Sentenza Wind: agli utenti riconosciuti i loro diritti

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Dopo l’approvazione del Decreto Bersani sull’abolizione dei costi di ricarica sui telefonini, i carrier telefonici si sono sbizzarriti a cercare di recuperare i mancati guadagni. In particolare la Wind si è distinta per una serie di rincari unilaterali ingiustificabili. Infatti la tariffa Noi 2 è stata modificata, come già più volte in passato, riducendo i minuti utilizzabili. Ma una sentenza finalmente da ragione ad un utente a cui viene riconosciuto semplicemente il ruolo di parte contrattuale. Quando le modifiche contrattuali sono peggiorative del servizio deve esserci accettazione da parte del cliente e non semplicemente una comunicazione con 30 giorni di anticipo. Tutta la storia di questa condanna esemplare su mobileblog ma è utile leggere anche cosa scrive sull’argomento P|xel:

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Buttiglione da Fazio parla dei gay

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Questa sera Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC e senatore, è stato ospite di Fabio Fazio alla trasmissione di Rai Tre “Che tempo che fa”:

Buttiglione: Lei pagherebbe più tasse per sostenere i diritti delle coppie di fatto omosessuali che dal momento che non procreano non hanno funzione sociale perché sono i giovani che pagano le pensioni agli anziani?
Fazio: Ma guardi che anche i gay pagano le tasse…!

Aggiungiamo che anche una coppia eterosessuale non è detto che possa fare figli (per via della sterilità) oppure può non volerne affatto. E poi, dopo il recente acclamato decreto sulla privacy riguardo la vita sessuale dei vip (in seguito alla cosiddetta Vallettopoli), non è assurdo che lo Stato si occupi di chi va a letto con chi per decidere che tipo di diritti può avere?

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Adozione per gli omosessuali: ci sono reali impedimenti?

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(ANSA)- ROMA, 12 MAR -’Il desiderio di maternità e di paternità un omosessuale se lo deve scordare’,parola di Rosi Bindi, ministro per le Politiche della famiglia. Criticando ‘il narcisismo di gay e lesbiche che chiedono l’accesso all’adozione o alla fecondazione assistita’, il ministro -ribadendo il sostegno al ddl sui Dico- ha precisato: ‘Non sarei mai favorevole al riconoscimento del matrimonio fra omosessuali: non si possono creare in laboratorio dei disadattati. E’ meglio che un bambino cresca in Africa’.

Perché nessun telegiornale parla del fatto che in Olanda sono anni (dal 2001) che anche le coppie omosessuali possono adottare bambini? Se ci fossero stati casi di molestie o altro qui in Italia si sarebbe dato ampio risalto alla notizia, mentre proprio perché non se ne sa niente probabilmente è perché non c’è nessun problema e ribadirlo in Italia sarebbe troppo sfacciato nei confronti della Chiesa. Ma non c’è solo l’Olanda, anche Belgio, Spagna, Svezia, Regno Unito, Germania e Danimarca hanno uguagliato i diritti riguardo le adozioni. Allora mi chiedo: non è forse meglio una famiglia omosessuale che un orfanotrofio? O peggio in una famiglia “tradizionale” ma senza amore? Qualcuno ha addirittura paura della pedofilia ignorando non solo che pedofilia e orientamento sessuale sono due cose diverse, e che la stragrande maggioranza dei pedofili è eterosessuale. Inoltre la mancanza di una figura materna per un bambino in una coppia gay (o paterna per una coppia lesbica) è un falso problema, dal momento che i bambini orfani di madre o padre non diventano automaticamente dei disadattati come paventa la Bindi (e non solo) e non c’è nessuna ragione per togliere un figlio ad un vedovo (o vedova) per l’intervenuta mancanza della figura materna (o paterna). Infine per chi teme che un bambino cresciuto in una famiglia omosessuale diventi necessariamente omosessuale, ci sono centinaia di studi che mostrano il contrario. Il motivo? Omosessuali si nasce, non si diventa. Al massimo l’educazione impartita dai genitori può influire sull’età in cui ci si rende conto dei propri orientamenti sessuali e un’educazione repressiva (tipica l’omofobia dei cosiddetti genitori “normali”) non giova mai. Insomma: nessun dato oggettivo dimostra il primato della famiglia tradizionale su quella omosessuale, se poi aggiungiamo che centinaia di specie animali praticano l’omosessualità, dove sta il problema? Cosa è contro natura? Secondo me solo l’assenza d’amore.

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Costi ricarica: gli operatori provano a fare i furbi

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Si è rivelata vana la speranza che gli operatori telefonici non provassero a fare i furbi. Ecco un articolo di Punto Informatico che mostra come Wind e Vodafone stiano in tutti i modi cercando di aggirare la norma. Se si dovesse stabilire che questi tentativi sono legali, i loro clienti faranno bene a cambiare gestore evitando di sopportare l’ennesimo sopruso.

Si avvicina il termine fissato dal decreto Bersani in merito al credito dei piani tariffari “ricaricabili”, con l’abolizione dei costi di ricarica e della scadenza del credito prepagato. Ma in rete circolano voci di un intento contrario, o quantomeno da chiarire, da parte di alcuni operatori mobili. L’enigma sarebbe aperto su Wind e - per la scadenza delle SIM - su Vodafone.

Il blog di Windworld segnala l’introduzione di tre nuovi piani tariffari prepagati che l’azienda dell’Arancia varerà dal 5 marzo, e che, in conformità al pacchetto Bersani, non prevedranno addebiti di costi di ricarica. Secondo il blog, dal 5 marzo, i nuovi piani tariffari - che prevedono inoltre 15 centesimi di euro sull’invio di ogni SMS - sostituiranno i precedenti nell’offerta di Wind. Ma evidenzia che solo per questi tre nuovi piani non esisteranno più costi di ricarica, sia utilizzando vecchie ricariche ancora in vendita sia utilizzando quelle nuove, commercializzate a breve. Gli utenti con i vecchi piani tariffari, invece, continuerebbero a pagare i costi aggiuntivi sulle ricariche da 10 e da 25 euro. Il passaggio ai tre nuovi piani sarebbe comunque concesso senza addebiti aggiuntivi ai vecchi clienti (mentre saranno preattivati sulle nuove SIM).

Questa opzione sarà sufficiente a far ritenere Wind “adempiente” rispetto alla nuova normativa? WindWorld non è di questo avviso, e non lo è neppure Andrea D’Ambra, presidente dell’associazione di difesa dei consumatori Generazione Attiva, nonché primo firmatario dell’ormai storica petizione online finalizzata all’abolizione dei costi di ricarica: “Speriamo vivamente che queste voci vengano immediatamente smentite da Wind perché altrimenti ci troveremmo in presenza di un gravissimo abuso che non tollereremo in alcun modo. Ricordiamo in prima istanza ai clienti Wind che in tal caso la prima cosa da fare è cambiare operatore contemporaneamente dopo aver prontamente denunciato quest’ultimo”.

Ma D’Ambra vuole approfondire anche le mosse di un altro operatore. “Ci pervengono inoltre - aggiunge - numerose segnalazioni secondo cui Vodafone non starebbe adempiendo pienamente al decreto per quanto riguarda i limiti temporali all’utilizzo del credito (scadenza della SIM). Per quanto esposto sopra chiediamo all’Authority Garante per le Telecomunicazioni di adempiere al suo dovere istituzionale verificando subito tali informazioni e provvedendo a sanzionare gli operatori indisciplinati”. La scadenza della SIM, che implica usualmente la cancellazione del credito residuo non fruito alla data della disattivazione, è peraltro al centro di una recente decisione del giudice di pace di Napoli Riccardo De Miro, che ha obbligato il gestore telefonico a rimborsare l’utente.

Un’altra segnalazione arriva invece dal Movimento Difesa del Cittadino, che critica le nuove offerte Vodafone. Il gestore, sostiene MDC, “ha aumentato del 26% il costo dello scatto alla risposta, da 15 a 19 centesimi su tre delle cinque offerte, vanificando i benefici del decreto Bersani e il lavoro dell’Autorità per le Comunicazioni e delle associazioni dei consumatori”. MDC formula anche una propria stima sull’impatto economico delle nuove offerte: “Su base annua gli aumenti saranno, per i soli scatti alla risposta, di 73 euro (5 telefonate al giorno), 146 euro (10 al giorno), 219 euro (15 al giorno) e 292 euro (20 al giorno)”. Continua a leggere ‘Costi ricarica: gli operatori provano a fare i furbi’

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SIM scadute, ottenuto un rimborso

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Nonostante l’opposizione di destra si ostini a dire che questo governo non ha fatto niente di positivo, le liberalizzazioni del pacchetto Bersani stanno creando sempre più vantaggi ai cittadini. Dopo l’abolizione dei costi di ricarica dei telefonini, ad esempio, ecco che sempre in ambito di telefonia mobile, scattano i primi rimborsi per le scadenze abusive delle schede dei cellulari. Ecco un articolo, tratto da Punto Informatico, che spiega tutta la questione:

Una delle conseguenze più vistose del pacchetto Bersani sulle liberalizzazioni nella parte che tocca le TLC è la disposizione secondo cui il traffico telefonico acquistato dagli utenti non è soggetto a scadenza. Una novita che ha iniziato a produrre le prime conseguenze.

Riporta infatti MiaEconomia di come un giudice di pace di Napoli, Riccardo De Miro, sia intervenuto in un caso di SIM scadute, costringendo l’operatore telefonico a rimborsare l’utente che ha fatto ricorso contro la cancellazione del credito telefonico non ancora goduto al momento della cancellazione della SIM.

Come noto, infatti, gli operatori mobili fino ad oggi procedevano in automatico a “chiudere” le SIM prepagate acquistate dai clienti quando questi nel corso di 13 mesi non effettuavano alcuna ricarica del traffico. Una cancellazione che portava con sé non solo il numero di telefono corrispondente alla SIM ma anche il minutaggio telefonico già pagato dall’utente.

Secondo il giudice De Miro questa cancellazione va considerata una clausola vessatoria che non può essere inserita in un normale contratto telefonico. Tutt’alpiù può essere sottoscritta dall’utente con una nota specifica a parte. Continua a leggere ‘SIM scadute, ottenuto un rimborso’

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Muori, frocio

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Scusate il titolo un po’ pesante, ma vale la pena per richiamare l’attenzione sull’omonimo post pubblicato da Domiziano Galia su Verona Blog.

Il combattivo assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi, Udc, si dice pronto a sostenere la proposta del senatore Antonio De Poli, Udc, di un disegno di legge che riconosca agli impiegati degli uffici comunali il diritto di obiezione di coscienza alle richieste di iscrizione nel registro delle coppie di fatto. Ma perché solo uffici pubblici? Scuole e ospedali no? E perché solo per i Dico? Anche zingari, negri e froci sono peccati viventi. “Maschio, 36 anni, colpito da infarto, richiede intervento immediato. Ehi fermi tutti! Ma è un ricchione! No, no, obietto, la mia coscienza gronda sangue, fuori dal pronto soccorso a calci in culo, che gli piacerà anche.”

Credo che tutto sia iniziato quando negli Stati Uniti hanno introdotto l’obiezione di coscienza per la pillola anticoncezionale: in alcuni Stati il farmacista può non consegnarvi il farmaco se sospetta che commetterete un peccato nell’assumerla (ovvero non la prendete per combattere l’acne giovanile). Da qui a fare obiezione di coscienza verso le richieste di iscrizione nel registro delle coppie di fatto, il passo è breve, troppo breve.

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Referendum costituzionale: vince il No

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Con il 61% dei voti del 53% degli italiani (superato il quorum che non c’è, dice il Ministro dell’Interno Giuliano Amato) vince il No. Vince il No nel Nord, nel Centro, nel Sud e nelle Isole, solamente le regioni Lombardia e Veneto registrano un risultato opposto. Bossi commenta: “La Lega andrà avanti lo stesso”. Magari pretendendo la ricomposizione del Regno Lombardo-Veneto. Berlusconi commenta: “Italia spaccata in due”. Ora mi aspetto che voglia contare anche queste schede, oltre a quelle del 9-10 Aprile.

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Referendum costituzionale

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Domenica 25 e Lunedì 26 si svolgerà il Referendum confermativo sulla riforma costituzionale, chiamata erroneamente “Devolution”, che coinvolgerà 50 articoli della Costituzione. Mezza Costituzione.
In realtà l’aspetto più importante e preoccupante è il Premierato all’Italiana che darà al Primo Ministro più poteri del Presidente degli Stati Uniti. Infatti il nostro amico e alleato non può scogliere le camere a suo piacimento, mentre il futuro premier italiano potrà usare questa minaccia (e sappiamo benissimo quanto i nostri parlamentari si tengano stretta la poltrona) per legiferare in certe specifiche direzioni piuttosto che in altre.
Inoltre, a quanto pare (sentito al TG1 oggi) il Primo Ministro potrà ricevere deleghe legislative… non so se mi spiego. Una singola persona, ricattando la Camera con la minaccia dello sciogliemento, potrà ricevere una delega per scrivere ed approvare le leggi. Un despota. Più o meno.

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Al premier un potere straordinario

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Nicola MancinoIl presidente Nicola Mancino, forte di una passione antica sui problemi istituzionali e di una pratica che gli ha affinato una sensibilità particolare su temi tanti delicati, è molto preoccupato. «Preoccupato perché in realtà siamo all’ultima battuta. Gli atti successivi saranno semplicemente formali. La maggioranza, se ci sarà ancora, approverà il testo come esce dal Senato. Oggi ci saranno le dichiarazioni di voto. Hanno dispiegato una larga mobilitazione per il forte condizionamento della Lega. È quasi un atto definitivo».
Presidente perché dice se la maggioranza ci sarà ?
Perché se alle elezioni regionali si dovesse registrare uno sconquasso nel centro destra si potrebbe anche far saltare un impianto di costituzione da noi fortemente combattuto perché contiene i germi di una involuzione politica.
In queste ore molti parlano di pericolo di rottura del paese.
Mi dispiace che se ne stia parlando solo in queste ore Continua a leggere ‘Al premier un potere straordinario’

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E Previti, quanti anni ha?

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Vignetta con Ilda Boccassini e Cesare PrevitiHo assistito sconcertato alla puntata di ieri sera di Primo Piano, la rubrica del Tg3, in onda alle 23.10 su Rai Tre. Invitati a confrontarsi sulla riforma della giustizia Dario Franceschini, coordinatore nazionale della Margherita, e Ignazio La Russa, coordinatore di AN. Si discuteva dei punti chiave della riforma. Primo: accorciamento dei termini di prescrizione per una lunga serie di reati (tra cui associazione a delinquere, usura, furto aggravato…) che farebbe uscire dalle carceri migliaia di delinquenti (mentre La Russa sosteneva che avrebbe solo indotto i giudici a perdere meno tempo nei processi). Si discuteva poi della cosiddetta recidiva: chi commette tre volte lo stesso reato viene punito più duramente, norma fatta ovviamente per colpire i cosiddetti prefessionisti del crimine. Ultimo punto chiave della riforma è la facilità con cui si potranno dare le attenuanti ad un ultra65enne. O meglio, La Russa ha sostenuto per tutta la trasmissione che la legge parla di un limite a 65 anni. Un delinquente di 65 hanno ha più diritto degli altri ad avere le attenuanti (che in alcuni casi fanno scattare la prescrizione).

Alla fine, ultima domanda di Franceschini a La Russa: “Ma questa legge fermerà il processo a Previti, sì o no?“. Risposta: “Non lo so non ho fatto i conti degli anni per la prescrizione, e comunque la legge per le attenuanti, visto che si riferisce agli ultra70enni, non si riferisce quindi a Previti, che non li ha ancora compiuti!” . Ma non aveva detto che la legge si riferiva agli ultra65enni? Sconcertato vado sul sito della Camera dei Deputati, cerco l’Onorevole Cesare Previti e compare:

PREVITI Cesare
Nato a REGGIO DI CALABRIA il 21 ottobre 1934

Così, sconvolto, prendo la calcolatrice e il risultato è: 70 anni, 1 mese e 25 giorni! Ultra65enni o ultra70enni che sia… incredibilmente Previti ci rientra lo stesso!

Che spavento che mi ha fatto prendere La Russa, per un momento ho pensato che questa riforma della giustizia fosse rispettosa della Costituzione!

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