosce tuttavia che “i parlamentari non hanno vincoli di mandato” ma auspica che si introduca “un meccanismo tale da impedire questi capovolgimenti di fronte” in modo da “rimanere fedeli alla volontà popolare”. Insomma Follini avrebbe violato il principio della rappresentatività.
Nel commentare questo post, che esprime comunque dubbi leggittimi, mi sono dichiarato perfettamente d’accordo riguardo il fatto che faccia rabbia vedere uno che è stato votato in uno schieramento e poi si sposta.
Però non bisogna dimenticarsi di uno come De Gregorio (eletto con l’Italia dei Valori e poi passato all’opposizione), che non ha certo fatto il percorso lungo e sofferto di Follini. Però visto che è stata la destra a guadagnarci allora è meno facile tenerne conto per qualcuno?
Il Pensatore dice appunto che “dovrebbe esserci un meccanismo tale da impedire questi capovolgimenti di fronte”… purtroppo questo andrebbe contro la libertà d’opinione (e quindi anche la libertà di cambiarla).
La soluzione sarebbe non votare per le persone ma per i programmi che dovrebbero essere portati avanti indipendentemente dai parlamentari, qualcuno se la sentirebbe di sostenere un’idea del genere?
L’unico modo per superare i problemi della rappresentatività è la democrazia diretta, dal momento che ognuno rappresenterebbe se stesso.

Dopo un lungo travaglio anche l’Italia recepisce il mandato d’arresto europeo. La battaglia promessa dall’opposizione non è infatti avvenuta e la Camera ha potuto inviare la legge al Senato. Hanno votato a favore 211 deputati, 175 gli astenuti e solo 23 i no.
